La vita
La sua formazione si colloca in un fecondo incrocio di stili, in cui convivono Arcadia, Rococò e Illuminismo, mentre la sua piena maturità lo vede operare nel cuore del dibattito culturale settecentesco, tra l'eleganza dello stile rococò e lo spirito critico e riformatore dell'Illuminismo.
Nato a Napoli nel 1717, D’Alessandro crebbe in un ambiente musicale di grande vitalità. Si distinse come clavicembalista e ben presto attirò l’attenzione dei circoli colti della sua città.
Le sue doti lo portarono anche in Francia, dove visse un periodo della sua carriera a contatto con l’ambiente parigino. Questa esperienza all’estero gli permise di diffondere la tradizione napoletana e di ricevere stimoli nuovi.
Tornato a Napoli, continuò a comporre e ad esibirsi, guadagnandosi una reputazione solida fino alla morte avvenuta nel 1778.
Aneddoto
Tra Napoli e Parigi
Si racconta che a Parigi fosse chiamato “il napolitain” per la vivacità del suo tocco al clavicembalo, capace di far sorridere anche i salotti più austeri.Le opere
Le sue opere comprendevano brani per clavicembalo, sonate e composizioni vocali di carattere sacro, oggi in parte perdute ma ricordate per la freschezza e la brillantezza.
Briciole di storia
La Contessa in fiamme
Quando la Contessa Cornelia Zangheri Bandi morì a Cesena in circostanze spaventose e il suo corpo si incendiò inspiegabilmente, molti tirarono in ballo il diavolo, per spiegare quel mistero. Giuseppe Bianchini fu incaricato di indagare sul caso. Nel suo rapporto del 1743, applicando il suo rigore scientifico, egli escluse categoricamente ogni causa soprannaturale e fu uno dei primi investigatori a teorizzare un'ipotesi moderna: l'autocombustione spontanea. Bianchini avanzò l'idea che un calore interno avesse innescato l'incendio, dimostrando un approccio razionalista e certo all'avanguardia per quell'epoca.
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