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COMPOSERS


La vita

Formatosi all'inizio del periodo dell'Arcadia, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità in un'epoca di grande ricchezza stilistica, in cui la solidità arcadica si fonde con l'eleganza del Rococò e con le nuove idee dell'Illuminismo.

Carlo Tessarini nacque a Rimini intorno al 1690. Poco si conosce della sua formazione, ma la sua carriera lo vede attivo come violinista in numerosi centri musicali italiani e stranieri. Lavorò a Venezia, Urbino e in altre città della penisola, distinguendosi per la qualità delle esecuzioni e per la capacità di fondere gusto melodico e rigore contrappuntistico.

Negli anni successivi viaggiò in Francia e nei Paesi Bassi, stabilendosi a lungo ad Amsterdam, dove pubblicò molte delle sue opere. Qui si guadagnò la stima di editori e musicisti e contribuì alla diffusione dello stile italiano in Europa. La sua ultima attività documentata risale al 1766; morì probabilmente poco dopo, forse a Utrecht.

Aneddoto


Un editore olandese entusiasta

Si racconta che un editore di Amsterdam, colpito dalla chiarezza didattica delle opere di Tessarini, dicesse che i suoi libri “insegnavano da soli” anche a chi non aveva maestro.

Le opere

La produzione di Tessarini comprende sonate per violino e basso continuo, concerti per violino e orchestra, trii e quartetti da camera. Le sue raccolte furono pubblicate in Italia e all’estero, soprattutto a Parigi e Amsterdam. Particolarmente noti i Concerti a cinque e le Sonate a tre, apprezzati per lo stile elegante e cantabile.

Compose anche testi a carattere didattico per l’apprendimento del violino, diffusi nelle scuole musicali europee. La sua musica, destinata a un pubblico di professionisti e dilettanti, riflette il gusto internazionale del Settecento.

Briciole di storia


I vizi degli italiani

In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.

Natura morta di Cristoforo Munari, caratterizzata da una composizione ricca e articolata, nello stile tipico del Primo settecento. Su un tavolo coperto da un drappo rosso sono disposti in disordine studiato dei libri, delle preziose porcellane cinesi, che sono quasi una sua firma, un piatto carico di frutta, un cofanetto misterioso e altri oggetti. La luce teatrale esalta la diversa resa delle superfici, creando un'atmosfera opulenta, ma anche intima.
Libri, porcellane cinesi, vassoio di frutta (1710), Olio su tela di Cristoforo Munari, collezione d’arte della Fondazione Manodori, Reggio Emilia.
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