La vita
La sua intera parabola artistica, dal periodo formativo alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno dell'Arcadia, di cui è stato uno dei più celebri virtuosi del violoncello.
Nato a Napoli nel 1691, Francesco Alborea si impose come straordinario violoncellista, tanto da essere considerato il primo virtuoso di questo strumento.
Chiamato a Vienna, suonò alla corte imperiale, dove la sua arte impressionò profondamente il pubblico e i colleghi musicisti. Le sue interpretazioni vennero celebrate per intensità e tecnica impeccabile.
Successivamente si trasferì a Madrid, dove continuò la carriera come violoncellista apprezzato, contribuendo a diffondere la fama dello strumento.
Morì nel 1739, lasciando un ricordo leggendario come pioniere del violoncello.
Aneddoto
Il soprannome “Franciscello”
Per il suo talento straordinario al violoncello, Alborea fu ribattezzato “Franciscello”, nome con cui divenne celebre in tutta Europa.Le opere
Della sua produzione sono note alcune sonate per violoncello e basso continuo, che contribuirono a definire il repertorio iniziale dello strumento.
Briciole di storia
I vizi degli italiani
In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.
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