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"The Golden Stairs" (1866), olio su tela, 277 x 117 cm, del pittore Edward Burne-Jones (Tate Gallery, Londra)"


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Johann Wolfgang Goethe, ritratto.

Progetto Mayr

I dolori del giovane Werther

Le seguenti notizie sono ricavate, in sunto, dal libro Goethe, Mozart e Mayr fratelli illuminati, scritto dai musicologi Luca Bianchini e Anna Trombetta e pubblicato dalla Arch'

Il romanzo epistolare Die Leiden des jungen Werthers (I dolori del giovane Werther) ' stato pubblicato a Lipsia nel 1774. Goethe ne rielabor' il testo dal 1782 e solo nel 1787 dar' alle stampe la versione definitiva. "Scrissi il Werther ' dice Goethe - in quattro settimane, senza che prima avessi mai messo in carta uno schema dell'insieme o la trattazione di qualche parte". Goethe aveva preso spunto da esperienze personali, essendosi innamorato, nel 1772, di Charlotte Buff, ch'era fidanzata del suo amico Kestner. Ancora nel 1773 aveva preso una cotta per la signorina La Roche, gi' coniugata a Brentano

In entrambi i casi lo scrittore riusc' ad autodominarsi, imponendosi una dolorosa rinuncia.

Del suicidio del protagonista fu invece modello al poeta l'autentica fine volontaria di Jerusalem, un collega di Wetzlar:

"Ad un tratto ' dice - apprendo la notizia della morte di Jerusalem, e immediatamente dopo, secondo le voci generali, la pi' precisa e circostanziata descrizione del fatto; in quel momento fu trovato il piano del Werther".

Il romanzo, ispirato in parte alla sua biografia, acquist' subito un'immensa popolarit' ben oltre i confini tedeschi: ricorda Goethe che "L'effetto di questo libretto fu grande, anzi enorme, e specialmente perch' comparve nel tempo giusto. Infatti come basta una piccola miccia per far scoppiare una mina potente, cos' l'esplosione che si produsse a questo proposito nel pubblico fu fragorosa, perch' il mondo dei giovani era gi' minato".

Il libro fu tradotto in varie lingue e fu conosciuto ed imitato anche all'estero. L'abbigliamento di Werther (marsina azzurra, panciotto giallo, calzoni bianchi, stivali con risvolto) venne adottato da moltissimi giovani. Un profumo, lanciato in quel tempo, si chiam' "Eau de Werther".

Fu una vera bomba quell'opera nei salotti colti, un po' provinciali e impacciati della buona societ' tedesca e la sua lettura si diffuse, ben presto, in tutti gli strati sociali. Se ne appropriarono con avidit' gli abitanti delle citt' di provincia, fraintendendone il significato di fondo.

All'ideale per l'eroe goethiano, che si toglie la vita, s'accompagn' una vera passione epidemica per il suicidio "alla maniera di Werther".

Goethe fu accusato, ingiustamente, di essere un turbatore delle coscienze e il Werther giudicato opera morbosa e innaturale. In alcuni stati tedeschi ne fu proibita addirittura la pubblicazione: "il 30 gennaio del 1775, su richiesta della facolt' di teologia (di Lipsia), venne proibita la vendita del romanzo".

L'opera, che aveva incontrato le ostilit' della censura religiosa, fu subito tradotta in francese da G. Deyverdun, mentre la prima versione italiana, ricavata dal testo francese, ' quella di Poschiavo del 1782, redatta dal milanese Gaetano Grassi e pubblicata dal barone e massone illuminato De Bassus (nom de guerre Hannibal) nel 1782. Il compositore Johann Simon Mayr (nom de guerre Hannibal), dell'Ordine degli illuminati di Baviera, e Maestro di Donizetti, music' questa prima versione poschiavina, variando alcuni temi del Flauto Magico di Mozart. Quest'opera, intitolata Verter, scoperta dai musicologi Bianchini e Trombetta nel 1994, ma ancora poco conosciuta, unisce in un unico ambito i tre illuminati Goethe, Mozart e Mayr.

L'arcivescovo di Milano, testimonia una lettera di Goethe a Eckermann, il 3 aprile 1829, fece acquistare dal suo clero tutte le copie esistenti sul mercato dell'edizione di Poschiavo, in modo che non andassero nelle mani dei suoi diocesani.

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