La vita
La sua formazione si colloca nella fase di transizione del Tardo Barocco che prepara la nascita del nuovo gusto, mentre la sua piena maturità artistica si esprime interamente all'interno del periodo dell'Arcadia, di cui è un esponente di rilievo europeo.
Nato a Bologna, Attilio Ariosti ebbe una vita avventurosa e poliedrica, che lo vide eccellere come musicista, ma anche intraprendere la carriera ecclesiastica e quella diplomatica. A ventidue anni entrò nell'Ordine dei Servi di Maria, assumendo il nome di frate Ottavio e servendo come organista nella Basilica di Santa Maria dei Servi. Tuttavia, la sua vera vocazione era la musica profana, e presto ottenne il permesso di lasciare l'ordine per diventare compositore di corte per il Duca di Mantova.
La sua fama crebbe rapidamente, portandolo nel 1697 a Berlino, dove fu nominato maestro di cappella alla corte di Sofia Carlotta di Hannover, futura regina di Prussia. Qui compose numerose opere e balletti, diventando una figura centrale della vita musicale della città. Successivamente, si trasferì a Vienna, dove, oltre a comporre opere e oratori di grande successo, intraprese la carriera diplomatica, diventando agente generale dell'Austria per l'Italia. Questa sua doppia attività gli causò però alcuni problemi, tra cui l'espulsione dallo Stato Pontificio per questioni morali.
Nel 1716, Ariosti si stabilì a Londra, dove raggiunse l'apice della sua carriera. Qui, insieme a un gigante della musica com'era Giovanni Bononcini, fu uno dei direttori della prestigiosa Royal Academy of Music. Il pubblico londinese lo acclamò non solo come compositore di opere di successo, ma anche come straordinario virtuoso di viola d'amore, uno strumento di cui fu uno dei massimi interpreti. La sua vita, ricca di viaggi, successi e colpi di scena, si concluse a Londra, lasciando un'eredità di musicista cosmopolita e innovatore.
Aneddoto
Il frate virtuoso
Nonostante la sua vocazione religiosa, che lo portò a diventare frate servita con il nome di Ottavio, la passione di Attilio Ariosti per la musica lo condusse su sentieri inaspettati. Riuscì a ottenere il permesso di lasciare il convento per dedicarsi alla sua arte, intraprendendo una sfolgorante carriera che lo portò nelle più importanti corti europee. Da frate organista a compositore conteso dai sovrani, la sua vita fu un singolare intreccio di sacro e profano, di fede e di arte.Le opere
La produzione di Attilio Ariosti fu vasta e diversificata, spaziando dall'opera all'oratorio, dalla cantata alla musica strumentale. Compose circa venticinque opere teatrali, molte delle quali riscossero grande successo nelle corti di Berlino, Vienna e Londra. Tra i suoi titoli più celebri si ricordano La fede ne' tradimenti (1701), rappresentata a Berlino, Amor tra nemici (1708), andata in scena a Vienna, e la serie di opere composte per la Royal Academy of Music di Londra, tra cui Coriolano (1723), Vespasiano (1724) e Artaserse (1724).
Fu anche un apprezzato compositore di oratori, tra cui La Passione (1693) e La profezia d'Eliseo nell'assedio di Samaria (1705), e di numerose cantate. Tuttavia, la sua fama è oggi legata in modo particolare alla sua musica strumentale e, nello specifico, alle composizioni per viola d'amore. La sua Collection of Cantatas, and Lessons for the Viola d'Amour, pubblicata a Londra nel 1724, è una delle raccolte più importanti dedicate a questo affascinante strumento. A questa si aggiungono le cosiddette "Sonate di Stoccolma", una serie di brani manoscritti che confermano il suo status di pioniere e massimo virtuoso della viola d'amore nel suo tempo.
Briciole di storia
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