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COMPOSERS


La vita

La sua intera carriera, sia nella fase formativa che in quella della maturità, si colloca in un fecondo crocevia culturale di metà Settecento in cui convivono e si influenzano a vicenda l'eredità dell'Arcadia, la grazia dello stile Rococò e le prime istanze razionaliste dell'Illuminismo.

Carlo Giovanni Testori nacque a Vercelli il 24 marzo 1714. Studiò musica probabilmente con il padre e poi con il canonico Giovanni Maria Brusasco, maestro di cappella del Duomo. Proseguì gli studi a Milano, dove si perfezionò nel violino e nella composizione. Tornato a Vercelli, insegnò violino e si distinse per l’attenzione verso i suoi allievi e la volontà di migliorare continuamente la didattica musicale.

Compose messe, mottetti e musica strumentale, tra cui trii e sonate. Nonostante non ricoprisse incarichi ufficiali di prestigio, era considerato “primo violinista” della città di Vercelli, come attestato dalle lettere di Quirino Gasparini a Padre Martini. La sua fama fu soprattutto legata all’attività teorica: nel 1767 pubblicò a Vercelli La musica ragionata, opera che sintetizzava in forma di dialogo vivace la trattatistica secentesca e settecentesca, ispirandosi anche alle teorie di Rameau.

Charles Burney lo incontrò a Vercelli nel 1770, ricordandolo per la piacevole conversazione. I suoi trattati furono studiati da giovani musicisti come Muzio Clementi e Giovanni Battista Viotti, che vi trovarono solide basi teoriche. Testori morì a Vercelli il 20 maggio 1782, lasciando un’eredità duratura come compositore e teorico.

Aneddoto


L’incontro con Burney

Il viaggiatore inglese Charles Burney, durante il suo tour in Italia del 1770, si fermò a Vercelli per parlare con Testori, definendo quell’incontro “una gradevole conversazione”.

Le opere

Tra le opere musicali di Testori si ricordano le Messe, i Mottetti e pagine strumentali, tra cui i Dodici trio a due violini e basso, opera seconda, conservati a Casale Monferrato, e una Sonata per due mandolini e basso, conservata alla Bibliothèque Nationale di Parigi. Queste opere, destinate a scopi didattici o a un ristretto pubblico di dilettanti, riflettono lo stile galante del secondo Settecento.

La sua notorietà resta però legata ai trattati: La musica ragionata (1767), i Primi rudimenti della musica (1771), il Supplemento alla musica ragionata (1773) e L’arte di scrivere a otto reali (1782). Queste opere, ristampate in epoca moderna, confermano il ruolo centrale di Testori nella riflessione teorica italiana del XVIII secolo.

Briciole di storia

Questo capolavoro teatrale e sontuoso di Giambattista Tiepolo raffigura il celebre banchetto con il quale Cleopatra stupì Marco Antonio.
Il Banchetto di Cleopatra (1743), Olio su tela di Giovanni Battista Tiepolo, National Gallery of Victoria, Melbourne.
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