Dal rap italiano all’incontro con la world music
Gli esordi con Cecchetto
Alla fine degli anni ’80, Lorenzo Cherubini diventa per tutti Jovanotti. Nato a Roma nel 1966 ma con radici familiari a Cortona, si fa notare come DJ e rapper nel vivace laboratorio musicale di Claudio Cecchetto. La sua energia travolgente e lo stile che mescola hip hop e dance lo rendono uno dei volti più riconoscibili della nuova musica italiana.
Dalla festa alla profondità
Il suo percorso evolve rapidamente: il Jovanotti “da pista” lascia spazio a un autore che esplora temi personali, sociali e sentimentali, mantenendo però la spinta ritmica del rap e del funk. L’avvicinamento alla world music e al cantautorato italiano apre a collaborazioni importanti, da Franco Battiato a Ligabue, da Laura Pausini a Sergio Mendes, creando uno stile riconoscibile e in costante metamorfosi.
Il cinema e la scrittura per immagini
Consapevole delle potenzialità emotive delle parole, Jovanotti si cimenta anche nel cinema, vincendo nel 2010 il David di Donatello per il brano Baciami ancora, scritto per Gabriele Muccino. Nel 2017 arriva una seconda candidatura con L’estate addosso: musica cucita sui sentimenti, pensata per accompagnare storie e immagini, sempre a ritmo di cuore.
Lorenzo: tra famiglia, radici e identità
Una vita tra Roma e Cortona
Terzo di quattro figli, Lorenzo cresce a Roma ma ogni ritorno a Cortona è un ritrovare casa: paesaggi, dialetti, tradizioni diventano elementi del suo immaginario artistico. A scuola frequenta il liceo scientifico Malpighi, mentre coltiva già una passione che lo porta a sognare consolle e palchi.
La famiglia come ispirazione
Molte sue canzoni nascono da legami profondi della sua vita privata. A suo padre dedica Mario, mentre Le tasche piene di sassi è un ricordo delicato della madre Viola. Il fratello Umberto, morto tragicamente nel 2007 in un incidente aereo, è celebrato prima in In orbita e poi nel toccante Fango. Ogni brano diventa memoria viva: musica che trattiene affetti e ferite.
Un artista con il mondo dentro
Dai Sex Pistols alla musica latinoamericana, dai suoni africani alle contaminazioni elettroniche, Jovanotti porta nella sua opera tutto quello che lo ispira: viaggi, culture, ritmi, incontri. Un cantautore che non si è mai accontentato di essere una sola cosa, trovando nella mescolanza la sua vera identità.
Le canzoni come famiglia
Ogni volta che la vita lo ha scosso, Lorenzo ha risposto con una canzone. Ha trasformato in musica l’amore per i genitori, il dolore per la perdita del fratello, i ricordi della sua infanzia a Cortona. Per Jovanotti scrivere non è solo creare: è custodire ciò che conta davvero.
Dai primi passi da DJ al fenomeno della festa (1980–1989)
Le radio e le prime consolle
All’inizio degli anni ’80, Lorenzo si muove tra Cortona e Roma: Radio Foxes, il Tuchulcha, Radio Antenna Musica. In questi anni il ragazzo costruisce la propria identità da DJ, esplorando generi ancora poco diffusi in Italia come l’hip hop. La capitale lo accoglie nel fermento della scena club, dal Paper Moon al Veleno, fino al mitico Piper Club. Qui incontra figure che segneranno la sua vita, come Fiorello e il produttore Giancarlo Meo.
La nascita di Jovanotti
Nel 1987 pubblica i singoli Walking e Reggae 87: è l’inizio dell’avventura musicale. Il nome d’arte nasce quasi per caso da un refuso del tipografo che trasforma “Joe Vanotti” in “Jovanotti”: un errore destinato a diventare marchio riconoscibile per un’intera generazione. Lo stile è quello del party continuo, un’esplosione di ritmo e ironia in pieno stile dance/hip hop.
Cecchetto, Deejay Television e il botto in classifica
Notato da Marina, ex compagna di Claudio Cecchetto, approda a Radio Deejay e poi a Deejay Television. Il 1988 è l’anno del successo nazionale: il singolo È qui la festa? e l’album Jovanotti for President conquistano le classifiche. Lorenzo diventa una star trasversale: TV, radio, libri, moda (con la linea “Yo”). Pubblica hit sotto altri pseudonimi come Gino Latino e Jeronimo, sperimentando senza sosta.
Sanremo e il boom de La mia moto
Nel 1989 arriva a Sanremo con Vasco, omaggio al suo idolo Vasco Rossi: un’apparizione energica ma segnata da una clamorosa scivolata sul palco — uno dei momenti più ricordati del Festival. Il disco La mia moto vende centinaia di migliaia di copie e trasforma Jovanotti in un fenomeno pop destinato a durare.
La trasformazione: dalla festa al pensiero (1990–1992)
Un nuovo linguaggio di emozioni
Nel 1990 esce l’album Giovani Jovanotti. Brani leggeri come Ciao mamma convivono con canzoni più profonde come Gente della notte: è il primo segnale di un cambiamento in corso. Le mode cambiano rapidamente e il servizio militare lo allontana dai riflettori, ma la voglia di evoluzione è già forte.
La svolta consapevole
Con Una tribù che balla (1991) comincia la vera metamorfosi. I testi parlano di politica, diritti, nuovi orizzonti sociali: Jovanotti inserisce impegno nella festa, ritmo nei temi civili. L’artista si rifiuta di abbandonare la musica per la TV, rifiutando ruoli prestigiosi a MTV e nella televisione commerciale pur di restare fedele al suo cammino artistico.
Lorenzo 1992: la piena rinascita
Nel 1992 pubblica Lorenzo 1992, il disco che segna ufficialmente la linea di confine con il passato. Il titolo stesso porta il suo vero nome, come un gesto di identità e responsabilità. Brani come Non m’ annoio e Ragazzo fortunato diventano colonne sonore della generazione anni ’90: ottimismo, libertà, voglia di reinventarsi.
Musica come impegno civile
Nel 1992 compone Cuore in memoria di Giovanni Falcone. È un pezzo nato di getto, destinato all’airplay ma non alla pubblicazione commerciale: un gesto sincero, un modo per gridare che la musica può reagire all’orrore.
La scivolata di Sanremo
Nel 1989 Jovanotti entra a Sanremo come simbolo della nuova onda pop. Ma durante l’esibizione di Vasco scivola davanti a milioni di spettatori: un momento imbarazzante per chiunque, ma lui ne ride e continua a cantare. La caduta non lo ferma: anzi, da quel palco riparte più forte di prima.
Il pensiero nella musica: impegno, spiritualità, viaggi (1993–1999)
Lorenzo 1992 e l’autocelebrazione del rap italiano
Nel primo brano dell’album Lorenzo 1992, Jovanotti rivendica con orgoglio il suo ruolo di pioniere dell’hip hop nel nostro Paese. A questo lavoro affianca la pubblicazione del suo secondo libro, Cherubini, un diario di viaggi, incontri e scoperte che testimonia quanto il mondo reale sia la sua vera scuola.
Collabora con Gianna Nannini e cresce la credibilità artistica
Nel 1993 Gianna Nannini lo vuole con sé in Radio Baccano: un duetto travolgente portato sul palco del Festivalbar. È un passaggio cruciale: Jovanotti dimostra di poter essere non solo un fenomeno pop ma una voce in grado di integrarsi con grandi nomi del rock italiano.
Lorenzo 1994: spiritualità, politica e nuovi simboli
Nel 1994 pubblica Lorenzo 1994, uno dei suoi album più venduti. Penso positivo diventa un inno generazionale: unisce Che Guevara a Madre Teresa, Malcolm X a San Patrignano, in una visione dove le divisioni religiose e ideologiche si sciolgono in un’unica fede nella vita.
Accanto alle riflessioni civili, trionfano canzoni d’amore come Serenata rap e Piove, che dominano videoclip e classifiche europee e sudamericane. Con Pino Daniele ed Eros Ramazzotti porta il suo sound in tour in tutta l’Europa, mentre fonda la propria etichetta, Soleluna, simbolo di indipendenza creativa.
L’ombelico del mondo e l’apertura internazionale
Nel 1995 arriva L’ombelico del mondo, che lo porta agli MTV Europe Music Awards di Rotterdam. Lo stesso anno scrive Alleluja con Zucchero, segnando un nuovo punto di contatto tra pop e world music.
L’albero e la ricerca interiore
Nel 1997 esce L’albero, disco impregnato di ritmi etnici e riflessioni spirituali. Da Questa è la mia casa a La linea d’ombra, ispirata a Joseph Conrad, Jovanotti racconta un uomo che viaggia dentro e fuori di sé. Parallelamente espone dipinti, recita ne I giardini dell’Eden e partecipa a tribute album dedicati a Wyatt e Gershwin.
Viaggi estremi, natività e impegno solidale
I suoi viaggi in America Latina diventano arte: nasce Stella cometa, mentre sostiene cause sociali come quella zapatista nel Chiapas. Nel 1998 pubblica Il grande boh!, il libro che raccoglie il senso del suo vagabondare. Nel 1999 diventa padre: la dolcissima Per te in Capo Horn racconta quella gioia. Dallo stesso album arriva Un raggio di sole, che vince il Festivalbar.
Il mio nome è mai più: musica contro la guerra
Sempre nel 1999 firma con Ligabue e Pelù il singolo pacifista Il mio nome è mai più, con video di Gabriele Salvatores: è il singolo più venduto dell’anno, e tutti i proventi sostengono Emergency.
I 2000: nuovi linguaggi, nuovi mondi, nuova coscienza
Cancella il debito: la politica sul palco di Sanremo
Nel 2000 torna sul palco dell’Ariston per invitare a cancellare il debito dei Paesi del Terzo Mondo: il brano è un manifesto di pacifismo e attivismo internazionale. Sempre nello stesso anno partecipa al tributo a Fabrizio De André interpretando La cattiva strada.
Il quinto mondo e la voce della globalizzazione
Con Lorenzo 2002 – Il quinto mondo affronta temi come ecologia, diritti e cittadinanza globale. Il singolo Salvami viene citato da Tiziano Terzani in apertura a Lettere contro la guerra: una consacrazione intellettuale della sua scrittura musicale.
Concerti per cause e paesaggi
Il tour del 2002 è un enorme laboratorio multiculturale con 17 musicisti sul palco. La data-evento al Santuario di San Gabriele unisce musica e difesa del territorio contro un nuovo traforo: quando una provincia lo “censura”, Jovanotti risponde con una lettera aperta, ribadendo che la musica non si fa zittire.
Roma – Collettivo Soleluna e il ponte con il Brasile
Nel 2003 nasce Roma – Collettivo Soleluna, un progetto latino che fonde la sua visione con quella di musicisti internazionali. Artisti come Franco Cava reinterpretano Jova in chiave brasiliana nel disco BossaJova, aprendo il suo repertorio a nuove forme di vita.
Buon sangue: l’energia adulta
Nel 2005 arriva Buon sangue, primo posto in classifica, collaborazioni con Planet Funk, Negramaro, ed Edoardo Bennato. Tanto³ e Mi fido di te diventano inni pop del nuovo millennio. Nel 2006 esce Buon Sangue Live, con video e backstage del tour, e scrive Troppa fedeltà per Zucchero.
La licenza per una canzone
Durante il servizio militare, per ottenere quindici giorni di licenza, Jovanotti scrisse il brano Asso per la serie Classe di ferro. Non fu ispirazione a chiamarlo: fu pura sopravvivenza da caserma.
Safari, perdita, impegno civile e un nuovo pop globale (2007–2009)
Ode al Sergente Pepe: l’omaggio ai Beatles
Nel 2007, per celebrare i 40 anni di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, Jovanotti presenta Ode al Sergente Pepe, un video-tributo proiettato nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica. Un atto d’amore per il disco che ha rivoluzionato la musica moderna, e che mostra la sua gratitudine verso le radici della cultura pop globale.
Collaborazioni vincenti e dolori profondi
Nel 2007 firma e partecipa al brano Cade la pioggia dei Negramaro e continua con loro la collaborazione grazie a Safari. Ma lo stesso anno è segnato da un trauma: la morte del fratello Umberto, pilota di volo, a cui Lorenzo dedicherà la commovente Fango. La canzone vince il Premio Mogol nel 2008, premiando un testo che è dolore e rinascita insieme.
Safari: successi, record e un tour monumentale
Nel 2008 esce Safari, registrato tra Europa, Stati Uniti e Brasile, e subito accolto come uno dei migliori album del decennio. A te, dedicata alla moglie Francesca, resta per settimane al primo posto in classifica e diventa una delle canzoni più amate del suo repertorio. Il Safari Tour invade palazzetti e stadi con migliaia di fan ovunque.
Musica come rete sociale
Jovanotti realizza con Mezzogiorno il primo “social-clip” italiano e riceve un Kids' Choice Award per l’impegno ambientale. Nel 2009 è tra i promotori del progetto Domani 21/04.2009 per i terremotati dell’Abruzzo, radunando oltre 50 artisti. Intanto vola negli Stati Uniti con una serie di concerti, documentati da OYEAH (CD+DVD) pubblicato nel mercato americano.
Sperimentazioni urban
Nel 2009 arriva la collaborazione con J-Ax nel brano Vecchia scuola, che suggella l’incontro tra due generazioni di rap italiano.
Video selezionati dal canale ItalianOpera:
Colonne sonore, il viaggio negli stadi e la celebrazione dei 25 anni (2010–2015)
Il cinema come seconda casa
Nel 2010 firma Baciami ancora per il film omonimo di Muccino e vince il David di Donatello. Collabora al singolo Mondo di Cesare Cremonini, e continua ad ampliare la sua dimensione internazionale con due minitour in Nord America tra Washington, New York, Hollywood e San Francisco.
Ora: tempo presente, emozioni presenti
Il 2011 si apre con l’album Ora, anticipato da iniziative digitali e da Tutto l’amore che ho. Il singolo Le tasche piene di sassi, dedicato alla madre Viola, gli vale il Premio Mogol. Il Live – Ora in Tour è un trionfo, nonostante una tragedia lo macchi: il crollo del palco a Trieste, in cui perde la vita un operaio.
Collaborazioni eccellenti e tournée sospesa
Lo stop forzato non ferma l’artista: torna sul palco, registra il live Lorenzo in concerto per Jovanotti e Orchestra e pubblica la raccolta americana Italia 1988–2012. Nel 2012 organizza e partecipa al grande concerto Italia Loves Emilia per i terremotati.
Backup: 25 anni di rivoluzioni
Nel 2012 pubblica Backup – Lorenzo 1987–2012, antologia certificata triplo disco di platino. Nel 2013 parte il Backup Tour – Negli Stade, concerti epici che portano il suo rock-pop nelle arene più grandi del Paese.
Tra duetti e riconoscimenti
Nel 2013 canta con Clementino in Fratello e con Max Pezzali in Tieni il tempo. Tiene un concerto speciale a Cortona durante il Mix Festival, aperto al pubblico a prezzo simbolico: un ritorno affettivo alle sue radici toscane.
La vetrina del mondo
Nel 2014 è ospite di Zucchero al Madison Square Garden con un medley hip hop improvvisato. A fine anno pubblica Sabato, che anticipa l’album Lorenzo 2015 CC. e il Jovanotti Tour 2015, tournée che ribadisce la sua capacità di trasformare ogni concerto in un rito collettivo.
Una canzone per sopravvivere al buio
Quando perde il fratello Umberto nel 2007, Jovanotti è schiacciato dal dolore. La risposta arriva in musica: Fango. Una canzone-sopravvivenza, un modo per restare in piedi quando il mondo crolla. Da quel momento, nessuno ha più dubbi: per lui, scrivere è vivere.
Tra palco e grandi collaborazioni: un pop sempre in evoluzione (2015–2019)
Un tributo a Pino Daniele
Il 26 luglio 2015, allo Stadio San Paolo di Napoli, Jovanotti si unisce a Eros Ramazzotti in un omaggio emozionante al grande Pino Daniele, scomparso pochi mesi prima. Un gesto di amicizia e gratitudine verso chi ha segnato l’anima del pop italiano.
Tra cumbia, cinema e nuove sonorità
Nel 2016 collabora con i Tre Allegri Ragazzi Morti al singolo In questa grande città (la prima cumbia), dimostrando ancora una volta la sua attitudine alla contaminazione. Nello stesso anno firma la colonna sonora del film L’estate addosso di Gabriele Muccino: un progetto nato tra New York e la sua Cortona, dove il suono diventa racconto di viaggio e scoperta.
Oh, vita! con Rick Rubin
Il 1º dicembre 2017 esce Oh, vita!, prodotto da Rick Rubin: un ritorno all’essenzialità, alla parola, al ritmo originario del rap e del cantautorato. È un album che parla di identità, libertà, fiducia nel cambiamento. I singoli si susseguono: Le canzoni, Affermativo, Viva la libertà, Sbam!, Chiaro di luna. Un percorso che fa esplodere i palazzetti con Lorenzo Live 2018.
Cenerentola del beat e nuove alleanze musicali
Nel 2019 nasce La Luna e la gatta, insieme a Takagi & Ketra, Calcutta e Tommaso Paradiso: una hit corale che racconta l’amore per la città e il sogno urbano. Collabora con Rkomi in Canzone e con Dardust produce Nuova era, anticipando quello che sarà uno dei progetti live più ambiziosi della sua carriera.
Jova Beach Party: nasce il rock da spiaggia
Il 6 luglio 2019, da Lignano Sabbiadoro, parte il Jova Beach Party: non un concerto, ma un ecosistema artistico. Palchi montati sulla sabbia, mare, folla multigenerazionale. Dopo 12 tappe sulle spiagge italiane, il gran finale all’Aeroporto di Linate raduna oltre 100 mila persone. La musica diventa festa popolare, rito collettivo e progetto ambientale
Video selezionati dal canale ItalianOpera:
Il Jova globale: tra streaming, Sanremo, resilienza e nuove visioni (2020–2025)
Il boom e la seconda era delle spiagge
Nel 2021 annuncia il nuovo Jova Beach Party 2 e pubblica i singoli Il boom e La primavera, insieme all’EP omonimo. Continua a lavorare con Rick Rubin a un nuovo album, affinando una visione sempre più internazionale, tra Mediterraneo e California.
Sanremo: autore e vincitore
Nel 2022 scrive per Gianni Morandi Apri tutte le porte, con cui l’artista bolognese vince la serata delle cover al Festival di Sanremo. Sempre nel 2022 duetta con Elisa in Palla al centro, pubblica I Love You Baby e poi gli EP Mediterraneo e Il disco del Sole. Nel frattempo è anche autore della sigla di Viva Rai2! di Fiorello.
Cadute e rinascite
Nel 2023, mentre è in viaggio a Santo Domingo, subisce un grave incidente in bicicletta, con rottura di clavicola e femore. La riabilitazione è lunga, ma lui ci costruisce sopra un racconto di resilienza, tornando in TV nel maggio 2024 come ospite di Viva Rai2! e continuando a lavorare a nuova musica.
Il corpo umano vol. 1
A dicembre 2024 annuncia Il corpo umano vol. 1, pubblicato il 31 gennaio 2025: un album che riflette sul corpo come luogo della vita, della fatica e della festa. È anticipato dai singoli Montecristo e Fuorionda, e subito accolto con entusiasmo.
Il ritorno a Sanremo da ospite
Nel febbraio 2025 torna a Sanremo con un medley dei suoi classici — da L’ombelico del mondo a A te — e con il brano Un mondo a parte. Sul palco legge un testo del filosofo Franco Bolelli insieme all’amico Gianmarco Tamberi: un momento potente, di arte e riflessione.
Nuove canzoni, nuovi orizzonti
A maggio 2025 esce Occhi a cuore, seguito da Oceanica con Merk & Kremont. Jovanotti continua a guardare avanti, mescolando pop, elettronica, contaminazioni globali e poesia urbana: sempre pronto a reinventarsi senza perdere mai il suo sorriso ribelle.
La caduta e la pedalata
Nel 2023 Jovanotti cade dalla bici a Santo Domingo e si rompe clavicola e femore. Avrebbe potuto fermarsi. Invece ha trasformato la caduta in una nuova storia da raccontare, tornando sul palco più determinato di prima: per lui, anche la salita è un ballo.
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