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CANZONE ITALIANA
Italian woman seen from behind in an elegant dress inside a refined vintage interior
Italian woman in elegant interior (2024), Generative conceptual art by Varrone & Romano, Private collection.
© Varrone & Romano Collection (All rights reserved).

Dalla laguna a Roma

Nata a Venezia in una famiglia di modeste origini, Nicoletta Strambelli trascorre la sua infanzia e adolescenza nella città lagunare, affidata alle cure della nonna. Fin da bambina dimostra una spiccata attitudine per la musica, studiando pianoforte per anni presso il Conservatorio Benedetto Marcello, pur senza arrivare a diplomarsi. Dopo una prima esperienza sui palchi veneti con lo pseudonimo di Guy Magenta, la svolta arriva quando, non ancora maggiorenne, decide di trasferirsi a Roma per inseguire la sua vocazione artistica.

La ragazza del Piper

È nella vibrante atmosfera del Piper Club, il tempio della musica beat capitolina, che il suo destino si compie. Notata dall'agente Alberigo Crocetta, anche grazie all'interessamento di Luigi Tenco, viene immediatamente messa sotto contratto e ribattezzata con un nome d'arte destinato a fare storia: Patty Pravo. Un nome che unisce un diminutivo anglosassone alla parola pravo, da lei stessa scelta con un riferimento colto all'Inferno di Dante (anime prave), a sottolineare fin da subito un'indole anticonformista. In breve tempo, diventa l'icona di quel locale e di un'intera generazione, guadagnandosi l'appellativo di Ragazza del Piper.

Un esordio controcorrente

Il suo debutto discografico avviene nell'autunno del 1966 con il singolo Ragazzo triste, versione italiana di un brano di Sonny & Cher. La canzone ottiene un primato singolare: è il primo brano pop a essere trasmesso da Radio Vaticana. Al contempo, la sua esibizione televisiva a Scala Reale, dove si presenta indossando un audace smoking maschile, e il testo della canzone, considerato troppo contestatario dalla Rai che ne censura un verso, la impongono immediatamente come un personaggio di rottura, capace di catalizzare l'attenzione del pubblico con la sua forte personalità e la sua voce dal timbro particolare.

L'icona della trasgressione

Il successo prosegue con brani come la scanzonata Qui e là e la romantica Se perdo te, destinata a diventare un classico del suo repertorio. Ma a definire il suo personaggio non è solo la musica. Patty Pravo spiazza l'opinione pubblica benpensante con interviste provocatorie in cui si esprime apertamente a favore del divorzio, dell'aborto e della piena libertà sessuale, temi assolutamente tabù per l'epoca. Il suo stile, i suoi eccessi e le sue prese di posizione la trasformano in un'icona di trasgressione, contribuendo in modo significativo a modernizzare l'immagine dell'interprete femminile in Italia.

Dal palco al grande schermo

La sua presenza scenica è magnetica e non passa inosservata. Nel 1967 è tra gli artisti che aprono i concerti italiani di una band leggendaria come The Who, dimostrando un carisma capace di affrontare anche il pubblico più esigente. Inizia anche a muovere i primi passi nel mondo del cinema, partecipando a diversi musicarelli, film musicali molto in voga all'epoca, e apparendo in un episodio della serie televisiva TuttoTotò, dove ha modo di presentare le sue canzoni a una platea sempre più vasta.

Il gesto che conquistò Battiato

A raccontare la forza scenica e la personalità indomabile della giovane Patty Pravo fu un testimone d'eccezione, Franco Battiato. Nel 1967, durante un concerto degli Who a Milano, Patty Pravo si esibì come artista d'apertura. Il pubblico, impaziente di vedere la band inglese, la accolse con fischi e ostilità. Invece di scoraggiarsi o cercare di calmare gli animi, lei reagì in modo spiazzante e provocatorio: appoggiò una mano sul sesso e iniziò a massaggiarsi lentamente. Battiato, presente tra il pubblico, raccontò di essere rimasto folgorato da quel gesto, che considerò eccezionale e superiore all'esibizione stessa degli Who, e che lo conquistò per sempre.

Il successo planetario de La bambola

Il 1968 è l'anno della sua consacrazione definitiva, ma anche di un celebre conflitto interiore. Su insistenza della casa discografica, Patty Pravo incide La bambola, un brano che lei non ha mai amato, poiché la costringeva a interpretare un ruolo di donna sottomessa, lontano dalla sua vera natura. Nonostante la sua avversione, la canzone diventa un successo planetario, raggiungendo la prima posizione in classifica per nove settimane e vendendo milioni di copie in tutto il mondo, trasformandosi nel suo marchio di fabbrica. Sull'onda di questo trionfo, pubblica il suo primo album, Patty Pravo, che raccoglie i suoi primi successi e diventa uno dei dischi più venduti dell'anno. La sua immagine di ragazza bionda, disinibita e simbolo della generazione del '68, unita alla sua voce roca e profonda, la consacra come un'icona dell'emancipazione femminile e un idolo beat.

Una nuova immagine: l'interprete gotica

All'apice del successo come ragazza del Piper, Patty decide di rompere con il suo manager e di affidarsi alla guida spirituale Linda Wolf, dando il via a una profonda trasformazione artistica e d'immagine. Nel 1970 si presenta al Festival di Sanremo con La spada nel cuore, classificandosi al quinto posto e vincendo un premio della critica. È l'inizio di un abbandono progressivo del beat in favore di un repertorio più maturo, raffinato e d'autore. L'immagine solare e ribelle lascia il posto a una figura più severa, a tratti drammatica e gotica, con i capelli raccolti in uno chignon. Questa nuova fase è suggellata da interpretazioni intense come Per te, scritta da Lucio Battisti, e soprattutto da una magistrale versione di Ne me quitte pas di Jacques Brel, tradotta da Gino Paoli come Non andare via. La sua interpretazione, così carica di tensione emotiva da portarla alle lacrime in scena, le vale il soprannome di Édith Piaf italiana e un successo clamoroso in Francia.

La Trilogia Phonogram: la libertà artistica

Nel 1971, desiderosa di totale libertà creativa, lascia la RCA e passa alla Philips, inaugurando una serie di cambi di etichetta che caratterizzeranno la sua carriera. Per la nuova casa discografica produce interamente tre album di altissimo pregio, noti come la Trilogia Phonogram. Si tratta di un progetto ambizioso in cui esplora la canzone d'autore, collaborando con artisti del calibro di Francesco Guccini, Lucio Battisti, Gino Paoli e duettando persino con Vinícius de Moraes. Il culmine di questo percorso è rappresentato dagli album Per aver visto un uomo piangere..., con sofisticati arrangiamenti di Bill Conti e Luis Bacalov, e Sì... Incoerenza, in cui affronta il repertorio di Léo Ferré e reinterpreta a modo suo un classico come My Way di Frank Sinatra, firmandone il testo in italiano.

Una vita privata turbolenta

Questo periodo di intensa ricerca artistica è accompagnato da una vita privata altrettanto movimentata e sotto i riflettori. Dopo un'aggressione subita nel 1971, quando una squilibrata le lancia un posacenere in viso ferendola, la sua vita sentimentale diventa oggetto di cronaca. Nel 1972 sposa a sorpresa l'arredatore Franco Baldieri, sancendo la rottura del controverso sodalizio con la sua guida spirituale Linda Wolf. Il matrimonio, però, dura poco: verso la fine dello stesso anno, Patty Pravo si lega sentimentalmente a Riccardo Fogli, allora bassista dei Pooh, dando vita a una delle storie d'amore più chiacchierate dello spettacolo italiano di quegli anni.

Una voce dalla luna e le rose di Jacques Brel

Durante la sua svolta artistica dei primi anni Settanta, Patty Pravo incise una sua versione di Ne me quitte pas, capolavoro di Jacques Brel. Il grande chansonnier francese ebbe modo di ascoltare la sua interpretazione e ne rimase estasiato. Commentò che quella ragazza italiana aveva una voce che viene dalla luna e, per dimostrarle la sua ammirazione, le fece trovare l'intera camera d'albergo a Parigi addobbata con rose rosse. La stessa Patty Pravo ha dichiarato che quello è il ricordo di cui va più fiera in tutta la sua carriera.

Il trionfo di Pazza Idea

Dopo la parentesi sperimentale con la Philips, Patty Pravo ritorna alla sua etichetta d'origine, la RCA, e a una dimensione artistica più pop. La scelta si rivela vincente: nella primavera del 1973 pubblica Pazza idea, un brano destinato a diventare uno dei suoi più grandi successi e un classico della musica italiana. La canzone conquista la vetta delle classifiche, vendendo oltre un milione di copie, e trascina al primo posto anche l'omonimo album, che risulterà il più venduto della sua intera carriera. Il successo è internazionale: il brano viene tradotto e pubblicato in diverse lingue, consolidando la sua fama in Europa e in America Latina. L'anno successivo bissa il trionfo con l'album Mai una signora, che raggiunge anch'esso la prima posizione, nonostante il brano Quale signora venga bandito dalle radio a causa dei suoi riferimenti alla pillola anticoncezionale.

L'incontro con i cantautori e il no al grande cinema

Nel 1975 prosegue la sua esplorazione della canzone d'autore con l'album Incontro. Per questo progetto si affida alle penne di alcuni dei più importanti cantautori italiani, incidendo brani scritti per lei da Francesco De Gregori (Mercato dei fiori) e Antonello Venditti (Le tue mani su di me). In questo periodo la sua statura artistica è tale da attirare l'attenzione anche del grande cinema. Riceve due proposte straordinarie: Federico Fellini la vorrebbe nel suo Casanova, mentre Andy Warhol in persona si reca nella sua casa di Roma per offrirle il ruolo da protagonista in un suo film. Sorprendentemente, Patty rifiuta entrambe le offerte, preferendo concentrarsi sulla sua carriera musicale e sui suoi tour.

La svolta sperimentale e il flop del Biafra

Nel 1976, dopo un viaggio negli Stati Uniti, Patty Pravo decide di dare una nuova, coraggiosa svolta alla sua carriera. Incide un album denso di sperimentazioni rock, funky e new wave, avvalendosi di arrangiamenti all'avanguardia curati da Vangelis e dell'uso massiccio di moog e sintetizzatori. L'album, che verrà poi ribattezzato Biafra per la sua iconica e scioccante copertina, è un lavoro che lei considererà sempre uno dei suoi più maturi e originali. Musicalmente avanti anni luce rispetto alla produzione italiana dell'epoca, il disco si rivela però un totale insuccesso di pubblico e critica. Delusa, rompe il contratto con la casa discografica e scompare misteriosamente dalle scene per un periodo.

Il ritorno glam con Pensiero Stupendo

Alla fine del 1977, viene richiamata per la terza volta dalla RCA, che le offre il brano perfetto per il suo grande ritorno: Pensiero stupendo, scritto da Ivano Fossati. L'interpretazione conturbante e il nuovo look, con capelli rossi e un trucco accentuato in pieno stile glam rock, la riportano immediatamente al successo. In questo periodo la sua vena trasgressiva e provocatoria raggiunge l'apice: durante il controverso programma televisivo Stryx, scandalizza il pubblico esibendosi nel brano Johnny e mostrando il seno nudo con un punto di domanda disegnato sul torace, a sottolineare la sua androgina ambiguità.

Eccessi e nuova avanguardia

Il successo di Pensiero stupendo è enorme, ma il periodo è segnato anche da eccessi e colpi di testa. Durante la premiazione del concorso Vota la Voce, irritata per l'imposizione del playback, scaglia il microfono contro il direttore di TV Sorrisi e Canzoni e inveisce contro il pubblico, sfiorando l'arresto. Pochi giorni dopo, si schianta con la sua auto contro un guard rail, uscendone miracolosamente illesa. Il decennio si chiude con un altro album sperimentale, Munich Album (1979), un lavoro dalle sonorità elettroniche e di derivazione punk che, pur venendo rivalutato in seguito, al momento dell'uscita viene accolto con freddezza, coincidendo con un momento di grande stanchezza della cantante dopo tredici anni di superlavoro e vita spericolata.

Il gran rifiuto: quando Patty disse no a Fellini e Warhol

Nel pieno del suo successo, nel 1975, Patty Pravo ricevette due proposte cinematografiche straordinarie. La prima arrivò da Federico Fellini, che la voleva nel suo film Casanova. La seconda, ancora più sorprendente, fu quella di Andy Warhol. Il maestro della pop art si recò di persona nella sua casa di Roma per offrirle il ruolo da protagonista in un suo film. Nonostante il prestigio delle offerte, la cantante le rifiutò entrambe, preferendo concentrarsi sulla sua carriera musicale e sul tour di quel periodo.

L'esilio americano e la sperimentazione

All'inizio degli anni Ottanta, Patty Pravo decide di allontanarsi dall'Italia e dalla pressione mediatica, che la descriveva come un'artista in declino e consumata dagli eccessi. Si stabilisce in California per un periodo di ricerca esistenziale e musicale. Durante questo soggiorno statunitense, lavora a un nuovo album rock, Cerchi, registrato a San Francisco. Il disco, caratterizzato da sonorità ermetiche e da una vocalità che perde il suo celebre vibrato, si rivela però un insuccesso commerciale, e anche la tournée viene annullata dopo poche date. Sono anni segnati anche dal clamore mediatico per le sue vicende personali, tra cui un matrimonio con il chitarrista John Edward Johnson che le attira in patria un'accusa di bigamia e la pubblicazione di alcuni controversi nudi su riviste per adulti.

Il ritorno in grande stile a Sanremo

Quando la sua carriera sembrava ormai al capolinea, nel 1984 orchestra un clamoroso ritorno. Dopo quattordici anni di assenza, si ripresenta sul palco del Festival di Sanremo con il brano autobiografico Per una bambola. La sua apparizione è un evento: scende le scale dell'Ariston con un look di ispirazione giapponese, indossando un elegantissimo abito in maglia metallica creato per lei da Gianni Versace. Sebbene la canzone si classifichi solo al decimo posto, la sua interpretazione ieratica e l'impatto della sua immagine le valgono la vittoria del prestigioso Premio della Critica, sancendo una piena riabilitazione artistica. A questo fa seguito l'album Occulte persuasioni, un lavoro elettronico e rarefatto che vede la collaborazione di autori come Paolo Conte e Riccardo Cocciante, ma che viene pubblicato dalla casa discografica prima del suo completamento, tra le rimostranze dell'artista.

Lo scandalo del plagio

Dopo aver firmato un nuovo contratto con la Virgin, nel 1987 torna nuovamente in gara a Sanremo con la canzone Pigramente signora. La sua partecipazione si trasforma però in un disastro. In pieno festival, viene sollevata un'accusa di plagio: il brano risulta essere identico alla canzone To the Morning del cantautore americano Dan Fogelberg. Lo scandalo è immediato e travolgente. La casa discografica annulla il contratto e l'album di inediti che era in preparazione viene cancellato. Pur dichiarandosi estranea alla vicenda, Patty Pravo, accreditata come autrice, è costretta a pagare i danni a Fogelberg, subendo una pesante battuta d'arresto per la sua carriera.

La difficile rinascita di fine decennio

Dopo il clamoroso incidente di Sanremo, l'artista si chiude in un periodo di silenzio. Lavora in completa libertà alla creazione di un nuovo album, Oltre l'Eden..., un progetto molto personale registrato quasi in presa diretta. Il disco, però, rimane nel cassetto fino al 1989, quando firma un contratto con la Fonit Cetra. La nuova casa discografica, tuttavia, le impone di modificare gli arrangiamenti originali del progetto, snaturandone in parte la spontaneità. Nonostante la delusione della stessa Patty Pravo per il risultato finale, l'album viene accolto da critiche lusinghiere, che ne riconoscono il valore e la raffinatezza.

Un inizio decennio tra polemiche e rinascite

L'inizio degli anni Novanta si rivela un periodo turbolento per Patty Pravo. Nel 1990 è al centro di una clamorosa polemica quando, alla vigilia del Festival di Sanremo, si ritira dalla competizione rifiutandosi di cantare il brano Donna con te, giudicandone il testo volgare e inadatto al suo personaggio. Nonostante le fosse stato promesso di poterlo modificare, di fronte al diniego della casa discografica, mantiene il punto e la canzone viene affidata ad Anna Oxa. Nello stesso anno, però, dimostra la sua intramontabile popolarità vincendo la gara canora estiva Una rotonda sul mare con il suo classico Pazza idea. Il periodo è segnato anche da vicende personali burrascose: nel 1992 viene arrestata per possesso di hashish e trascorre tre giorni in carcere a Rebibbia, un'esperienza da cui esce con la sua consueta disinvoltura.

La svolta cinese e l'album Ideogrammi

Nel 1994, Patty Pravo sorprende tutti intraprendendo un viaggio artistico in Cina, diventando la prima cantante italiana a esibirsi in lingua mandarina nel paese. Questa esperienza la ispira profondamente e la porta a realizzare Ideogrammi, un album fortemente influenzato dalle sonorità tradizionali cinesi, prodotto dal manager David Zard. Durante il suo soggiorno si esibisce al più importante festival televisivo di Pechino, raggiungendo un pubblico stimato di oltre un miliardo e trecento milioni di persone e ottenendo un'eco mediatica senza precedenti. Il progetto, per la sua natura internazionale e sperimentale, viene accolto con grande interesse dalla critica.

Dai beduini di Sanremo al grande rilancio

L'anno successivo, nel 1995, torna in gara a Sanremo con I giorni dell'armonia, un brano complesso e di difficile ascolto che non viene compreso dal pubblico, finendo all'ultimo posto in classifica. La sua reazione è tagliente: definisce il pubblico sanremese beduini incapaci di apprezzare la musica di qualità. Sembra un altro momento difficile, ma è il preludio alla sua più grande rinascita. Dopo un tour di preparazione nel 1996, nel 1997 si ripresenta a Sanremo con ...e dimmi che non vuoi morire, una canzone scritta per lei da Vasco Rossi. L'esibizione, intensa ed emozionante, la riporta trionfalmente al successo. Pur non vincendo, si aggiudica il prestigioso Premio della Critica e il brano diventa una hit, trainando l'album dal vivo Bye Bye Patty che vende oltre 300.000 copie e le fa vincere il Telegatto come migliore interprete femminile.

La consacrazione d'autrice

Il successo del 1997 viene consolidato l'anno successivo con l'album Notti, guai e libertà, considerato uno dei vertici della sua discografia. Per questo progetto, Patty Pravo si circonda dei più grandi nomi della canzone d'autore italiana: Ivano Fossati, Franco Battiato, Lucio Dalla, Francesco Guccini, Enrico Ruggeri e Roberto Vecchioni, tra gli altri, firmano i brani del disco. L'album, acclamato dalla critica, le vale la vittoria della prestigiosa Targa Tenco come miglior interprete dell'anno, consacrandola definitivamente non solo come icona trasgressiva, ma anche come una delle più raffinate e mature interpreti della musica italiana.

L'inizio del nuovo millennio all'insegna del rock

Il nuovo millennio si apre per Patty Pravo con una rinnovata energia rock, grazie alla collaborazione con Vasco Rossi e Gaetano Curreri, che producono il suo album del 2000, Una donna da sognare. Il disco ottiene un grande successo, riportandola ai vertici delle classifiche con singoli come la title-track, utilizzata anche come sigla di una soap opera Rai. L'anno successivo, partecipa all'evento benefico Pavarotti & Friends, dove duetta con il Maestro Luciano Pavarotti sulle note del suo classico Pazza idea. Nel 2002 torna in gara al Festival di Sanremo con il brano L'immenso, a cui fa seguito l'album Radio Station, un lavoro eterogeneo registrato tra Roma, Londra e il Brasile.

Sperimentazione e omaggi

Sempre alla ricerca di nuove sonorità, nel 2004 pubblica Nic - Unic, un album innovativo e all'avanguardia per il quale si affida al talento di autori giovanissimi. Dopo una serie di tour e un incidente sul palco che la costringe a fermarsi per un periodo, nel 2007 realizza un progetto molto sentito: l'album Spero che ti piaccia...Pour toi, un raffinato tributo alla cantante italo-francese Dalida, a vent'anni dalla sua scomparsa. Nello stesso anno, dà alle stampe la sua prima autobiografia, Bla, bla, bla..., scritta insieme al giornalista Massimo Cotto, un volume che ripercorre le tappe di una carriera unica.

Celebrazioni e ritorni a Sanremo

Il 2008 è l'anno delle celebrazioni per i quarant'anni del suo brano-simbolo, La bambola, che reinterpreta in una nuova versione accompagnata da un video in cui omaggia l'iconico look di Amy Winehouse. L'anno successivo, nel 2009, torna nuovamente a Sanremo con la canzone E io verrò un giorno là, accompagnata per l'occasione da musicisti di fama internazionale come Dave Weckl e Todd Rundgren. La sua esibizione le vale il Premio AFI. Nello stesso anno pubblica un doppio album dal vivo, Live Arena di Verona - Sold Out, e riceve il Premio Ciampi alla carriera, a testimonianza del suo status di icona della musica italiana.

Una serenata a Rebibbia

Nel 1992, la cantante fu arrestata per possesso di hashish e trascorse tre giorni in cella d'isolamento nel carcere di Rebibbia. L'esperienza, che avrebbe potuto essere traumatica, si trasformò in un'inaspettata dimostrazione d'affetto. Al momento della sua scarcerazione, le altre detenute la salutarono intonando in coro uno dei primi successi, Ragazzo triste, un omaggio che sottolineò lo status di icona anticonformista anche dietro le sbarre.

Un decennio di collaborazioni e riconoscimenti

Gli anni Dieci si aprono con il brano Sogno, inserito dal regista Ferzan Özpetek nella colonna sonora del suo film Mine vaganti, che vince il Nastro d'argento come miglior canzone originale. Nel 2011 partecipa ancora a Sanremo con Il vento e le rose, che anticipa l'album di inediti Nella terra dei pinguini, contenente brani scritti per lei da autori come Giuliano Sangiorgi. Il decennio è segnato da collaborazioni con giovani artisti come Ermal Meta, ma anche da importanti riconoscimenti istituzionali: dona alcuni dei suoi abiti di scena più famosi, firmati da stilisti come Versace e Cavalli, alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti, che li espone in una mostra permanente.

I cinquant'anni di carriera e il trionfo di Eccomi

Il 2016 segna un altro momento cruciale della sua carriera. Per celebrare i suoi cinquant'anni di attività, torna in gara al Festival di Sanremo con il brano Cieli immensi. La sua esibizione viene accolta da una lunga standing ovation dal pubblico dell'Ariston e, pur non vincendo, si aggiudica per la terza volta il Premio della Critica. La canzone è un successo clamoroso, ottiene il disco d'oro e lancia l'album Eccomi, un lavoro di altissimo profilo che la vede collaborare con il meglio della musica italiana, da Tiziano Ferro a Gianna Nannini, da Giuliano Sangiorgi a Samuel dei Subsonica. L'album debutta ai vertici delle classifiche, sancendo l'ennesima rinascita di un'artista in continua evoluzione.

Gli ultimi progetti tra musica e autobiografia

Il finale del decennio la vede ancora protagonista. Nel 2017 pubblica una seconda autobiografia, La cambio io la vita che.... L'anno successivo Rai 3 le dedica uno speciale in prima serata in occasione del suo settantesimo compleanno. Nel 2019, per la sua decima partecipazione, torna a Sanremo in coppia con il rapper Briga, presentando il brano Un po' come la vita. In concomitanza con il Festival, pubblica il suo ultimo album di inediti, Red, che contiene anche una canzone lasciatale in eredità nel suo testamento artistico dall'amico Franco Califano, Io so amare così.

Ancora protagonista tra TV e musica

L'inizio degli anni Venti vede Patty Pravo consolidare il suo ruolo di icona televisiva, diventando giudice di punta in programmi di successo come Il Cantante Mascherato su Rai 1 e, successivamente, Io canto Family su Canale 5. Nel 2020, la sua carriera viene celebrata con la pubblicazione del libro fotografico Minaccia Bionda, un progetto che ripercorre le sue continue trasformazioni stilistiche. A questo fa seguito, l'anno successivo, uno speciale televisivo in prima serata su Rai 1 con lo stesso titolo, un grande evento a cui partecipano numerosi colleghi per renderle omaggio. Nonostante l'intensa attività televisiva, non abbandona la sua prima passione, la musica: tra il 2022 e il 2023 torna a esibirsi dal vivo con il Minaccia Bionda Tour, registrando un grande successo di pubblico e diversi sold out in tutta Italia. Nel 2024, la sua vita e la sua arte sono al centro del documentario di Rai 3 A modo mio.

Una vita sentimentale turbolenta

Autodefinitasi la prima vera hippy degli anni Sessanta, Patty Pravo ha sempre vissuto la sua vita sentimentale in modo anticonformista e lontano dalle convenzioni, diventando un simbolo di libertà e ribellione. La sua turbolenta vita privata ha costantemente alimentato la cronaca rosa, che le ha attribuito innumerevoli relazioni.

La bigamia secondo la legge italiana

Nel 1982, Patty Pravo si sposò a San Francisco con il chitarrista americano Jack Johnson. La notizia suscitò un enorme scandalo in Italia, dove l'artista venne accusata di bigamia. All'epoca, infatti, non aveva ancora ottenuto il divorzio dal suo primo marito, l'arredatore Franco Baldieri, a causa di lungaggini burocratiche. Di conseguenza, per la legge italiana, quel secondo matrimonio celebrato in America la rendeva, di fatto, una donna bigama.

Un dipinto che cattura il caos e la tensione di una manifestazione di piazza, con una folla in movimento tra edifici distrutti.
Scontri di piazza (1968), Arte generativa, stile Pittura a olio con tecnica a spatola di Varrone & Romano, Collezione privata.
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