La vita
Non essendo nota la data di morte, non è possibile definire il suo periodo di maturità; tuttavia, la sua formazione si colloca pienamente nel periodo dell'Arcadia, in un'epoca in cui a questo stile si affiancano anche il gusto del Rococò e le idee dell'Illuminismo.
Nato a Venezia nel 1707, Girolamo Venier operò nell’ambiente musicale della sua città, lasciando numerose composizioni conservate alla Biblioteca Marciana. La sua produzione comprende sonate, arie, cantate e sinfonie che mostrano un gusto raffinato e un’attenzione particolare per la voce e per gli strumenti ad arco. Dopo la sua morte, avvenuta in data imprecisata, il suo nome cadde nell’oblio fino alla riscoperta in tempi moderni.
Nel 2008, infatti, grazie a Federico Maria Sardelli, una sua composizione, Gena Lachrimis, venne eseguita per la prima volta in epoca contemporanea a Potsdam, riportando all’attenzione il suo lavoro e la sua figura.
Aneddoto
La riscoperta a Potsdam
L’esecuzione moderna di Gena Lachrimis nel 2008 suscitò grande interesse, restituendo a Venier il posto che merita nella storia della musica veneziana.Le opere
La sua produzione comprende le sei sonate a quattro del 1732, la Serenata d’Alcide e Gena Lachrimis del 1733, oltre ad arie come È folia se nascondete, Procuri la prego, Al vibrar della mia spada, Felice età dell’oro e Non è ver che un bel tacere, scritte tra il 1743 e il 1744. Nel 1745 compose arie e una Salveregina per soprano, mentre al 1742 risale una serie di Arie per balli eseguite al Teatro San Cassiano di Venezia. Accanto a queste opere vocali, lasciò una sinfonia per archi, due sonate per mandolino e basso continuo, e diciannove sonate a tre, tutte custodite nella Biblioteca Marciana. La varietà della produzione testimonia un autore attento tanto al repertorio sacro quanto a quello profano.
Briciole di storia
Pubblico dominio (Commons)