Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Formatosi nella fase di transizione tra il Tardo Barocco e la nascente Arcadia, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel nuovo stile arcadico, in particolare nel campo della musica sacra e per organo.

Nato a Bologna il 15 dicembre 1667, Floriano Maria Arresti crebbe in un ambiente musicale d'eccellenza, essendo figlio di Giulio Cesare Arresti, il rinomato organista della Basilica di San Petronio.

Fu proprio sotto la guida paterna che mosse i primi passi nello studio della musica, dimostrando un talento precoce che lo portò, il 6 aprile 1684, a essere ammesso nella prestigiosa Accademia Filarmonica di Bologna, un'istituzione che avrebbe segnato profondamente la sua carriera.

Desideroso di perfezionare la sua arte, nel 1689 si trasferì a Roma per studiare con il celebre Bernardo Pasquini. Durante il suo soggiorno romano, ottenne l'incarico di organista presso la collegiata di San Lorenzo a Sant'Oreste, sul Monte Soratte, un ruolo che mantenne con dedizione fino al 1691.

Tornato nella sua amata Bologna, dal 1703 fino alla sua scomparsa, ricoprì con onore il posto di organista della Cattedrale di San Pietro. Il suo legame con l'Accademia Filarmonica si consolidò ulteriormente nel 1715, quando i suoi meriti artistici e il suo prestigio gli valsero l'elezione a Principe dell'Accademia, la massima carica onorifica.

Aneddoto


Principe dell'Accademia

Nel 1715, a coronamento di una vita dedicata alla musica e alla sua città, Floriano Arresti fu eletto Principe dell'Accademia Filarmonica di Bologna, un riconoscimento che testimoniava la profonda stima di cui godeva tra i suoi contemporanei.

Le opere

La produzione di Floriano Arresti si concentrò principalmente nel campo della musica vocale sacra e profana. Compose numerosi oratori, la cui musica è andata in gran parte perduta ma di cui restano i libretti, testimonianza di una fiorente attività. Tra questi si ricordano Abigail, su testo di G. Santori, eseguito a Roma nel 1701, e Mater Machabaeorum, con libretto di F.M. Lorenzini, presentato sempre a Roma nel 1704.

A Bologna, la sua città, videro la luce oratori come La decollazione del santo precursore Giovanni Battista (1708), Zoe e Nicostrato convertiti da s. Sebastiano martire (1708), Il zelo trionfante di s. Filippo Neri (1710) e Giuditta (1717). Collaborò anche con Giacomo Cesare Predieri per l'oratorio Jezabelle, rappresentato postumo nel 1719.

Nel teatro d'opera, Arresti si distinse con lavori come L'enigma disciolto (Bologna, 1710), Crisippo (Ferrara, 1710) e La costanza in cimento con la crudeltà, rappresentata a Venezia nel 1712 e poi a Bologna nel 1715. Si conservano inoltre alcune sue pregevoli cantate manoscritte a voce sola, come Vedi che cara pena e Sdegno ed amor in me.

Briciole di storia

della medicina

Ossa a strati

Con l’Anatome ossium Domenico Gagliardi descrisse per primo la struttura lamellare delle ossa. L’opera ebbe fortuna europea e fu ristampata a Leida nel 1723.

Capolavoro assoluto dell'illusionismo barocco, questo vertiginoso affresco sfonda la volta della chiesa per mostrare la gloria di Sant'Ignazio in cielo.
Trionfo (o Apoteosi) di Sant'Ignazio (1691), affresco di Andrea Pozzo, Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, Roma.
Pubblico dominio (Commons)