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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera si svolge nel cuore del Settecento, con una formazione che lo vede immerso nel contesto in cui si intersecano Arcadia, Rococò e Illuminismo, e una maturità che lo vede operare in un'epoca in cui a questi ultimi due stili si affianca il nuovo gusto del Neoclassicismo.

Pasquale Anfossi fu uno dei più illustri e prolifici compositori del Settecento italiano, un artista, ancora troppo sottovalutato, che seppe conquistare ai suoi tempi i palcoscenici di tutta Europa con il suo talento versatile e la sua inesauribile vena creativa. Originario di Taggia, in Liguria, compì la sua formazione musicale a Napoli, cuore pulsante della musica dell'epoca, studiando violino e composizione al prestigioso Conservatorio di Santa Maria di Loreto sotto la guida di grandi maestri come Francesco Durante e Niccolò Piccinni. Proprio con Piccinni, di cui fu allievo e amico, strinse un sodalizio artistico che lo introdusse nell'ambiente teatrale.

Dopo gli esordi a Napoli e Venezia, il 1773 segnò l'anno della sua consacrazione a Roma. Al Teatro delle Dame, la sua opera buffa La Giannetta, ossia L'incognita perseguitata ottenne un trionfo travolgente, seguito a breve distanza dal successo ancora maggiore de La finta giardiniera. Quest'opera, in particolare, lo impose come uno dei massimi operisti del suo tempo, facendone il nuovo beniamino del pubblico e offuscando temporaneamente la fama del suo stesso maestro, Piccinni. La sua musica, fresca, brillante e ricca di sentimento, divenne presto richiesta in ogni angolo d'Europa.

La sua carriera fu un susseguirsi di viaggi e successi. Dal 1771 al 1780 fu maestro del coro presso l'Ospedale dei Derelitti a Venezia, per poi intraprendere un lungo tour europeo che lo portò a Parigi, a Londra, dove fu direttore dell'Opera Italiana per tre anni, e ancora a Praga e Berlino. Rientrato in Italia, continuò a comporre instancabilmente per i principali teatri della penisola. Nel 1787 si stabilì definitivamente a Roma, dove, a coronamento di una vita dedicata alla musica, ottenne nel 1792 la prestigiosa nomina a maestro di cappella della Basilica di San Giovanni in Laterano, incarico che mantenne fino alla sua morte.

Aneddoto


Mozart copia anche da qui

Il talento di Pasquale Anfossi era molto apprezzato. Il giovane Wolfgang Amadeus Mozart, durante il suo viaggio in Italia, ebbe modo di conoscere e studiare la musica del compositore ligure. Anni dopo, a Vienna, Mozart compose alcune arie sostitutive da inserire in due opere di Anfossi, Il curioso indiscreto e Le gelose fortunate. In seguito, studi musicologici hanno rivelato come, nella sua versione de La finta giardiniera, Mozart abbia plagiato in più punti la partitura originale di Anfossi, riprendendone schemi formali e persino invenzioni ritmiche, a conferma della straordinaria bellezza e originalità della musica del maestro ligure.

Le opere

La produzione di Pasquale Anfossi è vastissima e abbraccia con eguale maestria sia il genere comico che quello serio. La sua capacità di creare melodie agili e piene di grazia, alternate a momenti di intensa potenza drammatica, lo rese uno dei compositori più amati dal pubblico del suo tempo. Tra le sue opere buffe più celebri, oltre a La Giannetta, ossia L'incognita perseguitata (Roma, 1773) e La finta giardiniera (Roma, 1774), si ricordano Il geloso in cimento (Vienna, 1774), L'avaro (Venezia, 1775), La vera costanza (Roma, 1776) e I viaggiatori felici (Venezia, 1780), tutte opere che circolarono ampiamente in tutta Europa.

Nel campo dell'opera seria, Anfossi seppe rinnovare il genere accogliendo le innovazioni stilistiche di Traetta, senza rinunciare alla cantabilità tipicamente italiana. Tra i suoi titoli più importanti figurano Cajo Mario (Venezia, 1769), Armida (Torino, 1770), Demofoonte (Roma, 1773), Olimpiade (Venezia, 1774), Cleopatra (Milano, 1779) e Zenobia di Palmira (Venezia, 1789). La sua produzione operistica conta in totale circa quaranta titoli, rappresentati con strepitoso successo nei più prestigiosi teatri da Napoli a Londra.

Oltre al teatro, Anfossi si dedicò con grande impegno alla musica sacra, componendo numerosi oratori di grande pregio, tra cui La Betulia liberata, Sant'Elena al Calvario e Giuseppe riconosciuto su testo di Metastasio. La sua produzione comprende inoltre messe, mottetti, salmi e inni. Fu anche un prolifico autore di musica strumentale, con un catalogo che include circa sessantasette sinfonie, tra cui la celebre ouverture de Il geloso in cimento, e diverse composizioni da camera che confermano la sua inesauribile splendida vena creativa.

Briciole di storia

Grande scena mitologica, con luce argentea e pathos teatrale.
Sacrificio di Ifigenia (1750), Olio su tela di Giovanni Battista Tiepolo, Speed Art Museum, Louisville.
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