La vita
Non essendo nota la data di nascita, non è possibile definire il suo periodo di formazione; tuttavia, la sua maturità artistica si colloca nel cuore del periodo Romantico, nel pieno del Risorgimento italiano.
Nato in Lombardia verso la fine del Settecento, Luigi Astolfi fu un artista completo, capace di eccellere come danzatore, coreografo e compositore, lasciando un'impronta significativa nel mondo del balletto del XIX secolo.
La sua carriera decollò nel 1817, quando ottenne il suo primo grande successo come ballerino al Teatro San Benedetto di Venezia. Da quel momento, la sua ascesa fu costante. Non si limitò a danzare, ma si dedicò con passione alla coreografia, lavorando a lungo a Lisbona, dove divenne primo ballerino del Teatro Reale di San Giovanni, ma anche a Porto, Vienna e in Russia.
La sua vena creativa lo portò a comporre anche le musiche per i suoi stessi balletti. Nel 1832, il suo lavoro Le Sette reclute fu accolto con grande favore al Teatro alla Canobbiana di Milano. Nello stesso teatro, nel 1837, presentò quello che sarebbe diventato il suo capolavoro, I minatori di Salerno, un'opera talmente apprezzata da essere rappresentata per anni, anche da altri celebri danzatori.
Un altro grande successo fu La Encantadora de Madrid, coreografato e musicato per il Teatro Regio di Torino nella stagione 1845-46, che vide come protagonisti due stelle assolute della danza dell'epoca: Fanny Cerrito e Arthur Saint-Léon. Dopo una carriera ricca di successi, Astolfi si ritirò a vita privata a Milano nel 1855, dove si spense qualche anno più tardi.
Aneddoto
Un balletto per due stelle
Il prestigio di Luigi Astolfi era tale da portarlo a collaborare con i più grandi nomi della danza. Per il suo balletto La Encantadora de Madrid, andato in scena a Torino, ebbe l'onore di dirigere due leggende come Fanny Cerrito e Arthur Saint-Léon, creando uno spettacolo che fu acclamato dal pubblico.Le opere
Luigi Astolfi fu un autore estremamente prolifico, con un catalogo di oltre cinquanta opere che spaziano tra coreografie e composizioni musicali. Il suo stile era noto per la capacità di interpretare e soddisfare i gusti del pubblico, una qualità che gli garantì un successo duraturo.
Come coreografo, mise in scena importanti lavori del repertorio, tra cui Gli esiliati in Siberia di Gaetano Donizetti nel 1831 e La muta di Portici di Daniel Auber nel 1838. Tuttavia, fu come autore completo – coreografo e compositore – che ottenne i suoi maggiori trionfi. Il suo primo grande successo fu Le Sette reclute, rappresentato a Milano nel 1832, ma la sua opera più celebre rimane I minatori di Salerno del 1837, un balletto che divenne un classico del suo repertorio, ripreso da numerosi altri artisti.
La sua fama è legata anche a La Encantadora de Madrid, un balletto che compose e coreografò per il Teatro Regio di Torino, mettendo in luce il talento di due icone della danza come Fanny Cerrito e Arthur Saint-Léon. Le sue opere furono apprezzate e riproposte da molti dei più famosi ballerini dell'epoca, tra cui Domenico Ronzani e Nicola Molinari, a testimonianza del valore e della popolarità del suo lavoro.