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COMPOSERS


La vita

Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco, di cui è uno dei più importanti innovatori.

Nato a Viadana nel 1564, Ludovico Grossi entrò nell’Ordine dei frati minori osservanti assumendo il nome di Lodovico da Viadana. Dopo le prime pubblicazioni a Venezia, divenne maestro di cappella del Duomo di Mantova nel 1594. Negli anni seguenti si trasferì a Roma e ricoprì incarichi prestigiosi a Cremona, Concordia Sagittaria e Fano. Dal 1614 al 1617 fu responsabile della provincia francescana di Bologna, che comprendeva Mantova, Ferrara e Piacenza. Negli ultimi anni visse a Busseto e infine a Gualtieri, dove morì nel 1627.

Viadana è considerato il primo a utilizzare regolarmente il basso continuo con funzione armonica, a partire dalla raccolta Cento concerti con il basso continuo del 1602. La sua musica sacra comprende messe, salmi, magnificat, mottetti e lamentazioni, in cui convivono elementi polifonici rinascimentali e nuovi tratti monodici. La sua influenza si estese anche oltre i confini italiani, raggiungendo Francia e Germania e lasciando un’impronta su autori come Praetorius, Schein e Schütz.

Aneddoto


Un pioniere del concertato

Con la pubblicazione del 1602 Viadana introdusse un modello che si diffuse rapidamente in Europa, segnando una svolta epocale nella storia della musica sacra.

Le opere

Tra le opere di Viadana spiccano i Cento concerti con il basso continuo del 1602, vera pietra miliare della nuova pratica concertata, e i Responsoria a quattro voci del 1604. La sua produzione comprende inoltre messe, magnificat, mottetti e lamentazioni, insieme a libri di canzonette e raccolte di sinfonie musicali a otto voci. L’insieme rivela la volontà di conciliare tradizione polifonica e nuovi linguaggi, rendendo la sua musica un punto di riferimento europeo nel passaggio tra Rinascimento e Seicento.

Briciole di storia

Un paesaggio fluviale animato da barche e figure, immerso in una luce dorata, che preannuncia il paesaggio ideale del Seicento.
Paesaggio fluviale (1590), Olio su tela di Annibale Carracci, National Gallery of Art, Washington.
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