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COMPOSITORI


La vita

La sua breve vita e carriera, sia nella fase formativa che in quella della sua prematura scomparsa, si collocano interamente all'interno del periodo del Neoclassicismo.

Luigi Asioli nacque a Correggio il 1º gennaio 1778 in una famiglia di straordinario talento artistico. Terzo figlio di Quirino e Benedetta Giovanelli, crebbe in un ambiente dove la musica era pane quotidiano. Suo fratello maggiore Giovanni, abile organista, fu il suo primo maestro, mentre l'altro fratello, Bonifazio, divenne un celebre musicista e compositore. La vena artistica della famiglia si estendeva anche all'incisione, praticata dal fratello Giuseppe.

Fin da bambino, Luigi mostrò un ingegno vivace e una spiccata inclinazione per la musica. A soli otto anni, componeva già canzoni che i suoi amici cantavano per le strade di Correggio, dimostrando una creatività precoce e spontanea. Seguendo le orme del fratello Bonifazio, si dedicò alla composizione di musica sacra, e le sue messe furono eseguite con grande successo nella sua città natale, tra cui una celebre messa a quattro voci per la festa di San Sebastiano.

La sua passione lo portò a fondare e dirigere una banda civica a Correggio, che riscosse notevole apprezzamento. La sua fama di eccellente clavicembalista e cantante si diffuse rapidamente, portandolo prima a Parma e poi a Napoli, su invito del conte Antonio Micheroux. Il suo talento lo condusse infine a Palermo e poi, nel 1804, a Londra, dove la sua arte fu accolta con entusiasmo.

Nella capitale inglese, Luigi Asioli aprì una prestigiosa scuola di canto, frequentata da giovani esponenti dell'aristocrazia, tra cui una Principessa del Galles e le nipoti del Duca di Wellington. Questo ruolo consolidò la sua reputazione, permettendogli di dedicarsi anche alla composizione di musica vocale da camera, che veniva eseguita con successo dai suoi stessi allievi. Tornò brevemente a Correggio nel 1814, ma il suo legame con Londra era ormai profondo. Proprio lì, il 17 novembre 1815, si spense improvvisamente, lasciando un'eredità di talento e passione.

Aneddoto


Il maestro dei nobili

A Londra, la scuola di canto di Luigi Asioli divenne un punto di riferimento per l'alta società. Tra i suoi allievi vantava figure di spicco come la Principessa del Galles e due nipoti del Duca di Wellington, a testimonianza del prestigio che seppe conquistarsi all'estero.

Le opere

Luigi Asioli fu un compositore versatile, la cui produzione abbraccia sia il repertorio sacro che quello da camera. Durante il suo periodo a Correggio, si dedicò intensamente alla musica religiosa, componendo numerose messe apprezzate dalla comunità locale. Tra queste, spicca una Messa a quattro voci con strumenti, il cui manoscritto è ancora oggi conservato presso la Biblioteca Estense di Modena.

Una volta stabilitosi a Londra, il suo focus si spostò sulla musica vocale da camera, creando opere pensate per essere eseguite nei salotti aristocratici e dagli allievi della sua scuola di canto. La sua produzione londinese comprende duetti, quartetti, arie e canzonette con accompagnamento di pianoforte.

Tra le opere a stampa conosciute in Italia si annoverano una Suonata per pianoforte dedicata alla Contessa Beverley, Sei duetti dedicati a Miss Howard, e composizioni dedicate a membri della famiglia reale britannica, come Due cavatine, un'aria ed una cantata per la Duchessa di York e Tre arie italiane per il Duca di Cambridge. Scrisse anche musica strumentale, come un Concerto per violino e un ballo per il teatro di Correggio intitolato L'Oracolo.

Briciole di storia


Una vittoria annunciata

Dopo aver preso il potere in Francia con un colpo di stato, il Primo Console Napoleone Bonaparte scese nuovamente in Italia per riconquistarla, e il 14 giugno 1800, si scontrò con l'esercito austriaco nella piana di Marengo, vicino ad Alessandria. Per gran parte della giornata, la battaglia sembrò una sconfitta per i francesi, tanto che gli austriaci inviarono un messaggero a Vienna per annunciare la loro vittoria, ma nel tardo pomeriggio, l'arrivo dei rinforzi guidati dal generale Desaix e una carica di cavalleria capovolsero le sorti.

Ritratto neoclassico a tre quarti. La tavolozza è calda e luminosa, e l'eleganza misurata.
Ritratto di Ugo Foscolo (1801), Olio su tela di Andrea Appiani, Pinacoteca di Brera, Milano.
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