La vita
La sua breve carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente nel cuore del Fin de siècle, in un'epoca in cui si intrecciano Verismo, Decadentismo e Simbolismo.
Silvio Tanzi nacque a Sassello nel 1879 in una famiglia di forte orientamento culturale e politico. Il padre Carlo, avvocato socialista triestino, era amico di Filippo Turati, mentre la madre Giuseppina Biraghi trasmise ai figli sensibilità e rigore. La sorella maggiore Lidia fu madre della scrittrice Natalia Ginzburg, mentre la sorella Drusilla divenne compagna e musa del poeta Eugenio Montale. In questo ambiente di fermento intellettuale Tanzi crebbe sviluppando precocemente passioni letterarie e musicali.
Come compositore mise in musica poesie di Paul Verlaine e Gabriele d’Annunzio, rivelando un gusto raffinato e attento alle nuove correnti simboliste. Parallelamente intraprese l’attività di critico musicale, collaborando con Il Nuovo Giornale di Firenze, Il Secolo di Milano, la Rivista Teatrale Italiana, Il Marzocco e La Lettura, mensile illustrato del Corriere della Sera. I suoi articoli mostrano lucidità analitica e capacità di cogliere il legame tra musica e società.
La sua vita fu però breve e tormentata: il 29 novembre 1909 si tolse la vita nei giardini pubblici di Milano. Fra i lavori lasciati incompiuti figura un’opera su Peer Gynt di Henrik Ibsen. La sua adesione alla massoneria, comune a molti intellettuali del tempo, riflette il suo interesse per le correnti culturali e politiche progressiste. Morì a soli trent’anni, lasciando un ricordo vivo presso i contemporanei.
Aneddoto
Uno zio ricordato da Natalia Ginzburg
Nel romanzo Lessico famigliare, Natalia Ginzburg ricorda lo zio Silvio che, pur suonando maldestramente al pianoforte con un dito solo, riusciva a commuovere chi lo ascoltava per la sincerità del sentimento.Le opere
Tra i lavori di Tanzi si ricordano la musica per la poesia Mattinata di Gabriele d’Annunzio (1901), liriche su versi di Paul Verlaine, e l’opera incompiuta Peer Gynt. Scrisse inoltre saggi e articoli che costituiscono un corpus critico di valore, rivelando il suo ruolo di ponte tra il mondo musicale e quello letterario.
Le sue composizioni, in gran parte perdute, sono oggi conosciute soprattutto attraverso i riferimenti letterari. Eugenio Montale lo ricordò in alcune poesie degli Xenia, mentre Natalia Ginzburg lo evocò nel suo capolavoro autobiografico Lessico famigliare. Anche se la sua musica non ebbe il tempo di diffondersi, la sua figura rimane significativa come esempio di intellettuale musicista nell’Italia dei primi del Novecento.
Briciole di storia
Il regicidio di Monza, o l'anarchico che venne dall'America
La sera del 29 luglio 1900, a Monza, il Re d'Italia Umberto I stava rientrando in carrozza dopo aver assistito a una manifestazione sportiva. Improvvisamente, un uomo sbucò dalla folla e sparò tre colpi di pistola, uccidendolo. L'attentatore era Gaetano Bresci, anarchico emigrato a Paterson, negli Stati Uniti, e tornato in Italia appositamente per compiere il gesto. Bresci dichiarò di aver voluto vendicare le vittime della brutale repressione dei moti di Milano del 1898, per la quale il Re aveva insignito di un'onorificenza il generale Bava Beccaris. Il regicidio scosse profondamente il paese e chiuse nel modo più tragico la crisi di fine secolo, un periodo di forti tensioni sociali e di tentazioni autoritarie.
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