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COMPOSERS


La vita

Formatosi nel pieno del Romanticismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Realismo post-unitario.

Eugenio Terziani nacque a Roma nel 1824. Studiò con l’abate Giuseppe Baini e con Saverio Mercadante, acquisendo una solida formazione musicale. La sua carriera lo portò a dirigere nei principali teatri italiani ed europei: fu direttore d’orchestra alla Scala di Milano, al Teatro Apollo di Roma, a Venezia e a Madrid. Parallelamente svolse attività didattica presso l’Accademia di Santa Cecilia, dove formò numerosi allievi.

Compose musica sacra, opere teatrali e pagine sinfoniche. Il suo stile univa la tradizione italiana alla sensibilità drammatica tipica dell’Ottocento. Morì a Roma nel 1889, lasciando un ricordo vivo nella vita musicale cittadina. Suo figlio Raffaele (1860–1928) proseguì la tradizione familiare come direttore della Filarmonica Romana e vicepresidente dell’Accademia di Santa Cecilia.

Aneddoto


Una famiglia musicale

Anche il figlio Raffaele, nato a Roma nel 1860, divenne un apprezzato musicista, proseguendo la tradizione paterna e contribuendo a rafforzare il ruolo della famiglia Terziani nella vita culturale romana.

Le opere

Le composizioni di Eugenio Terziani comprendono messe, mottetti e oratori, oltre a opere teatrali di argomento storico e drammatico. Scrisse anche lavori sinfonici destinati alle sale da concerto, che rivelano la sua padronanza orchestrale e il gusto per i contrasti dinamici.

Sebbene non tutte le sue opere siano giunte fino a noi, la sua produzione mostra un autore versatile e impegnato, capace di unire la scrittura liturgica con il teatro e la musica strumentale.

Briciole di storia


La gloriosa fine della Repubblica Romana

Dopo la fuga del Papa, il 9 febbraio 1849 venne proclamata a Roma la Repubblica Romana, esperimento di democrazia avanzatissima guidato da un triumvirato con a capo Giuseppe Mazzini. La Repubblica promulgò una costituzione che prevedeva il suffragio universale maschile, l'abolizione della pena di morte e la libertà di culto. Ma le potenze cattoliche europee, in particolare la Francia di Luigi Napoleone Bonaparte, inviarono un esercito per restaurare il potere del Papa. La difesa della città fu guidata da Giuseppe Garibaldi, che con i suoi volontari si coprì di gloria in battaglie memorabili come quella del Gianicolo. Dopo un mese di assedio, la Repubblica, schiacciata da forze soverchianti, fu costretta a capitolare il 4 luglio. Sebbene sconfitta, divenne il simbolo più luminoso e potente del Risorgimento democratico.

Grandiosa tela storica del Romanticismo italiano, che usa un episodio medievale come potente allegoria delle lotte per l'indipendenza del Risorgimento.
I Vespri Siciliani (1846), Olio su tela di Francesco Hayez, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma.
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