La vita
Formatosi nel pieno del Romanticismo maturo, la sua carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Realismo post-unitario.
Pietro Armanini, nato nel 1844, fu una figura di spicco nel panorama musicale italiano del suo secolo, affermandosi come uno dei più straordinari virtuosi di mandolino.
La sua carriera lo vide ricoprire il prestigioso ruolo di professore d'orchestra al Teatro alla Scala di Milano, ma la sua vera missione divenne quella di elevare il mandolino da strumento popolare a protagonista delle sale da concerto. Con questa ambizione, intraprese numerose tournée che lo portarono a esibirsi in tutta Europa, conquistando il pubblico con la sua abilità tecnica e la sua sensibilità musicale.
Fu il primo a presentare il mandolino in contesti professionali di alto livello in Inghilterra, dove il suo successo fu a dir poco travolgente. Le cronache dell'epoca lo descrivevano come un "maestro di primissimo ordine", elogiando le sue cadenze brillanti e le sue improvvisazioni mozzafiato. La sua tecnica era considerata sbalorditiva, in particolare per la rapidità dei passaggi, il controllo del pizzicato e l'uso innovativo della doppia fermata con la mano sinistra.
Dopo una vita dedicata alla musica e alla valorizzazione del suo strumento, decise di ritirarsi dalla scena pubblica nel 1895, stabilendosi a Bordeaux, dove si spense l'8 settembre dello stesso anno.
La sua eredità musicale continuò attraverso i suoi figli, anch'essi eccellenti musicisti, e il suo metodo per mandolino, che contribuì a formare nuove generazioni di strumentisti.
Aneddoto
Il Paganini del mandolino
Il suo eccezionale talento e la sua tecnica sbalorditiva gli valsero in Inghilterra un soprannome prestigioso: il "Paganini del mandolino". Un paragone che sottolineava come la sua maestria sullo strumento fosse considerata pari a quella del leggendario violinista, un artista senza rivali e, forse, senza successori.Le opere
La produzione di Pietro Armanini, oltre alla sua attività concertistica, include composizioni che riflettono il gusto dell'epoca e la sua profonda conoscenza dello strumento. Tra le sue opere si annoverano brani leggeri e brillanti per pianoforte, come la polka intitolata La cigale e la polka-mazurca L'éventail, che dimostrano la sua versatilità come compositore.
Tuttavia, il suo contributo più significativo è rappresentato dal suo eccellente trattato didattico, la Méthode de mandoline lombarde. Quest'opera non solo raccoglie i principi della sua tecnica innovativa, ma rappresenta anche un punto di riferimento fondamentale per lo studio del mandolino, testimoniando il suo impegno nel trasmettere la sua arte e nel formare nuovi talenti.
Briciole di storia
La centralità dell'Italia
Il 17 novembre 1869 fu inaugurato con una cerimonia grandiosa il Canale di Suez, l'opera che univa il Mar Mediterraneo al Mar Rosso. Per l'Italia, l'evento ebbe un'importanza strategica enorme. Il progetto era stato sviluppato in modo decisivo dall'ingegnere italo-austriaco Luigi Negrelli e l'apertura del canale spostò l'asse dei commerci mondiali, che non dovevano più circumnavigare l'Africa. L'Italia, da posizione periferica, tornò ad essere centrale nelle rotte tra l'Oriente e l'Occidente. I porti di Genova, Napoli e Brindisi videro aumentare esponenzialmente il loro traffico, divenendo scali fondamentali per i commerci con le Indie e traendo un enorme beneficio economico e strategico da quell'impresa faraonica.
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