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COMPOSERS


La vita

Formatosi nel pieno del Barocco, la sua carriera matura si svolge nella fase Tardo Barocca, un'epoca di transizione che vede la conclusione dello stile seicentesco e l'emergere dei primi fermenti razionalisti che porteranno alla nascita dell'Arcadia.

Giuseppe Felice Tosi nacque a Bologna il 28 febbraio 1619. Le prime informazioni sulla sua vita musicale sono frammentarie: risulta attivo come cantore nella Basilica di San Petronio tra il 1636 e il 1641. Questa esperienza gli permise di entrare in contatto con l’ambiente musicale cittadino, da sempre uno dei più vivaci d’Italia.

Dopo anni di apprendistato silenzioso, Tosi intraprese la carriera compositiva in età matura. Partecipò alla fondazione dell’Accademia Filarmonica di Bologna nel 1666, istituzione che avrebbe avuto un ruolo centrale nella vita musicale della città. Nel 1679 ne fu eletto presidente, segno dell’alto riconoscimento che i colleghi gli attribuivano.

Tra il 1680 e il 1683 fu maestro di cappella all’Oratorio dell’Annunziata di Ferrara, dove operava la celebre Accademia della Morte. Parallelamente, tra il 1682 e il 1683 ricoprì l’incarico di maestro di cappella presso la Cattedrale di San Giorgio di Ferrara, svolgendo un ruolo di rilievo nella vita musicale cittadina.

Dal 1686 tornò a Bologna come maestro di cappella nella chiesa di San Giovanni in Monte. Negli ultimi anni, dal luglio 1692 fino alla morte nel dicembre 1693, fu attivo nuovamente a San Petronio, questa volta come secondo organista. Il suo nome resta legato anche alla sua discendenza: il figlio Pier Francesco Tosi sarebbe divenuto un celebre teorico del canto.

Aneddoto


L’Accademico presidente

Nel 1679 Giuseppe Felice Tosi fu nominato presidente dell’Accademia Filarmonica di Bologna, segno del grande prestigio conquistato nella sua città natale.

Le opere

Nel 1683 diede alle stampe a Bologna i Salmi concertati a 3 e 4 voci, con violini e ripieni, Opera Prima, che mostrano il suo interesse per la musica sacra orchestrata. Nel 1688 pubblicò Il Primo Libro delle cantate da camera a voce sola, Opera Seconda, destinato all’esecuzione privata.

La sua produzione teatrale fu significativa: nel 1677 compose Il Celindo, favola drammatica rappresentata a Cento. Nel 1679 collaborò con Pietro Degli Antonii e Giacomo Antonio Perti per il dramma Atide, portato in scena a Bologna. Seguì Erismonda (1681), Il Vespasiano (1682, Ferrara) e Traiano (1684, Venezia). Nel decennio successivo compose altri drammi per i teatri di Venezia, Ferrara e Bologna, tra cui Orazio (1688), Amulio e Numitore (1689), Pirro e Demetrio (1690) e L’incoronazione di Serse (1691).

Compose anche un oratorio, L’Absalon, eseguito a Ferrara nel 1682 presso la Chiesa di Santa Francesca Romana. Quest’opera sacra mostra la sua abilità nel fondere drammaticità e devozione.

Briciole di storia