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COMPOSITORI

La vita

Agostino Accorimboni nacque a Roma il 28 agosto 1739 e ivi morì il 13 agosto 1818.

Formatosi alla scuola di Rinaldo da Capua, trascorse l'intera esistenza nella città natale, partecipando attivamente alla vita musicale capitolina. La sua carriera si divise in due fasi distinte. Tra il 1768 e il 1785 si affermò come prolifico autore per il teatro, specializzandosi nell'opera comica e nelle farse, e successivamente decise di abbandonare le scene per dedicarsi alla composizione di musica sacra fino alla fine dei suoi giorni.

Aneddoto


Fedeltà a Roma

Nonostante i cambiamenti di gusto e di epoca, rimase sempre legato alla sua città, che fu il centro costante della sua attività creativa.


Le opere

La produzione di Accorimboni si concentrò, tra il 1768 e il 1785, quasi esclusivamente sul genere comico e sulla farsa per i teatri romani. Tra la dozzina di titoli composti spiccano le collaborazioni su testi di Goldoni e l'unica incursione nel genere serio con una Nitteti di stampo metastasiano.

Tra i suoi successi si distinse senza dubbio il dramma giocoso Il regno delle Amazzoni (1783). L'opera ebbe una risonanza tale che il suo libretto fu preso in esame persino da Wolfgang Amadeus Mozart (K. 434), e il fatto che il lavoro del Salisburghese sia rimasto allo stato di abbozzo, senza eguagliare la fortuna dell'originale, è significativo. Questo dettaglio dovrebbe far riflettere su quanto spesso si resti vincolati a mode musicologiche che esaltano i "soliti noti", lasciando nell'ombra ciò che ha fatto realmente la storia del costume musicale. Per chi ama la musica cosiddetta "classica" anche in prospettiva storica, è doveroso recuperare il "sentire" di quell'epoca attraverso l'esecuzione di questi tesori nascosti.

Nonostante la successiva e feconda dedizione alla musica sacra, gran parte del lavoro di Accorimboni pare sia andato perduto. Anche questo è un segno tangibile, molto probabilmente, del disinteresse verso la conservazione di questa eredità culturale. Di tutta la sua attività restano oggi soltanto alcune arie manoscritte sparse in diverse biblioteche europee, tra Parma, Bologna e la Germania. Se si vincesse la pigrizia di abbandonare queste pagine al loro destino negli archivi, e si considerasse che queste erano le "canzoni" del tempo, dotate della stessa immediatezza dei successi odierni, si potrebbero riproporre con splendido successo in concerto. Accorimboni lo merita, se non altro per amore di verità storica.

Briciole di storia


L'Accademia dei Pugni

Giovanni Battista Biffi, contemporaneo di Accorimboni, fu un esponente di spicco dell'Illuminismo lombardo e fece parte, intorno al 1760, dei fondatori della celebre Accademia dei Pugni di Milano, insieme a Cesare Beccaria e ai fratelli Verri. Il nome di quell'Accademia derivava dal fatto che i membri erano così appassionati e veementi nelle loro discussioni intellettuali da arrivare spesso a prendersi letteralmente a pugni pur di difendere le proprie tesi progressiste.


Così dipingevano in Italia ai tempi di Accorimboni

Il dipinto raffigura il portico di un palazzo immaginario, in stile rococò, con un eccellente gioco di ombre e luci e una prospettiva precisa.
Prospettiva con portico (1765), Olio su tela di Canaletto (Giovanni Antonio Canal), Gallerie dell'Accademia, Venezia.
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