La vita
La sua intera parabola creativa, dalla formazione avvenuta all'alba della nuova sensibilità fino alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno del periodo del Romanticismo, di cui è espressione nel campo della musicologia e della musica sacra.
Nato a Roma nel 1801, Alfieri unì la vocazione sacerdotale alla passione per la musica, affermandosi come compositore e studioso.
Dedito alla musica sacra, scrisse messe e mottetti, ma si distinse soprattutto come musicologo, con ricerche e pubblicazioni sul canto liturgico e sulla tradizione polifonica.
La sua opera contribuì a preservare e diffondere un patrimonio fondamentale della spiritualità musicale italiana. Morì nella sua città natale nel 1863.
Aneddoto
Un sacerdote tra i manoscritti
Passava ore negli archivi romani a studiare antichi codici musicali, al punto che i colleghi dicevano che “sapeva leggere i pergameni come spartiti moderni”.Le opere
Compose messe e mottetti, ma la sua fama rimane legata ai trattati e alle edizioni critiche sul canto gregoriano e polifonico, fondamentali per gli studiosi successivi.
Briciole di storia
La repressione e l'esilio dei patrioti
Dopo la sconfitta dei moti, in tutti gli stati italiani si scatenò nel 1823 una durissima repressione, quando i sovrani, sostenuti dall'Austria, instaurarono un clima di terrore poliziesco. Tribunali speciali condannarono a morte, al carcere duro come nello Spielberg, in Moravia, o all'esilio centinaia di patrioti che avevano partecipato alle insurrezioni. Proprio l'esilio divenne un fenomeno cruciale: intellettuali, soldati e cospiratori fuggirono a migliaia, soprattutto a Parigi, a Londra o in Svizzera. Qui, entrarono in contatto con le idee più avanzate del liberalismo europeo, creando una rete internazionale di opposizione e gettando le basi per le future, e meglio organizzate, lotte per l'indipendenza.
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