La vita
Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.
Giovanni Maria Trabaci nacque a Montepeloso, oggi Irsina, nel 1575. Figlio di Antonio e Ippolita Galluccio, già giovanissimo fu accolto come cantante nella Cappella della Santa Casa dell’Annunziata di Napoli nel 1594, grazie alla sua voce di tenore. Nello stesso periodo fu attivo come organista presso l’Oratorio dei Filippini, dove nel 1597 venne inaugurato un nuovo organo.
Nel 1601 ottenne il posto di organista della cappella del palazzo reale di Napoli, succedendo a Benedetto Narduccio. Qui aveva lavorato anche Jean de Macque, che nel 1599 era diventato direttore della cappella. Nel 1614 Trabaci succedette a De Macque come maestro di cappella della Real Cappella, incarico che mantenne per tutta la vita. Dal 1625 al 1630 ricoprì inoltre nuovamente il ruolo di organista presso l’Oratorio dei Filippini.
Fu il primo musicista napoletano a guidare stabilmente la cappella reale, dopo una serie di direttori stranieri. Il suo lavoro contribuì a consolidare la centralità di Napoli come capitale musicale, segnando il passaggio a una scuola organistica interamente italiana. Alla sua morte, avvenuta nel 1647, gli succedette Andrea Falconieri.
Oltre che organista, Trabaci fu compositore di grande inventiva, capace di unire contrappunto severo e audacia armonica. Le sue sperimentazioni influenzarono profondamente musicisti come Girolamo Frescobaldi.
Aneddoto
Dissonanze ardite
Le sue composizioni per tastiera, come le Durezze et Ligature e le Consonanze Stravaganti, stupirono i contemporanei per l’audacia delle dissonanze, considerate “stravaganti” e modernissime.Le opere
Trabaci fu autore di un vasto repertorio sacro: messe, mottetti, inni, salmi e passioni. Tra i lavori principali si ricordano i Motectorum, i Psalmarum pro vesperis e i Sacri Hymni, raccolte che testimoniano la sua attività di maestro di cappella.
La produzione profana comprende madrigali e villanelle, tra cui il Primo libro di madrigali a cinque voci e le Villanelle et arie alla napolitana. La sua scrittura vocale unisce eleganza melodica e complessità contrappuntistica.
Di straordinaria importanza è la musica per tastiera, raccolta nei due libri stampati a Napoli: Ricercate, canzone francese, capricci, canti fermi, gagliarde, partite diverse, toccate, durezze e ligature (1603) e Il secondo libro de ricercate et altri varij capricci (1615). Queste pagine, con i loro azzardi armonici e il virtuosismo contrappuntistico, hanno assicurato a Trabaci un posto di rilievo nella storia della musica europea.
Briciole di storia
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