La vita
La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno del grande alveo del Romanticismo italiano.
Nato a Rieti nel 1790 da Pasquale Valeri e Barbara Zamurri, fu allievo di Giuseppe Rossi a Terni. Nel 1808 ottenne il primo incarico di maestro di cappella a Contigliano, seguito l’anno dopo da quello a Poggio Mirteto. Nel 1813 fu nominato a Orte e nel 1814, alla morte di Lorenzo Baini, fu eletto maestro di cappella del Duomo di Rieti, incarico che inizialmente non accettò per difficoltà organizzative. Due anni dopo, nel 1816, tornò a ricoprire lo stesso incarico, che nel 1820 divenne a vita con condizioni precise, tra cui l’obbligo di comporre nuove opere per l’archivio della cappella.
Durante la sua lunga carriera, arricchì costantemente l’archivio della Cattedrale con messe, mottetti, salmi e inni. Nel 1824 pubblicò a Napoli presso l’editore Ricci le Variazioni per pianoforte sul tema “Non più mesta accanto al fuoco” dalla Cenerentola di Rossini, dedicate a Elisabetta Ricciardi dei Conti di Camaldoli. Le sue composizioni testimoniano un legame profondo con la liturgia e con la vita musicale del territorio reatino.
Nel 1829 sposò Carolina Illuminati, con la quale ebbe tre figli. Educò personalmente i figli alla musica, formando in particolare Luigi al contrappunto e al pianoforte, sperando che potesse succedergli. Purtroppo Luigi morì giovanissimo nel 1854, evento che segnò profondamente la famiglia. Lo stesso Valeri si spense pochi anni dopo, nel 1858, e fu sepolto accanto al figlio nella chiesa di San Francesco a Rieti.
Aneddoto
Un maestro fedele al Duomo
Valeri rimase legato per decenni al Duomo di Rieti, arricchendone l’archivio musicale con nuove composizioni e diventando una figura insostituibile della vita cittadina.Le opere
La produzione di Valerio Valeri comprende messe a quattro voci, mottetti e salmi, come il Magnificat, il Domine ad adjuvandum e diversi Tantum Ergo, oltre a responsori e sequenze. Tra le composizioni più significative spiccano le Variazioni per pianoforte del 1824 su tema rossiniano, unica sua opera pubblicata a stampa, che ebbero ampia circolazione e confermarono la sua capacità di coniugare il linguaggio sacro con quello profano. Molti manoscritti delle sue opere sono tuttora conservati presso l’Archivio Diocesano di Rieti.
Briciole di storia
Nella neve di Russia
Per la sua folle campagna di Russia del 1812, Napoleone pretese un enorme contributo di uomini da tutti i suoi stati satelliti. Il Regno d'Italia, governato dal viceré Eugenio di Beauharnais, fornì un corpo di spedizione di 27.000 soldati, tra i migliori e più equipaggiati dell'esercito. Gli italiani si distinsero per valore in battaglie come quella di Maloyaroslavets, ma furono travolti, come il resto della Grande Armata, dalla disastrosa ritirata. Annientati dal freddo, dalla fame e dai continui attacchi dei cosacchi, solo un migliaio di loro riuscì a tornare in patria. La quasi totale distruzione del contingente italiano fu una catastrofe che segnò l'inizio della fine del consenso verso il regime napoleonico in Italia.
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