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COMPOSERS


La vita

Formatosi nel pieno del Barocco, la sua carriera matura si svolge nella fase Tardo Barocca, un'epoca di transizione che vede la conclusione dello stile seicentesco e l'emergere dei primi fermenti razionalisti che porteranno alla nascita dell'Arcadia.

Nato a Firenze nel 1638, Giovanni Buonaventura Viviani iniziò giovanissimo come violinista alla corte di Innsbruck, dove lavorò dal 1656. Tra il 1672 e il 1676 fu maestro della cappella di corte e, dopo la morte di Sigismondo Francesco d’Austria, continuò sotto il patronato imperiale. Nel 1677 curò a Venezia la messa in scena dell’opera Astiage, e negli anni seguenti fu attivo come impresario a Napoli, dirigendo anche oratori a Roma con la partecipazione di Corelli e Pasquini. Dal 1686 lavorò al servizio dei Sanseverino, per i quali compose L’Eliodoro, rappresentato al matrimonio della principessa Aurora.

Dal 1687 al 1692 fu maestro di cappella alla Cattedrale di Pistoia, dove probabilmente morì poco dopo. La sua figura è quella di un musicista poliedrico, capace di spaziare tra direzione, composizione teatrale e produzione strumentale.

Aneddoto


Un nobile del Sacro Romano Impero

Dal 1678 Viviani si presentava come “Nobile del Sacro Romano Impero”, titolo che adottò dopo essere stato insignito di una dignità nobiliare in quell’anno.

Le opere

Viviani fu autore di melodrammi come La vaghezza del fato (1672), Astiage (1677, ripreso a Napoli nel 1682), Scipione affricano (1678), Le fatiche d’Ercole per Dejanire (1679), Mitilene, regina delle Amazzoni (1681) e L’Eliodoro (1686). Scrisse anche oratori tra cui La strage degli innocenti e L’Eseguire del Redentore (Napoli 1682), L’Abramo in Egitto (Modena 1690), Le nozze di Tobia (Firenze 1692) e un Faraone. Compose inoltre musica strumentale, tra cui i Capricci armonici da chiesa e da camera (1678), che uniscono sonate per violino e tromba a una scrittura vivace e inventiva.

Briciole di storia

In questa celebre opera, Evaristo Baschenis raffigura due musicisti circondati da una ricca collezione di strumenti musicali, meticolosamente disposti su un tavolo coperto da un tappeto. Il dipinto è un capolavoro del realismo barocco, in cui l'incredibile attenzione ai dettagli e l'uso sapiente della luce creano un'atmosfera intima.
Accademia musicale (1665), Olio su tela di Evaristo Baschenis, Collezione privata.
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