La vita
La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente all'interno del periodo del Neoclassicismo.
Francesco Vaccari nacque a Modena nel 1775. Iniziò lo studio del violino a cinque anni e a sette si esibì davanti a Gaetano Pugnani, che ne riconobbe il talento. Debuttò come solista a otto anni, suscitando entusiasmo per la perfezione tecnica e la purezza dello stile. A tredici anni stupì il pubblico eseguendo a prima vista un concerto presentatogli da Václav Pichl. Si perfezionò quindi con Pietro Nardini.
Dopo tournée in Italia, nel 1804 ottenne un posto nella Cappella Reale di Spagna, che mantenne fino al 1808. In seguito, durante i conflitti della guerra d’indipendenza spagnola, intraprese viaggi artistici in Germania, Francia e Inghilterra. Tornò a Madrid nel 1815, riprendendo l’incarico presso Ferdinando VII e arrivando a dirigere la Cappella Reale fino al 1823. Morì a Londra nel 1824.
Aneddoto
Il prodigio del violino
A soli tredici anni Vaccari lasciò stupefatto il pubblico eseguendo a prima vista un concerto che Václav Pichl gli aveva appena messo sul leggio.Le opere
La produzione di Vaccari comprende brani strumentali, concerti per violino e composizioni sacre. Le fonti non tramandano cataloghi dettagliati, ma attestano una carriera di virtuoso stimato in tutta Europa.
Briciole di storia
Il poeta che si ribattezzò da sé
Nato Niccolò, si firmò via via Ugo Foscolo: una scelta d’identità in piena febbre rivoluzionaria. Prima l’ode a Bonaparte liberatore, poi la disillusione: il nome nuovo restò, e le illusioni scomparvero.
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