La vita
Formatosi nel pieno del Neoclassicismo, la sua carriera matura si svolge nel cuore del Romanticismo, incarnando la transizione stilistica di inizio Ottocento.
Nato a Tolentino il 15 marzo 1790, Nicola Vaccaj studiò prima a Roma presso l’Accademia di Santa Cecilia e poi a Napoli con Giovanni Paisiello. Nel 1815 debuttò al Teatro Nuovo di Napoli con I solitari di Scozia, ottenendo un buon successo. Si trasferì quindi a Venezia, dove si dedicò sia all’opera sia all’insegnamento del canto.
Nel 1834, a Parigi, compose e pubblicò a Londra il celebre Metodo pratico di canto italiano per camera, rimasto uno strumento fondamentale per generazioni di cantanti lirici. La sua produzione teatrale include titoli come Pietro il Grande, La pastorella feudataria, Zadig e Astartea, Bianca di Messina e soprattutto Giulietta e Romeo (1825), su libretto di Felice Romani, rappresentata a Milano.
Chiamato a dirigere il Conservatorio di Milano, consolidò la sua fama come didatta. Morì a Pesaro il 5 agosto 1848. A lui è intitolato il Teatro di Tolentino, restaurato e riaperto nel 2018 dopo un incendio del 2008.
Aneddoto
Il Metodo sempre vivo
Il Metodo pratico di canto italiano per camera di Vaccaj è ancora oggi utilizzato nei conservatori, a testimonianza della sua attualità e del valore didattico.Le opere
Fra le opere liriche di Vaccaj si ricordano:
- I solitari di Scozia (Napoli, 1815)
- Malvina (Venezia, 1816)
- Il lupo di Ostenda (Venezia, 1818)
- Pietro il Grande (Parma, 1824)
- La pastorella feudataria (Torino, 1824)
- Zadig e Astartea (Napoli, 1825)
- Giulietta e Romeo (Milano, 1825)
- Bianca di Messina (Torino, 1826)
- Il precipizio (Milano, 1826)
- Giovanna d’Arco (Venezia, 1827)
- Saladino e Clotilde (Milano, 1828)
- Alexi (Napoli, 1828)
- Saul (Napoli, 1829)
- Giovanna Grey (Milano, 1836)
- Marco Visconti (Torino, 1838)
- La sposa di Messina (Venezia, 1839)
- Virginia (Roma, 1845)
Compose anche musica sacra e romanze da camera.
Briciole di storia
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