
Barbara Kraft, Mozart, 1819, Vienna, Gesellschaft der Musikfreunde
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(Articoli d'approfondimento)
Flauto Magico e Illuminati di Baviera
Flauto Magico: nuova chiave di lettura degli Illuminati di Baviera
Mozart e Mayr
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Mozart illuminato a Vienna
Le seguenti notizie sono ricavate da articoli pubblicati
sui Quaderni Grigionitaliani e scritti
da
Luca Bianchini e Anna Trombetta.
La Loggia Zur Wahren Eintracht (Alla vera concordia) era la più importante della capitale. L'altra si chiamava Zur Gekrönten Hoffnung (Alla speranza coronata). Gli anni ottanta sono il periodo di massima espansione della Massoneria illuminata. Nel 1784 le Logge dell'Impero Asburgico erano 57 e 17 solo in Austria, come risulta da fonti ufficiali di polizia, che già sospettava infiltrazioni antimonarchiche e istanze progressiste. Mozart entrò ufficialmente a ventotto anni, il 14 dicembre del 1784, nella piccola Loggia Zur Wohltätigkeit (Alla beneficenza), arruolato dall'illuminato Maestro Otto von Gemmingen (nom de guerre Antonius), amico del musicista dai tempi di Mannheim. La sua loggia dipendeva dall'illuminato von Born (nom de guerre Furius Camillus). Nel 1783 Gemmingen era stato ospite della loggia dell'illustre scienziato per tenere un discorso, in cui incoraggiava Born a proseguire nella lotta "contro gli errori del misticismo".
Anche Mozart percorse i gradi della gerarchia
da Apprendista a Compagno, il 7 gennaio 1785, e infine, nella primavera di quell'anno, Maestro. Il musicista era assiduo frequentatore delle sedute, che si tenevano anche in altre officine. Per questo motivo, onde evitar confusione, si firmava col nome completo della loggia d'appartenenza: "Mozart von der Wohltätigkeit" (Mozart della Beneficienza). Leopold Mozart, nel viaggio a Vienna del 1785, si iscrisse alla loggia del figlio, perché anche lui simpatizzava con gli illuminati, avendo intessuto ottimi rapporti con il massone illuminato Wolfsegg, che gli aveva prestato del denaro.
Il 1785 è l'anno delle persecuzioni dell'Elettore di Baviera
contro gli illuminati, che si infiltrarono tra i massoni, come fece Mayr. Preoccupato per gli illuminati e "per gli imbrogli" dei massoni, anche Giuseppe II intervenne con un decreto, l'11 dicembre del 1785, per limitare il numero delle logge viennesi, imponendo ai massoni di dichiarare il numero degli aderenti. Nel gennaio del 1786 la Zur Wohltätigkeit di Mozart si unì alle più influenti Zur Gekrönten Hoffnung e Drei Feuren (Tre Fuochi), contando circa duecento membri, raccolti nella Zur Neugekrönten Hoffnung (Alla Nuova Speranza Incoronata). La loggia di Born si chiamò Zur Wahrheit (Alla Verità ).
L'imperatore finì col favorire la fazione di coloro, che all'interno delle logge osteggiavano Born e i suoi compagni, i quali voltarono le spalle alla Massoneria.
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