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COMPOSITORI
Evocazione artistica in stile barocco di Antonio Maria Abbatini in una basilica romana.
Concerto in una chiesa romana del Seicento, Arte generativa, stile Olio su tela di Varrone & Romano, Collezione privata.
© Collezione Varrone & Romano (Tutti i diritti riservati).

La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione nella fase iniziale del movimento fino alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del lungo periodo del Barocco italiano, di cui è un solido rappresentante.


Formazione e primi passi

Nato a Tiferno (l’odierna Città di Castello) sul finire del XVI secolo, Antonio Maria Abbatini ricevette la prima formazione musicale in ambito familiare dallo zio Lorenzo, per poi perfezionarsi a Roma. Qui ebbe modo di studiare alla scuola dei celebri fratelli Giovanni Maria e Giovanni Bernardino Nanino, figure chiave per la sua maturazione artistica.


La carriera tra Roma e l'Umbria

Il suo percorso professionale prese avvio con incarichi di grande prestigio, dato che già tra il 1626 e il 1628 ricoprì il ruolo di maestro di cappella presso la basilica di San Giovanni in Laterano. Nonostante il successo romano, mantenne un forte legame con la sua città natale, dove tornò nel 1629 per dirigere la cappella del Duomo. Fu proprio in questo periodo, nell'ottobre del 1631, che sposò Dorotea Giustini. La sua carriera fu caratterizzata da un continuo pendolarismo tra i maggiori centri musicali dello Stato Pontificio. Nel 1633 fu chiamato al Duomo di Orvieto, città in cui frequentò l'Accademia degli Assorditi, per poi rientrare a Roma e servire istituzioni come il Gesù e, soprattutto, la basilica di Santa Maria Maggiore. A quest'ultima legò gran parte della sua vita professionale, essendone maestro di cappella in tre distinti periodi negli anni Quaranta, Cinquanta e infine negli anni Settanta del Seicento, intervallati da un servizio presso la Santa Casa di Loreto nel 1667.


Riconoscimenti e fine carriera

Abbatini godette di grandissima stima negli ambienti culturali dell'epoca. Fu apprezzato da papa Urbano VIII e dall'erudito gesuita Athanasius Kircher, che si avvalse molto spesso dei suoi consigli teorici e della sua collaborazione per scrivere la sua Musurgia. La sua autorità in campo musicale fu sancita dai ruoli ricoperti all'interno della Congregazione e Accademia di Santa Cecilia, dove venne eletto più volte "guardiano dei maestri" nel corso degli anni Sessanta. Parallelamente, si dedicò all'insegnamento teorico, tenendo lezioni private, note come Discorsi e Lezioni Accademiche. Concluse la sua lunga carriera ritirandosi definitivamente a Città di Castello nel 1677, dove morì due anni più tardi, dopo aver supervisionato le attività musicali della cattedrale locale.

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Aneddoto


Amicizia con Bernini

Antonio Maria Abbatini frequentò artisti celeberrimi come Gian Lorenzo Bernini, un legame che dimostra il suo inserimento nelle cerchie più prestigiose della Roma del Seicento.


Le opere sacre e il magistero contrappuntistico

La produzione musicale di Abbatini è vasta e segnata da una qualità tecnica straordinaria, frutto di una profonda scienza del contrappunto che egli seppe unire alla grandiosità del nuovo gusto barocco. Le sue messe e i suoi mottetti non sono semplici esercizi di stile, ma architetture sonore complesse e affascinanti. Abbatini pubblicò numerosi libri di Salmi e Messe a quattro, otto, dodici e persino sedici voci, dimostrando una capacità non comune di gestire imponenti masse corali. Tra queste spicca la celebre Missa sexdecim vocibus concinenda del 1627, ma la sua audacia compositiva lo spinse a creare opere colossali a trentadue e quarantotto voci, così come le raffinate antifone per dodici bassi e dodici tenori reali. Si tratta di lavori che confermano una statura artistica che non teme confronti con i più celebrati maestri del suo tempo; una grandezza talvolta ingiustamente lasciata in ombra dalla storiografia, ma che rivela un patrimonio culturale inestimabile, costituito da pagine di assoluta bellezza che attendono solo di essere studiate, ammirate e finalmente divulgate come meritano.

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Il teatro e l'innovazione musicale

Altrettanto fondamentale fu il suo apporto alla musica profana e teatrale, dove si distinse per intuizioni brillanti che anticiparono i tempi. Oltre alla cantata drammatica Il pianto di Rodomonte, eseguita a Orvieto nel 1633, il suo nome resta legato alla nascita dell'opera comica romana. Il geniale capolavoro in questo ambito è rappresentato da Dal male il bene (1653), opera scritta in collaborazione con Marco Marazzoli su libretto di Giulio Rospigliosi. Qui Abbatini definì i caratteri dell'opera buffa, introducendo un recitativo più snello e "secco" e conferendo ai pezzi d'insieme un equilibrio e una vivacità teatrale fino ad allora sconosciuti.

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Briciole di storia


L'amore eterno portato in un feretro

In Persia, Pietro Della Valle, erudito scrittore, musicista, orientalista italiano contemporaneo di Abbatini, si innamorò e sposò nel 1622 una bellissima donna assira di nome Sitti Maani. Il loro fu un amore profondo, ma tragicamente breve, perché la giovane morì durante il viaggio di ritorno verso l'India. Distrutto dal dolore, Pietro si rifiutò di separarsi da lei, fece imbalsamare il corpo della moglie e, per i successivi quattro anni, continuò i suoi viaggi avventurosi attraverso l'Asia portando sempre con sé il feretro dell'amata. Quando finalmente tornò a Roma nel 1626, celebrò un funerale grandioso, degno d'una regina, seppellendo Sitti Maani nella tomba di famiglia nella basilica di Santa Maria in Aracoeli, compiendo così l'ultimo, struggente atto d'amore.


Così dipingevano in Italia ai tempi di Abbatini

Scena di genere di influenza caravaggesca che raffigura un concerto bacchico, interpretata anche come un'allegoria dei cinque sensi o delle età dell'uomo.
Concerto bacchico (Allegoria dei sensi) (1625), Olio su tela di Pietro Paolini, Dallas Museum of Art, Dallas.
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