La vita
Formatosi nel pieno del Barocco, la sua carriera matura si svolge nella fase Tardo Barocca, un'epoca di transizione che vede la conclusione dello stile seicentesco e l'emergere dei primi fermenti razionalisti che porteranno alla nascita dell'Arcadia.
Nato a Venezia nel 1620, Giambattista Volpe, detto “Rovettino”, si formò con lo zio Giovanni Rovetta, maestro di cappella a San Marco, e con Francesco Cavalli. Nel 1645 entrò nella cappella del Doge di Venezia e nel 1678 divenne primo organista della Basilica di San Marco. Nel 1690 fu nominato maestro di cappella della Cappella Marciana, succedendo a Giovanni Legrenzi. Rimase in carica fino alla morte, avvenuta nel 1692.
Volpe fu tra i protagonisti della vita musicale veneziana del secondo Seicento. Nelle sue opere teatrali si riconosce l’influenza di Cavalli, e a lui si attribuisce l’introduzione del recitativo accompagnato. Scrisse anche un gran numero di composizioni sacre – messe, salmi e mottetti – in gran parte rimaste inedite. Fu inoltre autore di un trattato, Il prattico al cembalo, oggi perduto.
Aneddoto
Il soprannome Rovettino
Il nomignolo “Rovettino” gli derivò dal legame con lo zio Giovanni Rovetta, che ne guidò i primi passi nella musica veneziana.Le opere
Volpe compose opere teatrali come La costanza di Rosimonda (1659), Gli amori di Apollo e di Leucotoe (1663, unica conservata) e La Rosilena (1664). La sua produzione sacra comprende messe e mottetti, tra cui i Vesperi a otto voci del 1691, oggi perduti. Rimane celebre il ricordo della sua attività a San Marco e della sua capacità di fondere stile teatrale e sacro.
Briciole di storia
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