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COMPOSERS


La vita

Formatosi nel pieno del Neoclassicismo, la sua lunga carriera matura si svolge nel cuore del Romanticismo, incarnando la transizione stilistica di inizio Ottocento.

Filippo Traetta nacque a Venezia l’8 gennaio 1777, figlio del compositore Tommaso Traetta. Crebbe in un ambiente musicale raffinato, respirando la tradizione della scuola napoletana trasmessa dal padre. Nel 1799 emigrò negli Stati Uniti, un passo coraggioso che lo portò a diventare uno dei pionieri della musica colta italiana nel Nuovo Mondo.

Stabilitosi a Boston, nel 1801 fondò un conservatorio di musica, uno dei primi istituti del genere negli Stati Uniti. Successivamente si trasferì a Philadelphia, dove nel 1828 creò un secondo conservatorio. Entrambi i centri furono fondamentali per la formazione musicale di intere generazioni e contribuirono a radicare la cultura italiana oltreoceano.

La sua attività non si limitò all’insegnamento: Filippo Traetta compose anche opere e musica sacra, mantenendo vivo il legame con le radici familiari. Fu maestro di canto e apprezzato didatta, incarnando il ruolo di mediatore culturale tra Italia e Stati Uniti. Morì a Philadelphia il 6 gennaio 1854.

Aneddoto


Pioniere negli Stati Uniti

Quando fondò il conservatorio di Boston nel 1801, fu considerato uno dei primi a portare un’istituzione musicale di modello europeo nel giovane stato americano.

Le opere

Nonostante le difficoltà di reperire partiture e interpreti nel contesto americano, Filippo Traetta compose lavori sacri e teatrali. Le sue opere furono eseguite nelle comunità italo-americane e divennero punti di riferimento per la diffusione del repertorio italiano negli Stati Uniti.

Briciole di storia


Deportazione di un Papa

Dopo l’uccisione a Roma del generale francese Mathurin-Léonard Duphot, l’armata di Louis-Alexandre Berthier occupò la città. Il 15 febbraio 1798 fu proclamata la Repubblica Romana. Le autorità francesi chiesero a Pio VI, ottuagenario e malato, di rinunciare al potere temporale. Al rifiuto, il pontefice venne arrestato il 20 febbraio e avviato all’esilio. Trasferito prima a Siena, poi a Firenze e quindi oltre le Alpi, finì prigioniero in Francia, dove morì a Valence il 29 agosto 1799. La deportazione del papa ebbe enorme risonanza in Europa, segnalando la radicalità del progetto rivoluzionario.]

Ritratto neoclassico a tre quarti. La tavolozza è calda e luminosa, e l'eleganza misurata.
Ritratto di Ugo Foscolo (1801), Olio su tela di Andrea Appiani, Pinacoteca di Brera, Milano.
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