La vita
Formatosi nell'ultima fase del Romanticismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel primo Novecento, un'epoca di avanguardie in cui convivono l'estetismo del Decadentismo, le suggestioni del Simbolismo e la rottura radicale del Futurismo.
Vincenzo Valente nacque a Corigliano Calabro nel 1855 e si formò come musicista sotto la guida di Salvatore Pappalardo. Trasferitosi a Napoli, divenne uno dei protagonisti della canzone napoletana e un esponente della Scuola ciandelliana.
Esordì giovanissimo con due messe per coro, ma il successo arrivò quando a quindici anni si cimentò con la lingua napoletana, componendo Ntuniella nel 1870. Negli anni successivi collaborò con Giambattista de Curtis, suo allievo, e con altri poeti, musicando brani di grande fortuna come A pacchianella e Comm’ ‘a vuot, dedicata a Matilde Serao.
Compose numerose operette, tra cui I granatieri del 1888, e scrisse testi per attori di macchiette come Nicola Maldacea. Il suo nome resta legato soprattutto alle canzoni napoletane, tra le quali Tiempe belle del 1916 ebbe un’enorme popolarità. Partecipò anche alla Società dello Scorfano, un sodalizio artistico ironico che riuniva poeti e musicisti napoletani. Morì a Napoli nel 1921.
Aneddoto
La Società dello Scorfano
Valente faceva parte della Società dello Scorfano, un sodalizio di artisti che ironizzava sulla propria bruttezza trasformandola in un segno di appartenenza.Le opere
Oltre a una decina di operette, tra cui I granatieri, Pasquita, Signorina Capriccio, L’usignolo e Vertigini d’amore, Valente scrisse un ampio repertorio di canzoni napoletane che divennero celebri, come ‘A capa femmena, Peppì, Comme te voglio amà, ‘E cerase, I’ Pazziava, ‘A galleria nova, ‘A bizzuchella, Cammisa affatata, ‘O campanello, ‘A sirena, Montevergine, Notte sul mare, ‘O scuitato, Manella mia, L’ammore ’n campagna, Tarantella e lariulà, ‘O napulitano a Londra, Jou-jou, Bambola, Uocchie Mariuole, Matalè con versi di Salvatore Di Giacomo e Luna curtese. Tra tutte, la più amata rimane Tiempe belle, entrata stabilmente nel repertorio partenopeo.
Briciole di storia
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