La vita
Formatosi nel pieno della cultura del Romanticismo verdiano, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca in cui convivono le poetiche del Realismo e la nuova sensibilità del Decadentismo.
Rinaldo Ticci nacque nel 1838, probabilmente in Toscana. Della sua giovinezza si conosce poco, ma fin dagli anni Sessanta dell’Ottocento risulta attivo come musicista e direttore di cappella. Le cronache locali lo descrivono come maestro rigoroso e appassionato, impegnato nella formazione di cori e nella diffusione della musica sacra nelle parrocchie e nelle chiese principali della sua regione.
Compose numerose messe, mottetti e inni, oltre a lavori di carattere profano destinati a concerti corali e a società filarmoniche. La sua scrittura, solida e lineare, si rifaceva al gusto liturgico del tempo, con attenzione all’equilibrio delle voci e alla chiarezza testuale. Alcuni suoi lavori furono eseguiti con successo in occasione di feste religiose solenni. Dopo il 1900 non si hanno più notizie certe della sua attività.
Aneddoto
Una messa per il Giubileo
Si ricorda che per un Giubileo di fine Ottocento, Ticci compose una messa solenne che fu eseguita con grande partecipazione popolare, diventando un punto di riferimento per i cori parrocchiali.Le opere
Tra le opere più note di Ticci si annoverano messe corali, mottetti e inni dedicati a festività religiose. Scrisse anche brani profani per coro, apprezzati dalle società filarmoniche della sua regione. La sua produzione, pur non ampia, testimonia l’impegno costante di un musicista che dedicò la vita al servizio della musica sacra e alla formazione di nuove generazioni di cantori.