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COMPOSERS


La vita

Formatosi nella fase di transizione tra il Tardo Barocco e la nascente Arcadia, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel nuovo stile arcadico.

Giulio Taglietti nacque a Brescia intorno al 1660. Poco si conosce della sua giovinezza, ma la sua carriera è documentata da una ricca produzione editoriale. Dal 1702 fu insegnante di violino presso il collegio dei gesuiti di Brescia, contribuendo a diffondere la pratica violinistica tra i giovani studenti. Tra il 1695 e il 1715 pubblicò tredici raccolte di composizioni, tra cui sonate da camera, triosonate, concerti e arie.

Taglietti introdusse nella musica strumentale l’uso della forma “da capo”, mutuata dal repertorio vocale, segno della sua attenzione all’innovazione formale. La sua opera fu apprezzata in vita e circolò in diverse città italiane come Venezia e Bologna. Morì a Brescia nel 1718, lasciando un corpus significativo che testimonia la vitalità della scuola violinistica bresciana.

Aneddoto


Un fratello musicista

Con ogni probabilità Giulio era fratello di Luigi Taglietti, virtuoso della tromba marina, strumento allora molto in voga, del quale restano alcune composizioni.

Le opere

Tra le principali raccolte di Taglietti si ricordano le Dieci sonate da camera op. 1 per due violini e basso continuo (Bologna, 1695), i Sei concerti e quattro sinfonie a tre op. 2 (Venezia, 1696), e il Divertimento musicale di camera op. 5 (Venezia, 1706). Pubblicò inoltre le Arie da suonare op. 3 per violoncello e spinetta (1709), un Concerto a quattro con violoncello obbligato op. 6, e il Concerto a cinque op. 8 (Venezia, 1710).

Le raccolte successive comprendono le Arie da sonare op. 10 (Venezia, 1711), i Concerti à 4 con suoi rinforzi op. 11 (Bologna, 1714), e i Pensieri da camera a 3 op. 12 (Venezia, 1714, perduti). La sua ultima opera fu una raccolta di Dodici sonate per violino e basso continuo op. 13. Questo repertorio conferma l’importanza di Taglietti come figura di spicco nella musica strumentale di fine Seicento.

Briciole di storia

della medicina

Ossa a strati

Con l’Anatome ossium Domenico Gagliardi descrisse per primo la struttura lamellare delle ossa. L’opera ebbe fortuna europea e fu ristampata a Leida nel 1723.