La vita
Non essendo nota la data di nascita, non è possibile definire il suo periodo di formazione; tuttavia, la sua maturità artistica si colloca pienamente nella prima fase del Barocco.
Francesco Rognoni Taeggio nacque a Milano nella seconda metà del XVI secolo, figlio del compositore Riccardo Rognoni e fratello di Giovanni Domenico. La famiglia, legata ai Visconti, aveva trovato stabilità a Milano dopo l’esilio dalla Val Taleggio. Francesco crebbe in un ambiente musicale di alto livello, apprendendo violino, viola bastarda, flauto e altri strumenti.
La sua carriera è documentata dai frontespizi delle sue opere: nel 1610 fu maestro di cappella del principe Francesco Filiberto di Masserano; nel 1613 capo musico degli strumenti presso Juan de Mendoza, governatore di Milano; nel 1620 maestro di cappella a Sant’Ambrogio Maggiore. Ricevette onorificenze pontificie come cavaliere e conte palatino e mantenne contatti con l’arciduca Carlo d’Austria e il re di Polonia Sigismondo III Vasa.
Pubblicò raccolte di messe, mottetti, madrigali, canzoni e trattati. La sua Selva de varii passaggi (Milano, 1620) divenne celebre come manuale di ornamentazione vocale e strumentale, fondamentale per la prassi esecutiva barocca. Morì dopo il 1626, probabilmente ancora a Milano, lasciando un’eredità che influenzò profondamente la scuola violinistica europea.
Aneddoto
Un virtuosismo leggendario
Si racconta che Rognoni impressionasse i suoi contemporanei improvvisando variazioni ardite su mottetti di Palestrina durante le funzioni a Sant’Ambrogio.Le opere
Tra le opere principali figurano le Canzoni francesi (1608), le messe e mottetti dell’Opera seconda (1610), il Primo libro de madrigali (1613) e lo scolaro di violino (perduto). Nel 1620 diede alle stampe la monumentale Selva de varii passaggi, che raccoglie esempi di diminuzioni su intervalli, scale, cadenze e interi brani polifonici.
Seguono le Missarum et motectorum (1624), le Correnti e Gagliarde (1624, perdute), e il concerto Ave Virgo benedicta (1626). Alcuni esempi delle sue diminuzioni furono inclusi in raccolte europee fino al 1642. La sua opera rimane essenziale per comprendere la tecnica violinistica e l’arte dell’improvvisazione secentesca.