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COMPOSERS


La vita

Formatosi nel pieno della cultura del Romanticismo verdiano, la sua carriera matura si svolge nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca in cui convivono le poetiche del Realismo, del Verismo e la nuova sensibilità del Decadentismo.

Amedeo Vella nacque a Naro nel 1839, inizialmente registrato come Amodeo. Figlio di Calogero e Giuseppa Pacinella, mostrò presto inclinazioni musicali. La morte della madre, avvenuta nel 1850, lo spinse appena undicenne a comporre la marcia funebre Una lagrima sulla tomba di mia madre, che divenne subito popolare nel Meridione.

Sposò Nazarena Pulerà e con lei ebbe quattro figli. Prestò servizio militare nella 54ª Fanteria, prendendo parte alle campagne del 1860 e del 1866, distinguendosi con due medaglie al valor militare. Dopo aver lasciato la banda militare, si trasferì a Vibo Valentia, dove insegnò al Valentianum, un ex convento domenicano, e proseguì la carriera di compositore.

Fu autore di numerose marce funebri, ballabili e musiche sacre, e rimase noto soprattutto per Dogali e per la diffusione della sua celebre marcia giovanile, che continuò a essere eseguita fino al Novecento in processioni e riti religiosi.

Aneddoto


La marcia della memoria

Una lagrima sulla tomba di mia madre, composta in giovanissima età, divenne col tempo la colonna sonora delle processioni della Settimana Santa in gran parte del Sud Italia.

Le opere

La fama di Vella resta legata soprattutto a Una lagrima sulla tomba di mia madre, che a partire dalla Sicilia si diffuse in tutto il Mezzogiorno, fino a diventare la musica rituale delle processioni dei Misteri di Trapani. La sua fortuna proseguì anche grazie al cinema, comparendo in film come Pane, amore e... di Dino Risi e Amarcord di Federico Fellini. Accanto a questa, il compositore scrisse altre marce funebri come Dogali, brani sacri e ballabili, opere che testimoniarono la vitalità di un autore profondamente radicato nella tradizione popolare.

Briciole di storia


L'idea nata da un massacro

Il 24 giugno 1859, durante la Seconda Guerra d'Indipendenza, si combatté la sanguinosissima Battaglia di Solferino e San Martino. In un solo giorno, l'esercito franco-piemontese e quello austriaco lasciarono sul campo quasi 40.000 uomini tra morti e feriti. Per caso, si trovava in zona un uomo d'affari svizzero, Henry Dunant. Sconvolto dalla vista di migliaia di soldati agonizzanti abbandonati a sé stessi, senza alcuna cura, organizzò i primi soccorsi con l'aiuto delle donne del posto, senza fare distinzione di nazionalità. Tornato a Ginevra, scrisse Un ricordo di Solferino, libro in cui propose di creare società di soccorso volontarie e neutrali per assistere i feriti di guerra. Da quell'idea, nata nell'orrore di quella battaglia, sarebbe nata nel 1863 la Croce Rossa Internazionale.

Icona del Romanticismo italiano, questo bacio appassionato simboleggia l'amore per la patria nell'epoca risorgimentale.
Il Bacio (1859), Olio su tela di Francesco Hayez, Pinacoteca di Brera, Milano.
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