La vita
Formatosi nella fase di transizione tra il Tardo Barocco e la nascente Arcadia, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel nuovo stile arcadico, di cui è uno dei massimi pionieri nel campo del concerto solistico.
Giuseppe Torelli nacque a Verona il 22 aprile 1658 e si formò con Giuliano Massarotti. Nel 1676 è documentato come violinista presso la chiesa di Santo Stefano e dal 1683 nella cattedrale veronese. Nel 1684 entrò all’Accademia Filarmonica di Bologna, trasferendosi poi nella città emiliana per studiare composizione con Giacomo Antonio Perti. Suonò nella Cappella di San Petronio come violetta, distinguendosi per il virtuosismo.
Dal 1696 intraprese viaggi e incarichi all’estero: ad Ansbach fu maestro di concerto, a Berlino dedicò i suoi Concerti musicali op. 6 all’eletttrice Sofia Carlotta, ad Amsterdam pubblicò opere presso Estienne Roger. A Vienna compose l’oratorio L’Adamo scacciato dal Paradiso terrestre, eseguito a corte nel 1700. Tornato a Bologna nel 1701, riprese l’attività a San Petronio. Morì l’8 febbraio 1709.
Torelli ebbe allievi come Francesco Manfredini e Pietro Bettinozzi e fu celebrato per la sua influenza nello sviluppo del concerto solista e grosso. La sua musica per archi e tromba contribuì a definire un genere destinato a lunga fortuna.
Aneddoto
Concerti per la corte di Ansbach
Durante il soggiorno ad Ansbach, Torelli scrisse e diresse concerti che conquistarono il margravio, aprendo la strada a nuove commissioni in Germania.Le opere
La produzione di Torelli comprende quasi duecento lavori, in gran parte strumentali. Pubblicò otto raccolte, tra cui le Sonate a tre op. 1 (1686), i Concerti musicali op. 6 (1698) e i Concerti grossi con una pastorale per il Santissimo Natale op. 8 (1709). Scrisse sinfonie, sonate e concerti con solisti, oltre a brani sacri. Il suo stile, elegante e brillante, influenzò lo sviluppo della musica orchestrale europea.
Briciole di storia
della medicina