La vita
La sua intera carriera, sia nella fase formativa che in quella della maturità, si colloca in un fecondo crocevia culturale di metà Settecento in cui convivono e si influenzano a vicenda l'eredità dell'Arcadia, la grazia dello stile Rococò e le prime istanze razionaliste dell'Illuminismo.
Michelangelo Valentini nacque a Napoli intorno al 1720 e, secondo una sua dichiarazione, fu allievo di Leonardo Leo. La notorietà della sorella Regina, cantante di successo sposata all’impresario Piero Mingotti, lo aiutò probabilmente a inserirsi nell’ambiente teatrale. Nel 1744 tentò invano di ottenere il posto di organista della Cappella Reale napoletana, ma già l’anno successivo debuttò al Teatro Nuovo con l’opera buffa Il Demetrio.
Nel 1748 presentò La villana nobile al Teatro dei Fiorentini, e negli anni seguenti compose lavori per diverse città italiane. A Bologna riscosse un grande successo con La Clemenza di Tito del 1753, mentre a Torino fu rappresentata Il re pastore. La sua attività si protrasse almeno fino al 1768, data dopo la quale non si hanno più notizie certe della sua vita.
Aneddoto
Legami di famiglia
La carriera di Michelangelo fu favorita dalla fama della sorella Regina, che grazie al matrimonio con l’impresario Mingotti gli aprì molte porte nei teatri italiani.Le opere
Le opere di Michelangelo Valentini comprendono titoli buffi e seri, tra cui Il Demetrio, La villana nobile, La Clemenza di Tito e Il re pastore. Questi lavori gli assicurarono un posto di rilievo nel panorama teatrale del Settecento, con esecuzioni in più città e un repertorio che rispecchia la varietà della tradizione napoletana.
Briciole di storia
Il cacciatore di capolavori
Francesco Algarotti non fu solo un teorico, ma anche un uomo d'azione nel mondo dell'arte. Grazie alla sua fama di intenditore dal gusto infallibile, nel 1743 era stato incaricato dall'Elettore di Sassonia, Augusto III, di viaggiare per l'Italia alla ricerca di capolavori per arricchire la sua galleria a Dresda. Agendo come un vero e proprio agente artistico, Algarotti acquistò opere di grandi maestri, contribuendo a formare il nucleo di una delle più importanti collezioni d'arte d'Europa. La sua attività dimostra come, nell'Illuminismo, la figura del critico d'arte non fosse più solo quella di erudito.
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