La vita
Formatosi nel pieno del Barocco, la sua carriera matura si svolge nella fase Tardo Barocca, un'epoca di transizione che vede la conclusione dello stile seicentesco e l'emergere dei primi fermenti razionalisti che porteranno alla nascita dell'Arcadia.
Giuseppe Tricarico nacque a Gallipoli il 25 giugno 1623 in una famiglia nobile della città. Probabilmente apprese le prime nozioni musicali nella Concattedrale di Sant’Agata, dove imparò a cantare e a suonare l’organo. Intorno al 1649 pubblicò a Roma una raccolta sacra dedicata a Carlo duca di Montenero, segno di un precoce talento riconosciuto negli ambienti accademici.
Nel 1654 divenne maestro della cappella dell’Accademia dello Spirito Santo a Ferrara, dove mise in scena la sua prima opera, L’Endimione, nel 1655. Due anni più tardi si recò a Vienna con il fratello Antonio per entrare al servizio della corte imperiale asburgica. Vi rimase fino al 1662, distinguendosi come autore di melodrammi e oratori, tra cui La Virtù guerriera (1659) e La gara della Misericordia e Giustizia di Dio (1661).
Dopo il periodo viennese tornò a Gallipoli, dove si dedicò all’insegnamento e alla diffusione della musica. Aprì scuole che furono frequentate da molti giovani del luogo, consolidando il ruolo della città pugliese come centro musicale attivo. Morì a Gallipoli il 14 novembre 1697 e fu sepolto nella chiesa di San Francesco.
Aneddoto
Il ritorno a casa
Dopo anni trascorsi tra Roma, Ferrara e Vienna, Tricarico scelse di tornare a Gallipoli per dedicarsi ai giovani della sua città, fondando scuole di musica frequentate da molti allievi.Le opere
Il catalogo di Giuseppe Tricarico è ampio e variegato. In campo teatrale spiccano le opere L’Endimione (Ferrara, 1655), La Virtù guerriera (Vienna, 1659), L’Almonte (Vienna, 1661), La generosità d’Alessandro (Vienna, 1662) e L’Endimiro creduto Uranio (Napoli, 1670).
Compose numerosi oratori, fra cui La gara della Misericordia e Giustizia di Dio (Vienna, 1661), La fede trionfante (Vienna, 1662, oggi perduto) e Adamo ed Eva (1662). In campo sacro si ricordano i Concentus ecclesiastici (Roma, 1649), una messa a otto voci e nove mottetti. Scrisse anche musica profana, tra cui madrigali e cantate per una o due voci.
Briciole di storia
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