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Le origini e i primi successi
Dalle officine al palco
Luciano Riccardo Ligabue nasce a Correggio nel 1960, in una famiglia emiliana di origini contadine. Prima di arrivare alla musica, attraversa una lunga serie di mestieri: bracciante, operaio, ragioniere, conduttore radiofonico e persino consigliere comunale indipendente nelle liste del PCI. Le sue prime esperienze musicali risalgono agli anni Ottanta, quando fonda il gruppo Orazero, con cui comincia a scrivere brani originali come Sogni di rock ’n’ roll, Anime in plexiglass e Bar Mario, piccoli quadri di provincia in bilico tra ironia e malinconia. Nel 1988 Pierangelo Bertoli lo nota e lo propone al produttore Angelo Carrara, che intuisce subito la forza narrativa delle sue canzoni: il linguaggio diretto, le immagini quotidiane, l’umanità disarmante.
Il primo album e la voce di una generazione
Nel 1990 esce il suo debutto discografico, Ligabue, con la collaborazione dei Clan Destino. Il disco, trainato da Balliamo sul mondo, ottiene un successo immediato e consacra il cantautore come nuova voce della generazione post-anni Ottanta. L’anno seguente pubblica Lambrusco coltelli rose & pop corn, confermando la sua poetica fatta di realismo, rabbia e speranza, incarnata in brani come Libera nos a malo e Urlando contro il cielo. Con il Neverending Tour inaugura un rapporto con il pubblico che diventerà un tratto distintivo della sua carriera: i concerti di Ligabue sono riti collettivi, in cui il rock si mescola alla confessione personale. Nel 1992 si esibisce al Montreux Jazz Festival e partecipa a progetti del Club Tenco, affermandosi anche come autore e produttore, in particolare per i Timoria di Francesco Renga.
Il primo Bar Mario
Il celebre Bar Mario prende ispirazione da un locale reale di Correggio, frequentato da Ligabue negli anni giovanili. L’artista ne ha parlato più volte come di un luogo di ritrovo semplice, popolato da persone comuni e storie quotidiane, che divenne il simbolo della sua provincia e della sua poetica. Nel tempo il nome è entrato nel linguaggio popolare, fino a rappresentare per molti l’immagine stessa della sua Emilia: diretta, solidale, e capace di trasformare la routine in racconto.
La crisi e la rinascita (1993-1994)
Un passaggio difficile
Dopo due album di successo, il 1993 segna per Ligabue una fase complessa. Sopravvissuti e sopravviventi, terzo disco in studio, mostra un autore più introspettivo e cupo, distante dall’immediatezza rock dei lavori precedenti. Nonostante la qualità del suono superiore e testi più maturi, il disco riceve un’accoglienza tiepida: solo il brano Ho messo via trova spazio nelle radio. Le vendite deludono le aspettative e la tensione con il produttore Angelo Carrara e con i Clan Destino culmina in una separazione. È un momento di crisi creativa e personale, in cui Ligabue arriva a mettere in dubbio la propria carriera musicale.
Una nuova direzione
Nel 1994 l’artista reagisce pubblicando A che ora è la fine del mondo?, un disco di transizione che raccoglie B-sides, versioni alternative e una reinterpretazione ironica del brano degli R.E.M. It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine). Il testo, scritto di getto, diventa una riflessione sull’invadenza televisiva e sul potere dei media nell’Italia del nuovo decennio. Nello stesso periodo Ligabue fonda con Valerio Soave l’etichetta Mescal, che in pochi anni lancerà artisti come i Modena City Ramblers, La Crus e i Massimo Volume, segnando un rinnovamento del rock indipendente italiano. È l’inizio di una rinascita che troverà compimento nel disco successivo.
Buon compleanno Elvis e la consacrazione (1995-1997)
Il ritorno del rock emiliano
Nel 1995 Ligabue pubblica Buon compleanno Elvis, album che lo consacra tra i grandi protagonisti della musica italiana. Le sonorità, più dirette e americane, accompagnano testi che mescolano ironia, disagio e libertà. Da Vivo, morto o X a Hai un momento, Dio?, fino a Certe notti – vincitrice della Targa Tenco come miglior canzone – ogni brano diventa un frammento generazionale. Il disco vende oltre un milione e duecentomila copie e riceve riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui il Disco di platino europeo IFPI. Nel 1996 duetta con Luciano Pavarotti al Pavarotti & Friends, mentre al Montreux Jazz Festival condivide il palco con Mick Taylor, ex Rolling Stones, rafforzando la propria credibilità anche fuori dai confini nazionali.
Tra palco e realtà
Nel 1997 pubblica il doppio album dal vivo Su e giù da un palco, che supera il milione di copie e diventa il primo live italiano a raggiungere questo traguardo. Il disco contiene tre inediti, tra cui Il giorno di dolore che uno ha e Tra palco e realtà, che diventeranno inni per i fan. Nello stesso anno parte il suo primo tour negli stadi, Il Bar Mario è aperto, con debutto a San Siro: un evento che trasforma definitivamente i concerti di Ligabue in celebrazioni collettive, preludio all’epopea di Campovolo.
Dal rock al cinema: Radiofreccia e Miss Mondo (1998-1999)
Il debutto da regista
Nel 1998 Ligabue esordisce come regista con Radiofreccia, film ambientato nella provincia emiliana degli anni Settanta, ispirato alle sue esperienze giovanili in una radio libera. La colonna sonora, pubblicata in doppio CD, include brani inediti come Ho perso le parole, Metti in circolo il tuo amore e Siamo in onda, accanto a classici internazionali di Lou Reed, Iggy Pop e David Bowie. Il film riceve un’accoglienza entusiastica, vincendo tre David di Donatello e cinque Nastri d’argento, e segna l’ingresso di Ligabue nel panorama cinematografico d’autore.
Il successo di “Miss Mondo” e l’impegno civile
Nel 1999, insieme a Jovanotti e Piero Pelù, pubblica il singolo pacifista Il mio nome è mai più, il cui ricavato viene interamente devoluto a Emergency. Nello stesso anno esce Miss Mondo, album di disillusione e consapevolezza che abbandona la narrativa ottimista dei lavori precedenti per un tono più introspettivo. Brani come Una vita da mediano, Si viene e si va e Almeno credo raccontano la maturità di un autore ormai affermato. Il video di Almeno credo, omaggio al Subterranean Homesick Blues di Bob Dylan, viene girato con la partecipazione di numerosi artisti italiani e della scrittrice Fernanda Pivano, simbolo di un ponte culturale tra le due generazioni. A fine anno Ligabue si esibisce agli MTV Europe Music Awards di Dublino, portando per la prima volta il suo rock emiliano su un palco internazionale.
Le notti di Pavarotti
Nel 1996, durante il Pavarotti & Friends di Modena, Ligabue cantò Certe notti accompagnato dal Maestro. Il duetto, insolito per entrambi, fu accolto con curiosità: Pavarotti, divertito dal testo, disse in conferenza stampa di aver scoperto “un altro tipo di opera”. Ligabue lo ricorderà come uno dei momenti più surreali della sua carriera, quando la lirica e il rock si trovarono, per una notte, sullo stesso spartito.
I primi anni Duemila (2000–2004)
Dall’Emilia a Guccini
Il nuovo millennio si apre con una collaborazione simbolica: Luciano Ligabue scrive con Francesco Guccini Ho ancora la forza, brano che verrà inserito nell’album Stagioni del cantautore modenese e premiato con la Targa Tenco come miglior canzone dell’anno. Il pezzo, costruito sul dialogo tra due generazioni di emiliani, diventa un ponte tra la tradizione cantautorale e il nuovo rock d’autore. Nello stesso periodo Ligabue riceve il Premio Lunezia per L’odore del sesso e collabora con i Tenores di Neoneli nel brano in sardo Ai cuddos, accanto ad Angelo Branduardi, confermando una curiosità linguistica e musicale poco comune nel suo repertorio.
Il ritorno alle radici
Nel 2002 pubblica Fuori come va?, un disco che recupera il linguaggio diretto dei primi anni e riafferma la centralità dei temi quotidiani: la libertà, la disillusione e la ricerca di autenticità. Brani come Tutti vogliono viaggiare in prima, Questa è la mia vita ed Eri bellissima trainano l’album e lo portano a vincere il Festivalbar e diversi riconoscimenti agli Italian Music Awards. L’anno successivo pubblica il live Giro d’Italia, registrato durante un tour teatrale con Mauro Pagani e D.Rad degli Almamegretta. Le versioni acustiche e i monologhi contenuti nel disco rivelano una dimensione più riflessiva, che gli vale il Premio Ciampi come miglior album dell’anno.
Campovolo e il ritorno ai grandi numeri (2005–2006)
Il concerto dei record
Il 10 settembre 2005, per celebrare i quindici anni di carriera, Ligabue organizza un concerto-evento all’aeroporto di Reggio Emilia: Campovolo. Davanti a 165.264 spettatori paganti — un record europeo per un singolo artista — suona per tre ore accompagnato da tre diverse formazioni, tra cui i Clan Destino e La Banda, con la direzione di Mauro Pagani. Nonostante alcuni problemi tecnici, l’evento segna un punto di svolta nella storia dei live italiani e nel rapporto del cantautore con il suo pubblico. L’artista si scusa pubblicamente per i disagi, pubblicando una lettera aperta sul suo sito ufficiale, gesto che rafforza ulteriormente il legame con i fan.
Un nome, un’identità
Pochi giorni dopo esce l’album Nome e cognome, in cui Ligabue abbandona le atmosfere narrative di Buon compleanno Elvis per concentrarsi su temi più personali. L’album include L’amore conta, Le donne lo sanno e Cosa vuoi che sia, brani che ne consolidano la fama di autore diretto ma poetico. Il singolo Happy Hour gli vale la vittoria al Festivalbar 2006 e diventa uno dei suoi pezzi più rappresentativi. Lo stesso anno parte un tour monumentale articolato in quattro fasi — club, palasport, stadi e teatri — documentato nel cofanetto Nome e cognome tour 2006 con cinque DVD. A coronare il periodo d’oro arriva la partecipazione alla cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Torino 2006, dove esegue in mondovisione Il giorno dei giorni.
La lettera di Campovolo
Dopo il concerto di Campovolo del 2005, segnato da problemi di audio in una parte del pubblico, Ligabue pubblicò sul sito ufficiale una lunga lettera di scuse, firmata personalmente. Nella nota spiegava che “chi c’era, anche con difficoltà, ha fatto la storia del rock italiano”. L’episodio divenne uno dei primi casi documentati in cui un artista italiano si assunse pubblicamente la responsabilità di un disservizio tecnico, trasformando un imprevisto in un gesto di rispetto verso i fan.
The Best of Liga (2007–2009)
Una doppia antologia per due decenni di musica
Nel 2007 Ligabue celebra i suoi primi diciassette anni di carriera con una raccolta divisa in due volumi: Primo Tempo e Secondo Tempo. La prima, pubblicata a novembre, raccoglie i brani dal 1990 al 1995 e include due inediti: Niente paura e Buonanotte all’Italia, brano di forte taglio civile, accompagnato da un videoclip corale che coinvolge numerosi volti del cinema e della musica. Il disco raggiunge subito la vetta delle classifiche e inaugura il tour ElleSette, con quattordici date nei palasport di Roma e Milano. La seconda raccolta, Secondo Tempo, esce nel maggio 2008 e copre il periodo 1997–2005, includendo tre nuovi brani: Il centro del mondo, Il mio pensiero e la nuova versione di Ho ancora la forza, scritta con Francesco Guccini. Entrambe le antologie sono accompagnate da DVD che raccolgono tutti i videoclip ufficiali del periodo.
Le notti dell’Arena
Tra il 2008 e il 2009 Ligabue porta la sua musica nei teatri e negli stadi con i tour ElleElle Stadi e Sette Notti in Arena. A Verona si esibisce con la Orchestra Sinfonica dell’Arena diretta da Marco Sabiu, reinterpretando i propri successi in chiave sinfonica. Dall’esperienza nasce il disco e DVD Sette notti in Arena, pubblicato nel giugno 2009. L’anno successivo Ligabue tornerà all’Arena per dieci date consecutive, diventando il primo artista italiano a stabilire tale record nel celebre anfiteatro.
Arrivederci, Mostro! e il ritorno a Campovolo (2010–2012)
Un nuovo ciclo
L’11 maggio 2010, esattamente vent’anni dopo il debutto discografico, esce Arrivederci, mostro!, album che segna il ritorno in studio dopo cinque anni. Il disco, anticipato dal singolo Un colpo all’anima, debutta al primo posto delle classifiche e vi rimane per settimane. In un’intervista Ligabue spiega il titolo come un dialogo con le proprie paure e ossessioni, non più negate ma accettate. Il Liga Day del 15 aprile 2010, trasmesso in oltre cento sale cinematografiche italiane, anticipa il progetto con un concerto filmato e un collegamento in diretta con il pubblico. A dicembre esce la versione acustica Arrivederci, mostro! – Tutte le facce del mostro, accompagnata da un DVD live tratto dal tour negli stadi.
Campovolo 2.0
Il 16 luglio 2011 Ligabue torna a Reggio Emilia per Campovolo 2.0, sei anni dopo il concerto da record del 2005. L’area è riorganizzata per garantire una visione ottimale a 117.000 spettatori, con un palco di 80 metri e oltre 600 m² di schermi. L’evento viene documentato nel film in 3D Campovolo 2.011 e nell’omonimo triplo CD, che debutta in vetta alla classifica FIMI. Nelle settimane successive ben quattordici album del cantautore rientrano contemporaneamente in classifica, confermando l’impatto dell’evento. Nel 2012 partecipa ai concerti benefici Concerto per l’Emilia e Italia Loves Emilia, organizzati per le popolazioni colpite dal sisma, di cui è tra i principali promotori. Le sue parole all’Arena di Verona — “La nostra terra non molla mai” — riassumono lo spirito di quell’anno difficile per l’Emilia.
Il film in 3D di Campovolo
Durante la lavorazione del film Campovolo 2.011, Ligabue chiese ai tecnici di non riprendere solo il palco, ma anche il pubblico all’ingresso, “perché il concerto comincia già quando la gente arriva”. L’idea nacque dal desiderio di restituire, anche al cinema, la dimensione collettiva di Campovolo, dove il viaggio dei fan faceva parte dello spettacolo stesso. Il risultato fu il primo film-concerto italiano interamente girato in 3D.
Mondovisione e Giro del Mondo (2013–2015)
Un ritorno energico e politico
Nel novembre 2013 esce Mondovisione, il decimo album di inediti di Ligabue, anticipato dal singolo Il sale della Terra. Il disco, che debutta al primo posto della classifica FIMI e resta in vetta per quattro settimane consecutive, rivela un tono più rabbioso e diretto rispetto ai lavori precedenti. Brani come Tu sei lei, Il muro del suono e La terra trema, amore mio raccontano una società disillusa, ma anche un bisogno di fiducia collettiva. Lo stesso Ligabue, in più interviste, descrive l’album come un tentativo di “trasformare la rabbia in energia positiva”.
Tra De André e De Gregori
Nel 2014 partecipa come ospite d’apertura al Festival di Sanremo, interpretando Crêuza de mä in omaggio a Fabrizio De André e riportando il rock italiano sul palco dell’Ariston. Nello stesso anno parte il Mondovisione Tour, articolato in due fasi: Piccole città, dedicata ai centri minori d’Italia, e Stadi, che registra il tutto esaurito a Roma, Milano e Catania. Durante il tour Ligabue compone tre brani strumentali per il nuovo allestimento del Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, intitolati Edison, Di passaggio e Sotto il cielo di Reggio, pensati come “installazione acustica” permanente. Nel 2015 pubblica l’album dal vivo Giro del mondo, con quattro inediti tra cui C’è sempre una canzone e A modo tuo (quest’ultima resa celebre da Elisa). Nello stesso anno partecipa alla Notte della Taranta diretta da Phil Manzanera, eseguendo brani tradizionali salentini accanto a classici del proprio repertorio riarrangiati per orchestra.
Campovolo 2015 e Liga Rock Park (2015–2016)
Venticinque anni di canzoni
Il 19 settembre 2015 Ligabue torna per la terza volta al Campovolo di Reggio Emilia, per festeggiare i venticinque anni di carriera e i vent’anni dell’album Buon compleanno Elvis. Davanti a oltre 151.000 spettatori, esegue integralmente i dischi Ligabue (1990) e Buon compleanno Elvis con le rispettive formazioni originali, oltre ai brani più recenti. L’evento, con un incasso superiore a sette milioni di euro, resta uno dei più grandi concerti nella storia italiana. Pochi giorni dopo, il 22 settembre, Ligabue duetta con Francesco De Gregori durante il concerto Rimmel 2015 all’Arena di Verona, in un simbolico passaggio di testimone tra due generazioni di cantautori.
Dal cielo dell’Emilia al Parco di Monza
L’anno seguente nasce Liga Rock Park, doppio concerto tenuto il 24 e 25 settembre 2016 nel Parco di Monza per celebrare i venticinque anni di Urlando contro il cielo. L’evento, con oltre 115.000 spettatori complessivi, anticipa quattro brani inediti del nuovo progetto discografico: G come giungla, La vita facile, Dottoressa e Ho fatto in tempo ad avere un futuro. Le esibizioni vengono trasmesse in uno speciale televisivo su FOX e FOX Life e documentano la fase di transizione verso un concept più narrativo.
Made in Italy: l’album, il tour e il film (2016–2018)
Un concept personale e cinematografico
Nel novembre 2016 esce Made in Italy, undicesimo album in studio e primo concept della carriera di Ligabue. Il disco racconta la storia di Riko, alter ego dell’autore, un uomo comune alle prese con le contraddizioni del Paese. Anticipato dai singoli G come giungla e Made in Italy, l’album ottiene un grande successo commerciale e diventa la base del successivo film omonimo, scritto e diretto dallo stesso Ligabue. A causa di un polipo alle corde vocali, il tour nei palasport viene interrotto e poi ripreso dopo un intervento chirurgico, con 52 date tra settembre e novembre 2017. Il film Made in Italy, con Stefano Accorsi e Kasia Smutniak, esce nelle sale nel gennaio 2018, con anteprime esclusive durante i concerti. L’opera segna la sintesi tra le due anime di Ligabue: musicista e regista, cronista dell’Italia contemporanea e delle sue disillusioni.
La notte della Taranta
Nel 2015, invitato da Phil Manzanera, Ligabue partecipò alla Notte della Taranta di Melpignano. Durante le prove, il rocker emiliano chiese di suonare la tamburella insieme all’orchestra popolare, per capire meglio “come respira il ritmo del Sud”. L’esibizione di Certe notti in versione pizzicata fu accolta con entusiasmo dal pubblico e dagli stessi musicisti, che definirono il momento “un ponte tra il rock e la tradizione”.
Start e il tour negli stadi (2019)
Un nuovo inizio dopo la pausa
Dopo un anno di silenzio, l’11 gennaio 2019 Ligabue pubblica Luci d’America, primo singolo estratto dal dodicesimo album in studio Start, prodotto da Federico Nardelli. Il disco esce l’8 marzo, insieme al secondo singolo Certe donne brillano, e segna un ritorno alle sonorità più asciutte e dirette, con testi che alternano riflessione e ottimismo. Il 24 maggio arriva Polvere di stelle, con cui il cantautore apre i concerti del tour estivo negli stadi italiani. Durante la serata “Radio Italia Live – Il Concerto” in Piazza Duomo a Milano, Ligabue esegue un medley di successi storici, da Questa è la mia vita a Urlando contro il cielo, ribadendo la propria capacità di attraversare generazioni diverse di pubblico.
Campovolo 2022, 7 e 77+7
Trent’anni di musica e una nuova Arena
Nel novembre 2019 Ligabue annuncia il grande evento 30 anni in un giorno alla nuova RCF Arena di Reggio Emilia, costruita sull’area che aveva ospitato i precedenti Campovolo. Il concerto, inizialmente previsto per il 2020, viene più volte rinviato a causa della pandemia, fino alla data definitiva del 4 giugno 2022. Nel frattempo, nel 2020 escono il singolo La ragazza dei tuoi sogni e il doppio progetto 7 e 77+7: il primo un album di sette brani inediti, il secondo un cofanetto contenente 77 singoli che ripercorrono trent’anni di carriera. I singoli Volente o nolente (con Elisa) e Mi ci pulisco il cuore confermano la vena più intima del cantautore, mentre Essere umano e Non cambierei questa vita con nessun’altra riportano un messaggio di resilienza nel pieno della crisi sanitaria globale.
Il concerto del 2022 alla RCF Arena, davanti a 103.000 spettatori, segna la definitiva rinascita del live post-pandemia. Ligabue condivide il palco con ospiti come Loredana Bertè, Francesco De Gregori, Elisa, Gazzelle, Eugenio Finardi e Mauro Pagani. L’evento viene documentato nel film Ligabue – 30 anni in un giorno diretto da Marco Salom, uscito nelle sale italiane nel marzo 2023. Nello stesso anno il rocker collabora con Enzo Avitabile nel brano Salvami e con i Fast Animals and Slow Kids in Il tempo è una bugia.
Riderai e Dedicato a noi (2023–2024)
Un nuovo capitolo e un ritorno alle origini
Il 28 aprile 2023 esce Riderai, singolo che anticipa il tredicesimo album di inediti Dedicato a noi. Per l’occasione Ligabue torna a sorpresa nei club con due concerti intimi al Largo Venue di Roma e ai Magazzini Generali di Milano. Seguono due grandi date negli stadi, a San Siro e all’Olimpico di Roma, con oltre 100.000 spettatori complessivi e una scaletta che riscopre brani raramente eseguiti come Per sempre, Lettera a G e Salviamoci la pelle. Il nuovo singolo Una canzone senza tempo esce il 25 agosto, mentre l’album Dedicato a noi viene pubblicato il 22 settembre, accompagnato da un tour nei palasport iniziato all’Arena di Verona e concluso a dicembre con un doppio finale a Zurigo e Alghero. Nel giugno 2023 Ligabue partecipa inoltre al concerto benefico Italia Loves Romagna, devolvendo l’intero ricavato alle popolazioni colpite dall’alluvione.
30 anni in un giorno
Durante il concerto alla RCF Arena del 4 giugno 2022, Ligabue ha voluto aprire con una dedica alla sua terra, dicendo semplicemente: “È da qui che tutto è cominciato, e da qui ricomincia”. La frase, ripresa in diretta da migliaia di fan, è diventata il titolo del documentario Ligabue – 30 anni in un giorno, a suggellare un cerchio iniziato nel 1990 con il suo primo album e chiuso simbolicamente sullo stesso palco, trentadue anni dopo.
Il ritorno nei teatri (2024)
Un tour intimo e autobiografico
Nel giorno del suo compleanno, Ligabue annuncia a sorpresa un nuovo tour nei principali teatri lirici italiani, a tredici anni dall’ultimo del 2011, pensato per chiudere il ciclo di Dedicato a noi. L’inizio, previsto per la primavera, viene rimandato all’autunno a causa di un infortunio al piede e del ritiro dalle scene di Claudio Maioli, suo storico manager. Il tour parte così da Correggio con una doppia data zero e termina a Milano dopo trentuno concerti senza raddoppi. Come già accaduto nel 2003 e nel 2006, ogni spettacolo è diviso in due tempi con un intervallo, alternando brani a momenti di lettura tratti dall’autobiografia Una storia (2022).
Il repertorio spazia da classici come Metti in circolo il tuo amore e Sono sempre i sogni a dare forma al mondo a brani raramente eseguiti come Almeno credo, Angelo della nebbia, Camera con vista sul deserto, Kay è stata qui, Tutte le strade portano a te e Taca banda, con cui chiude ogni concerto. Ligabue ha spiegato di voler ricreare l’atmosfera più intima possibile, in linea con il tono confessionale della sua autobiografia, aggiungendo un elemento di sorpresa nella scaletta a ogni tappa.
Per la prima volta è accompagnato dal figlio Lenny alla batteria, già presente nelle registrazioni dei suoi ultimi album. Il cantautore ha raccontato di essersi sentito colpito dalla maturità musicale del figlio e dall’energia che ha portato in studio a Nashville, definendo l’esperienza come “una botta di vita” e una fonte di nuova ispirazione.
Campovolo 2025 e Caserta: La notte di Certe Notti
Due grandi feste per 35 anni di carriera
Nella notte tra il 29 e il 30 settembre 2024, prima ancora dell’inizio del tour teatrale, Ligabue sorprende i fan annunciando un nuovo evento alla RCF Arena di Reggio Emilia per il 21 giugno 2025: La notte di Certe Notti. L’occasione celebra contemporaneamente i 35 anni di carriera, i 20 anni dal primo Campovolo (2005) e i 30 anni dell’album Buon compleanno Elvis e del brano simbolo Certe notti.
Il cantautore ha spiegato che Campovolo è sempre stato il luogo delle grandi ricorrenze, il punto di ritrovo per le “feste di famiglia” della sua storia artistica. L’idea di anticipare l’annuncio prima del tour teatrale è nata dal desiderio di condividere subito con il pubblico la prospettiva di un nuovo appuntamento corale.
Il 30 novembre viene poi annunciata una seconda data speciale, La notte di Certe Notti – Caserta, prevista per il 6 settembre 2025 nella Reggia di Caserta. Ligabue ha definito questa tappa un omaggio al pubblico del Sud e un modo per “portare Campovolo altrove”, replicando nel contesto unico della Reggia la stessa struttura, scenografia e spirito dell’evento emiliano. L’annuncio è stato dato in diretta da Ligabue stesso all’interno dei cortili della Reggia, in collegamento con RTL 102.5 e Matteo Campese.
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