Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel cuore del Settecento, in un'epoca in cui convivono l'eleganza del Rococò e lo spirito critico dell'Illuminismo, la sua maturità artistica di danzatore e coreografo riformatore si esprime compiutamente nel nuovo gusto del Neoclassicismo.

Nato a Firenze con il nome di Domenico Maria Angiolo Gasperini, Gasparo Angiolini è passato alla storia come uno dei più grandi innovatori della danza. Insieme al suo celebre contemporaneo Jean-Georges Noverre, è considerato il padre della riforma del balletto nel Settecento, avendo introdotto un nuovo modo di concepire la danza come arte narrativa ed espressiva. Iniziò la sua carriera come ballerino a Lucca, per poi spostarsi nel nord Italia e infine a Vienna, dove studiò con il maestro Franz Hilverding, un pioniere del balletto d'azione.

La svolta nella sua carriera avvenne nel 1758, quando fu nominato direttore del balletto dei Teatri Imperiali di Vienna. Qui iniziò una fruttuosa e storica collaborazione con il compositore Christoph Willibald Gluck. Insieme, i due artisti diedero vita a una vera e propria rivoluzione teatrale, creando nel 1761 il balletto pantomimo Don Juan ou le Festin de pierre. Quest'opera segnò una data fondamentale nella storia della danza, perché per la prima volta la narrazione era affidata interamente al movimento e alla musica, senza l'ausilio di parole o canti.

La sua fama lo portò a ricoprire incarichi di grandissimo prestigio in tutta Europa. Dal 1766 al 1772, e nuovamente dal 1783 al 1786, fu direttore del Teatro Imperiale di San Pietroburgo, portando la sua visione innovativa anche alla corte russa. Lavorò inoltre con successo in Italia, in particolare a Venezia e a Milano, dove, a partire dal 1778, presentò molti dei suoi balletti al Teatro alla Scala, inaugurato da poco. Con la sua opera, Angiolini ha lasciato un'eredità fondamentale, trasformando il balletto da semplice divertimento a una forma d'arte drammatica e profonda.

Aneddoto


La nascita del balletto narrativo

La collaborazione tra Gasparo Angiolini e il compositore Christoph Willibald Gluck a Vienna fu un momento magico per la storia del teatro. Insieme, nel 1761, crearono Don Juan, un balletto in cui la storia del celebre seduttore era raccontata unicamente attraverso la danza e la musica. Fu una novità assoluta, il primo balletto pantomimo, che dimostrò come il movimento del corpo potesse esprimere emozioni e narrare vicende complesse con la stessa forza di un'opera cantata, aprendo una nuova era per la danza.

Le opere

Gasparo Angiolini non fu soltanto un geniale coreografo, ma anche un intellettuale e un teorico della danza, che affidò il suo pensiero riformatore ad alcuni importanti scritti. Nella sua Dissertation sur les ballets pantomimes des anciens (Dissertazione sui balletti pantomimi degli antichi), pubblicata a Vienna nel 1765, espose le basi teoriche della sua visione del balletto come arte drammatica, ricollegandosi alla tradizione della pantomima classica per nobilitare la danza. Questo testo programmatico accompagnava la rappresentazione del suo balletto tragico Sémiramis.

Un'altra opera letteraria fondamentale sono le Lettere di Gasparo Angiolini a Monsieur Noverre sopra i balli pantomimi, pubblicate a Milano nel 1773. In queste lettere, Angiolini dialoga a distanza con il suo grande rivale e collega riformatore, Jean-Georges Noverre, discutendo i principi del balletto d'azione e rivendicando l'originalità e il valore delle proprie idee. Questi scritti rappresentano una testimonianza preziosa del vivace dibattito culturale che accompagnò la nascita del balletto moderno.

Briciole di storia

Scena mitologica in stile Rococò che raffigura la ninfa marina Galatea su un carro trainato da delfini, circondata da un festoso corteo di divinità marine.
Il Trionfo di Galatea (1752), Olio su tela di Corrado Giaquinto, Milwaukee Art Museum, Milwaukee.
Pubblico dominio (Commons)