La vita
Formatosi nel cuore del Settecento, in un contesto in cui convivono l'eleganza del Rococò e lo spirito critico dell'Illuminismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità nel periodo del Neoclassicismo.
Giacomo Tritto nacque ad Altamura il 2 aprile 1733 e studiò musica al Conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli, sotto la guida di Nicola Fago, Girolamo Abos e Pasquale Cafaro. Nel 1754 debuttò come operista con Le nozze contrastate al Teatro dei Fiorentini. Su consiglio di Cafaro si allontanò temporaneamente dal teatro, ma nel 1764 riprese la carriera con La fedeltà in amore, avviando una produzione che lo portò a comporre più di cinquanta opere.
Nel corso della sua carriera, diresse e presentò opere nei principali teatri italiani, tra cui il San Carlo di Napoli, dove nel 1784 portò in scena L’Artenice. Nel 1785 fu nominato secondo maestro straordinario al Conservatorio della Pietà dei Turchini, divenendo nel 1799 primo maestro. Dopo la fusione dei conservatori napoletani nel 1806, entrò nella direzione del Real Collegio di Musica con Paisiello e Fenaroli, mantenendo poi a lungo la cattedra di contrappunto.
Fu maestro di illustri allievi come Vincenzo Bellini, Saverio Mercadante, Giacomo Meyerbeer, Pietro Raimondi e Gaspare Spontini. Nel 1816 divenne maestro della cappella palatina e della reale camera. Continuò a comporre musica sacra fino alla morte, avvenuta a Napoli il 16 settembre 1824.
Aneddoto
Il convitato di pietra
Nel carnevale del 1783 presentò al Teatro dei Fiorentini la sua versione de Il convitato di pietra, che riscosse grande successo grazie alla vivacità comica e alla forza drammatica.Le opere
Il catalogo di Tritto comprende 54 opere teatrali. Tra le più celebri si ricordano Le nozze contrastate (Napoli, 1754), La fedeltà in amore (Napoli, 1764), Il principe riconosciuto (Napoli, 1780), L’Artenice (Napoli, 1784), L’Arminio (Roma, 1786), La cantarina (Roma, 1790) e Marco Albino in Siria (Napoli, 1810). Compose anche opere sacre, oratori e metodi didattici, tra cui il Basso continuo, rimasto in uso fino al 1821.
Briciole di storia
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