La vita
La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno del grande alveo del Romanticismo italiano, spingendosi fino alle soglie del Realismo post-unitario.
Stefano Tempia nacque a Racconigi il 5 dicembre 1832. Figlio di Giovanni Battista, capo musica militare, ricevette i primi insegnamenti di violino dal padre, proseguendo poi sotto la guida di Luigi Felice Rossi. Nel 1853, a soli ventun anni, ottenne l’incarico di maestro di cappella nella collegiata di Trino Vercellese, ruolo che mantenne fino al 1859.
Dopo il ritorno a Torino divenne violino solista e direttore d’orchestra al Teatro Carignano, guadagnandosi un ruolo di primo piano nella vita musicale cittadina. Nel 1862 entrò come maestro nella Cappella di Corte e successivamente insegnò violino al Liceo Musicale. Dal 1868 si dedicò prevalentemente all’insegnamento del canto corale, formando generazioni di cantori e contribuendo a diffondere la pratica corale nelle scuole torinesi.
Nel 1875 fondò l’Accademia Corale Stefano Tempia, che divenne ben presto un punto di riferimento per la cultura musicale piemontese. Parallelamente svolse attività di critico musicale, scrivendo articoli per giornali come la Gazzetta Piemontese. La sua produzione comprende più di duecento composizioni tra messe, musica orchestrale, operette e brani da camera. Morì improvvisamente a Torino il 25 novembre 1878.
Aneddoto
Il Canzoniere delle Scuole
Tra le sue pubblicazioni didattiche, il Canzoniere delle Scuole e delle Famiglie divenne popolare in Piemonte, diffondendo il canto corale anche al di fuori delle istituzioni professionali.Le opere
Fra le opere sacre spicca la Messa solenne scritta nel 1864 in memoria di Carlo Alberto di Savoia. Compose inoltre l’operetta Amore e Capriccio, rappresentata al Circolo degli Artisti di Torino nel 1869, e lavori orchestrali come La carovana. La sua produzione include anche numerosi brani per violino e pianoforte, musiche da camera e composizioni vocali da salotto.
Il suo contributo alla didattica fu significativo: oltre al Canzoniere, pubblicò lo Studio sulla musicografia (1873), dedicato a proposte di rinnovamento della notazione musicale. La sua eredità si perpetua ancora oggi attraverso l’Accademia Corale che porta il suo nome.
Briciole di storia
La grande epidemia di colera
Mentre il Piemonte si preparava a grandi manovre diplomatiche e militari, l'intera penisola italiana fu colpita nel 1854 da una terribile epidemia di colera, la più grave del XIX secolo. La malattia, arrivata via mare, si diffuse rapidamente a causa delle scarse condizioni igieniche, colpendo soprattutto le città più popolose e i quartieri più poveri. Si contarono decine di migliaia di vittime in tutta Italia. L'epidemia non solo portò morte e disperazione, ma mise anche a nudo l'arretratezza delle conoscenze mediche e delle infrastrutture sanitarie. L'unica difesa era la quarantena, che paralizzò i commerci e la vita sociale, lasciando una traccia profonda nella memoria collettiva del paese.
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