Pietro Metastasio

Gregorio Caloprese, busto a Scalea

Metastasio in Calabria e a Napoli

Metastasio in Calabria e a Napoli. Qui un'antica incisione raffigurante Reggio Calabria
incisione raffigurante Reggio Calabria

Nel 1712, il Gravina accompagna Pietro a Scalea, passando per Napoli, dove risiede il cugino, il filosofo Gregorio Caloprese, studioso di Cartesio, perché il discepolo completi la sua formazione filosofica. Metastasio in Calabria studierà filosofia e amerà la cultura meridionale, passione che serberà per tutta la vita.

Il filosofo Gregorio Caloprese

Scrive il Puccinelli, che circa in quel periodo venne a Roma dalla Calabria tale di nome D. Gregorio Caloprese, cugino del Gravina. Egli era uno dei più grandi filofofi di quel tempo, seguace di Cartesio. Venute le vacanze autunnali, il Gravina partì da Roma in compagnia del suddetto Caloprese. Il primo intendeva ritornare alla sua residenza nella Scaléa. Il secondo voleva rivedere la Patria, i parenti, e in particolare la madre. Con loro condussero il giovane Pietro Metastasio.


Viaggio nella metropoli di Napoli

Nel loro passaggio per Napoli si trattennero per qualche giorno in quell’illustre metropoli. Siccome tutti e due erano là ben noti, ebbero occasione di condurre Metastasio da molti ragguardevoli personaggi. Fra gli altri lo presentarono al Presidente del Sacro Consiglio Sig. D. Gaetano Argento. Lì, alla presenza di moltissimi letterati invitati per l’occasione, Metastasio improvvisò su invito del suo Maestro. Cantò
80 Ottave, sopra un tema datogli all’improvvifo. Mostrò tanta facilità, erudizione, vaghezza di espressioni, e di fentimenti. Agli ascoltatori suscitò infatti meraviglia, e stupore. Dopo di che, essi proseguirono il loro viaggio.


In Calabria

E il Gravina sbrigò in Calabria le faccende che l’avevano portato là. Ritornò quindi in Roma chiamato dai suoi affari, e dall’insegnamento. Lasciò nella Scalea il suo allievo Metastasio, affidandolo al cugino Caroprese. Sotto di lui Metastasio studiò con molta applicazione la Filofofia cartefiana, con piena soddisfazione del Maestro.

I luoghi incantati dell’Italia meridionale

Nell’epistolario, Metastasio, scrivendo molti anni dopo a Vienna, ricorda con affetto la «cara figura» del filosofo Caloprese e i luoghi incantati della giovinezza.

«Pietro riceverà gli insegnamenti filosofici da uno dei maggiori e più interessanti esponenti di quella cultura dell’Italia meridionale con cui negli anni successivi, sino alla sua stessa uscita dal mondo, il Poeta Cesareo misurerà sempre giudizi e prospettive di vita. E’ un lungo periodo la permanenza di Pietro a Scalea con il Caloprese, per lo meno dall’ottobre del 1712 al gennaio del 1714, quando egli fa ritorno a Roma».
(Mario Valente)

Lo scolaro mostrò profitto, perspicacia, e fe condità di ingegno. Terminato il corso filosofico, Metastasio ritornò in Roma, sotto la cura e la direzione di Gravina, suo antico precettore.


Gregorio Caloprese, busto a Scalea
Gregorio Caloprese, busto a Scalea

(Per approfondimenti visita il sito ufficiale della Fondazione Metastasio: http://www.pietrometastasio.com)


Mozart e Metastasio

Per i rapporti tra Mozart e Metastasio vedi https://www.mozartlacadutadeglidei.it/i-libri/

I capitoli precedenti sulla vita di Pietro Metastasio cominciano da qui.


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