Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Romanticismo verdiano, la sua lunga e fortunata carriera di direttore d'orchestra e compositore lo porta a raggiungere la piena maturità in un'epoca successiva, quella del Realismo post-unitario.

Luigi Arditi fu una delle figure musicali più cosmopolite e influenti del XIX secolo. Nato a Crescentino, in Piemonte, la sua vocazione per la musica si manifestò precocemente, portandolo a studiare violino e composizione presso il prestigioso Conservatorio di Milano. Dopo un brillante debutto come violinista, a soli ventun anni salì per la prima volta sul podio come direttore d'orchestra a Vercelli, dove il suo talento fu immediatamente riconosciuto con la nomina a membro onorario dell'Accademia Filarmonica.

Nel 1846, animato da uno spirito avventuroso, Arditi intraprese un viaggio che avrebbe segnato la sua carriera, salpando per le Americhe insieme al celebre contrabbassista Giovanni Bottesini. Per un decennio fu protagonista della vita musicale del Nuovo Mondo, dirigendo opere e concerti a L'Avana, New York, Boston e Filadelfia. Sul podio delle più importanti orchestre americane, ebbe l'onore di accompagnare le più grandi stelle della lirica dell'epoca, da Marietta Alboni a Giulia Grisi, contribuendo in modo decisivo a diffondere la cultura dell'opera italiana oltreoceano.

Dopo una breve parentesi a Costantinopoli, nel 1858 scelse di stabilirsi a Londra, che divenne la sua seconda patria. Nella capitale britannica, la sua carriera raggiunse l'apice. Fu per oltre un decennio il direttore musicale dell'His Majesty's Theatre e, successivamente, del celebre Covent Garden. Il suo nome divenne sinonimo di eccellenza e la sua bacchetta guidò le esecuzioni dei più grandi capolavori, dirigendo cantanti leggendarie come Adelina Patti. La sua fama lo portò a dirigere anche nei principali teatri di San Pietroburgo, Vienna e Madrid, consolidando il suo ruolo di ambasciatore della musica italiana nel mondo.

Aneddoto


Un italiano per Wagner

Sebbene il suo nome sia legato principalmente al repertorio operistico italiano, Luigi Arditi fu anche un pioniere. A lui si deve infatti la prima rappresentazione integrale di un'opera di Richard Wagner in Inghilterra. Nel luglio del 1870, al Drury Lane di Londra, diresse una memorabile versione in lingua italiana de L'olandese volante, aprendo di fatto le porte dei teatri britannici alla musica del compositore tedesco e dimostrando una versatilità non comune per l'epoca.

Le opere

La produzione di Luigi Arditi, sebbene oggi meno eseguita, rivela un compositore di grande talento e mestiere. Scrisse diverse opere liriche, tra cui I briganti (1841) e Il corsaro. Particolarmente significativa fu La spia, rappresentata a New York nel 1856, una delle prime opere in assoluto a basarsi su un soggetto letterario americano, il celebre romanzo "The Spy" di James Fenimore Cooper. La sua versatilità è testimoniata anche da lavori d'occasione come la Commemoration Ode, eseguita al Crystal Palace nel 1873.

Tuttavia, la fama di Arditi è oggi legata soprattutto ai brillanti valzer da concerto per soprano di coloratura. Brani come Il bacio, Le tortorelle, Se saran rose e il celebre Parla! sono diventati pezzi di bravura immancabili nel repertorio delle più grandi cantanti, amati dal pubblico per la loro melodia accattivante e il loro scintillante virtuosismo. Un'altra composizione singolare fu l'Inno turco, scritto nel 1856 per il sultano Abdülmecid I su testo in lingua ottomana, che ricevette una grandiosa esecuzione a Londra da un coro di 1600 persone durante una visita di stato.

Briciole di storia

Grandiosa tela storica del Romanticismo italiano, che usa un episodio medievale come potente allegoria delle lotte per l'indipendenza del Risorgimento.
I Vespri Siciliani (1846), Olio su tela di Francesco Hayez, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma.
Pubblico dominio (Commons)