La vita
La sua intera carriera, dalla formazione alla piena maturità, si svolge pienamente all'interno del periodo Romantico, rappresentandone lo stile operistico nella scia della tradizione verdiana.
Originario di Vicenza, Giuseppe Apolloni ricevette una formazione che inizialmente non sembrava destinarlo alla musica. Si laureò infatti in legge, ma parallelamente coltivò la sua vera passione studiando composizione con i maestri Andrea Casalini e Francesco Canedi. Le vicende politiche del 1848 lo costrinsero a trasferirsi per un periodo a Firenze, ma fu al suo ritorno a Vicenza, nel 1852, che decise di dedicarsi completamente alla carriera di compositore.
Il suo esordio fu promettente: la sua prima opera, Adelchi, venne rappresentata con successo al Teatro Eretenio della sua città natale nel 1852. Tuttavia, fu con la sua seconda opera, L'ebreo, che Apolloni raggiunse l'apice della sua fama. Messa in scena per la prima volta al prestigioso Teatro La Fenice di Venezia nel 1855, l'opera ottenne un successo travolgente, tanto da essere replicata in numerosi teatri italiani ed europei, arrivando fino a Odessa. Questo trionfo consolidò la sua reputazione e fece sì che anche la sua prima opera, Adelchi, venisse riproposta con interesse.
Nonostante il grande successo de L'ebreo, le opere successive non riuscirono a eguagliarne la popolarità, e la sua vena creativa sembrò affievolirsi. Oltre al teatro, Apolloni si dedicò anche alla composizione di musica sinfonica e sacra, lasciando un'eredità artistica che, concentrata in pochi ma grandi successi, testimonia un talento genuino e una notevole ispirazione melodica.
Aneddoto
Il trionfo de L'Ebreo
Il successo de L'ebreo fu così clamoroso che il critico e musicografo François Fétis ne parlò nella sua celebre "Biographie universelle des musiciens", elogiando l'opera per il suo vigore e la sua abbondanza di ispirazione, sottolineando come avesse saputo affascinare il pubblico grazie a una forza istintiva e a una grande musicalità.Le opere
La carriera operistica di Giuseppe Apolloni è legata principalmente a cinque opere, la più celebre delle quali è senza dubbio L'ebreo. Questo dramma lirico, rappresentato per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia il 25 gennaio 1855, ottenne un successo straordinario che si diffuse rapidamente in tutta Italia e all'estero, diventando il suo lavoro più conosciuto e apprezzato.
Prima de L'ebreo, Apolloni aveva esordito nel 1852 con Adelchi, un'opera rappresentata al Teatro Eretenio di Vicenza. Dopo il trionfo veneziano, compose altre tre opere, che tuttavia non riuscirono a replicare la stessa fortuna: Pietro D'Abano, andata in scena a Venezia nel 1856; Il conte di Königsmark, presentata a Firenze nel 1866; e infine Gustavo Wasa, rappresentata a Trieste nel 1872. Oltre al suo lavoro per il teatro, Apolloni compose anche musica sinfonica, come la rapsodia I canti dell'Appennino, e diverse opere sacre. Tra queste, uno Stabat Mater, rimasto incompiuto alla sua morte, fu completato da altri musicisti ed eseguito a Vicenza nel 1890 in sua memoria, a testimonianza dell'affetto e della stima che la sua città natale nutriva per lui.
Briciole di storia
Il "Papa liberale"
Il 16 giugno 1846, dopo la morte del reazionario Gregorio XVI, venne eletto Papa il cardinale Giovanni Maria Mastai Ferretti, che prese il nome di Pio IX. La sua elezione fu una sorpresa e le sue prime mosse suscitarono un'ondata di entusiasmo in tutta Italia. Appena un mese dopo, concesse un'ampia amnistia per i prigionieri politici, un atto che sembrava confermare la sua fama di liberale. Figure come Gioberti, che sognavano un'Italia unita sotto la guida di un papato riformatore, videro in lui l'uomo della Provvidenza, e, per quasi due anni, il grido "Viva Pio IX!" risuonò in tutte le piazze unendo patrioti e fedeli in una speranza di libertà, che naufragò tragicamente con gli eventi del 1848.
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