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COMPOSITORI

La vita

La sua formazione avviene nel momento esatto in cui al gusto dell'Arcadia si affianca la nuova sensibilità del Rococò, mentre la sua maturità artistica si colloca in un fecondo crocevia culturale in cui a questi due stili si aggiunge lo spirito riformatore dell'Illuminismo.

Giovanni Aldegà operò nel corso del XVIII secolo, distinguendosi come autore di opere sacre e brani strumentali.

La sua attività è legata al contesto italiano, dove lasciò un contributo musicale apprezzato per la chiarezza delle linee melodiche e l’equilibrio armonico.

Aneddoto


Una firma preziosa

Le sue partiture, conservate in biblioteche italiane, sono riconoscibili per la calligrafia elegante, quasi fossero piccoli quadri in musica.

Le opere

Le cronache segnalano messe e mottetti destinati al servizio liturgico, oltre a brani strumentali concepiti per piccole formazioni.

Briciole di storia


I vizi degli italiani

In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.

Dipinto mitologico in stile Rococò che raffigura l'amore tra Venere, dea della bellezza, e Marte, dio della guerra, sorpresi da Cupido.
Venere e Marte (1723), Olio su tela di Giambattista Pittoni, Museo del Louvre, Parigi.
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