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"The Golden Stairs" (1866), olio su tela, 277 x 117 cm, del pittore Edward Burne-Jones (Tate Gallery, Londra)"


Gaetano Donizetti

(1797-1848)

Buondelmonte

Tragedia lirica in 2 Atti
Prima esecuzione: 18 ottobre 1834, Teatro San Carlo, Napoli.

Libretto di Pietro Salatino
Musica di Gaetano Donizetti

Personaggi


BUONDELMONTE (Tenore)
BIANCA DEGLI AMIDEI (Soprano)
LAMBERTO, suo fratello (Baritono)
ELEONORA DE' DONATI (Mezzosoprano)
IRENE DE' DONATI, sua figlia (Soprano)
TEDALDO (Basso GIOVANNA, confidente di Bianca (Mezzosoprano)
MOSCA LAMBERTI (Basso)
ODERIGO FIFANTI congiunto degli Amidei (Tenore)
STIATTA UBERTI (Basso)
CORO DI CONGIUNTI E FAMILIARI degli Amidei dei Donati.

Scene : Firenze. L'epoca l'anno 1215.

Sala terrena in casa dei Donati.

Scena prima
I congiunti, e familiari dei Donati.
CORO
In Firenze ei fe' ritorno: sarà lieto questo giorno; ah! ne' cori degli amanti quanta gioia sorgerà. Questo tetto in pochi istanti Buondelmonte accoglierà. Al suo fianco omai d'Irene la beltà qui vanto ottiene; egli reca sulla fronte vago il raggio dell'amore. Luce accresce un Buondelmonte de' Donati allo splendor.

Scena seconda
Irene, Tedaldo, Eleonora, e detti.
IRENE
Sì; vien di gioia alfine al mio core un sorriso; il mio diletto invano portava il piè lontano: egli ritorna, e sacra qui mi trova alla promessa fede, al nostro affetto. Leggerà nel mio sguardo qual è per lui, quant'è l'amore ond'ardo. Mio ben, deh! vieni a rendere a questo sen la pace, pura si vegga splendere d'Imen la bella face. La terra, il ciel sorridere si vegga al nostro amor. Non rieda più di palpiti fra noi poter funesto; al tuo venir dileguisi fin l'ombra del dolor.
TEDALDO
Pensa ben che il tuo contento rea cagione di tormento forse ad altra diverrà.
CORO
Sei felice, o bella Irene. Godi, esulta.
TEDALDO
Pensa.
IRENE
(a Tedaldo) Ohimè! Giorno quest'è di giubilo; deh! non turbarmi il core; non sorga idea che arrendersi ei possa a quell'amore, che primo lo ferì.
ELEONORA
Oh! scaccia dal petto quel vano sospetto di tristo destino: l'Imene vicino a tanto soffrire compenso darà.
IRENE
Ei venga, e d'Irene la calma sarà. Egli udrà dal labbro mio che l'amai costante ognora, ch'io fedel son come allora che piangendo mi lasciò. E se udir da lui poss'io che a me visse ognor costante, scorderò da quell'istante quanto affanno il cor provò.
ELEONORA e CORO Chi di te diviene amante come mai tradirti può? TEDALDO Non t'accenda quell'amante, che ad un'altra amor giurò.

Scena terza Mosca e detti.
ELEONORA
Amici, Buondelmonte giunto in Firenze ormai, solenne giuro d'esser consorte a Irene quest'oggi segnerà.
IRENE
Del mio gioire voi pur godete amici. Quanti sospiri ei costa al core! Un serto se l'amistà mi cinge, fausto presagio sia d'avvenir più felice all'alma mia.
TEDALDO
(ad Eleonora) Donna, imprudente donna, pria d'unir Buondelmonte alla tua figlia pensa bene che ascoso esser puote un abisso ove tu cerchi i molli fiori, e avvien che in quel si cada quando... ELEONORA Non più, Tedaldo. TEDALDO Donna, bada. IRENE Non han forse i Donati illustre nome al par de' Buondelmonti? MOSCA Sì; ma udite di Mosca i detti: Irene esser felice spera da questo nodo... Buondelmonte pentirsi un dì potria... ELEONORA e IRENE Che?... MOSCA Non è stolta la parola mia, egli a Bianca promise esser consorte; promise a Bianca, figlia degli Amidei. IRENE Costrinse il suo labbro domestica ragione; cessata quella, del suo cor dispone. MOSCA Ma può del core, o Irene, disporre un uom, non dell'onore. ELEONORA Mosca, fuor di tempo consigli. IRENE Madre, vieni.
MOSCA
Ite: secure non sarete intanto che questa gioia non si cangi in pianto. Tutti partono.

Scena quarta
Buondelmonte solo, indi Tedaldo.
BUONDELMONTE
O soglia amica all'amor mio, ti veggo; nel baciarti respiro!... Buondelmonte, qui tu rechi d'amore il core ardente, ah! recarlo potessi anche innocente! Parmi... ah! Tedaldo... tu qui sei?
TEDALDO Più strano è il veder Buondelmonte in queste mura. Giovane incauto! Un sacro patto sprezzi, che a Bianca ti stringea (E'l sa Firenze tutta) pria che madre stolta al tuo sguardo presentasse figlia più stolta ancor se fida in te. BUONDELMONTE Che dici? TEDALDO D'un cor sincero ascolta i detti amici. Degli Amidei la vergine innocente sul giuro tuo riposa; che vuoi da Irene tu? BUONDELMONTE Farla mia sposa. TEDALDO In te stesso chiedi al core se gli cal tradir l'onore, se gli cal mancar vilmente alla fede che giurò. BUONDELMONTE Oh! martir! TEDALDO Se può dolente veder lei, che tant'amò. BUONDELMONTE Amo Irene, e sacri a lei tutti sono i giorni miei. A lei penso, e me diviso da me stesso io sento allor.
Il poter del suo sorriso non dimentico un istante: adorar quel bel sembiante è la legge del mio cor.
TEDALDO
Ah! se Bianca fia tradita, avrà vita di dolor! Vieni a Bianca...
BUONDELMONTE No, Tedaldo; ché mi chiama altrove amor. TEDALDO Ma vorran di tanta offesa gli Amidei ragion da te. BUONDELMONTE Fia per lor non lieve impresa il cercar ragion da me. Solo consiglio amor mi dà; ogni periglio sfidar mi fa. Che giunga a togliermi colei dal core non v'ha terrore, poter non v'ha. TEDALDO Da te si manca di fedeltà? Così di Bianca non hai pietà? Prevedo atroce livor feroce, che il sangue spargere forse farà. Parte.

Scena quinta
Buondelmonte, indi Irene.
BUONDELMONTE Egli sa tutto; forse agli Amidei va delatore. IRENE Buondelmonte! BUONDELMONTE Irene! IRENE Oh, come lento scorse della tua assenza il tempo! BUONDELMONTE A te ritorno. IRENE Ah! mio tesoro; parmi che sul tuo volto la mestizia sieda;
forse fia vero il grido, che udii poc'anzi?
BUONDELMONTE
E qual?
IRENE
Che debba in pianto qui la gioia cangiarsi. BUONDELMONTE Che dici? IRENE E che pentirti del nostro amore tu potresti un giorno. BUONDELMONTE E chi svegliò in tuo petto l'oltraggiante sospetto? L'ardito scopri; fa' ch'io lo conosca. IRENE Un de' Lamberti fu... BUONDELMONTE Lamberti? IRENE Mosca. BUONDELMONTE (per partire sdegnato) Mosca! Ch'io vada. IRENE Ascoltami. Amico suo non sei? BUONDELMONTE Congiunto è d'Amidei. IRENE È forse... BUONDELMONTE È traditor. IRENE Se credi ch'empia sorte aver per me potresti: se, fatto a me consorte, tremare ognor dovresti; mi crederai la rea di così tristo amor:
e forse a quell'idea ti languirà l'ardor.
BUONDELMONTE
Temer non déi, mio bene; l'ardor in me non langue. Sarò lo stesso, Irene. Ancor cadendo esangue non curo il mondo intero, sol bramo il tuo bel cor; tu sei pel mio pensiero l'imagine d'amor.
IRENE
Vieni, o caro; che più attendi?
BUONDELMONTE
Pria... ch'io vada a quell'indegno...
IRENE
Giusto ciel! Che far pretendi?
BUONDELMONTE
Tutto in lui sfogar lo sdegno; vo' che pria quell'alma stolta incominci a paventar.
IRENE
Che fai tu?... T'arresta... ascolta... perché farmi palpitar! Deh! non far che in dubbio atroce a tremar per te mi sia! Dell'altare sulla via il dolor m'ucciderà. Del tuo bene sia la voce, che ti calmi in tal momento: se mi lasci, lo spavento questa vita troncherà.
BUONDELMONTE Ah! m'opprime quel vederti. Sol per me così tremante non temer, quest'alma amante fida a te ritornerà. A me noto è assai Lamberti; fabbro è sol di frode, e inganno: forse adesso in nostro danno quel crudel congiurerà. Partono. Gabinetto in casa degli Amidei.

Scena sesta
Bianca sola, indi Giovanna.
BIANCA
Oh! perché mai giungesti, e ancor non voli a ridonar la calma alla tua Bianca? In te forse l'amore si cancellò?... Sarei delusa?... Sempre... sempre, sogno fatal, io ti rammento! Voce nel cor non sento, che mi ripeta: è fido. Ah! mentre addio dicea. Io sola sospirava; io sol piangea! Deh! vieni, mio bene, ti chiama quest'alma: lo sguardo primiero sia luce di calma; il primo sospiro sia foco d'amor. Sul ciglio di Bianca tu legger potrai che solo il suo nume tu fosti e sarai... Ma invano ti chiama ti cerca il mio cor: ah! forse non odi la voce d'amor.
GIOVANNA
Bianca...
BIANCA
Che rechi?
GIOVANNA
Ti reco affanno. È de' Donati nella magione.
BIANCA
Ah!
GIOVANNA
Dir di volgo non sempre è inganno. Presago il sogno parlava a te. Egli ama Irene...
BIANCA
Deh! taci... ahimè! Al mio seno l'ingrato non vola; ei più affetto per Bianca non sente! Prima il core m'accende, m'invola, poi lo sprezza, e d'amarmi si pente. Ei calpesta la fede, e l'onore: ad un'altra... ad un'altra sen va! Ah! crudele! Di Bianca il dolore vendicato dal cielo sarà.
GIOVANNA Giusto il cielo cotanto dolore sull'ingrato cadere farà.

Scena settima
Lamberto, che sarà stato a udire le ultime parole di Bianca, e dette.
LAMBERTO
Ognor tu gemi, e che? non l'odii ancora? Ancor di tanti oltraggi non senti il peso?
BIANCA
Che mai dici? Odiarlo? Lamberto... e il posso?... Ah! troppo forte in petto quell'imago è scolpita... Cancellarla solo al cielo si spetta... LAMBERTO Altro in terra il potrà. BIANCA Che? LAMBERTO La vendetta Il sangue, o Bianca BIANCA Taci... Fin ch'io viva giammai. LAMBERTO Del nostro nome custode io son... Te troppo illude Amore... sorella, il tuo cordoglio d'Irene dei Donati orna il trionfo. Egli la guida all'ara. BIANCA Che ascolto!... Ah! segui... La fatal novella chi mai recò?... LAMBERTO Mosca... Poc'anzi il vide ei stesso alla magione dei Donati correr furtivo al nuzial festino. BIANCA Ohimé! LAMBERTO Ti duole ancor del tuo destino?
BIANCA
(irata) Giovanna; io son tradita, e la rival gioisce; e Buondelmonte... Buondelmonte crudel vive per lei... (avviandosi) Ah! che io prima rivegga il traditore...
GIOVANNA
Ove mai corri?
BIANCA
In braccio al mio dolore. Parte.
GIOVANNA
Misera! Io pur ti seguo. Parte.
LAMBERTO Del tradimento ei non godrà. Tremenda la mia vendetta sull'ingiuria scenda. Parte.
Galleria in casa dei Donati.

Scena ottava
I congiunti, e familiari dei Donati; indi Eleonora, Buondelmonte, ed Irene.
CORO
Giuraste omai di rendervi per sempre uniti insieme. Il vostro giuro ascendere al nume in ciel dovrà. Col riso, ch'è degli angioli sola delizia e speme, l'accolga, e sempre vivida la fede in voi starà.
ELEONORA Figli, più non mi resta che vedervi all'altar pria del tramonto. BUONDELMONTE Poter non vi sarà che omai divida due cor dal cielo uniti. CORO Il ciel v'arrida.
Parte.

Scena nona Tedaldo e detti.
Indi Bianca, Lamberto, Mosca e Giovanna. In ultimo poi i congiunti e familiari dei Donati. TEDALDO Amico... BUONDELMONTE A me ritorni ansante a ché? TEDALDO Bianca or vid'io. BUONDELMONTE Ma lascia di più nomarla a me TEDALDO Vér qui s'inoltra... BUONDELMONTE Bianca?... Che dici?... IRENE Ohimè! Deh? sposo mio! BUONDELMONTE Qual timor?' ELEONORA Che pretende?... TEDALDO Eccola. BIANCA (s'arresta) Oh! Dio!
Quadro generale
BIANCA e IRENE
(Terribile è questo, momento fatale; in petto m'assale geloso furor. Di quella al cospetto non regge il mio cor!)
BUONDELMONTE
(Terribile è questo, momento fatale; in petto m'assale ignoto rancor. Di quella al cospetto non regge il mio cor!)
ELEONORA e GIOVANNA
(L'amante si trova in punto fatale; lo veggo: l'assale un giusto terror. Di Bianca al cospetto non regge il suo cor.)
LAMBERTO e MOSCA
(Si trova l'indegno in punto fatale; lo veggo: l'assale un giusto rossor. Di Bianca al cospetto non regge il suo cor.)
TEDALDO
(Terribile è questo momento fatale; e tristo segnale sarà di livor. Qual tempo funesto prevede il mio cor!)
BUONDELMONTE
Ah! Tedaldo?...
IRENE
(a Bianca) Che cerchi? Che vuoi?
TEDALDO
(piano a Lamberto) Deh, ti frena.
BIANCA (guardando con angoscia Buondelmonte) Ch'io vegga un ingrato! IRENE Buondelmonte!
TEDALDO
(a Buondelmonte) (Ti mova il suo stato.) (ad Eleonora) Vedi: il vero Tedaldo parlò.
BIANCA
(a Buondelmonte) Io son Bianca: io son colei, cui giuravi tanto amore; stolta allor quand'io credei al tuo labbro seduttore! Su quel labbro è il giuramento debol suon, che perde il vento; ah! tu formi la sciagura di colei, che ognor t'amò.
LAMBERTO
(a Tedaldo) Se più debbo qui restarmi io frenarmi non saprò. BIANCA (a Buondelmonte) Parla... parla a me rispondi. ELEONORA e GIOVANNA (Qual cimento!) BIANCA Ti confondi? Buondelmonte è quasi commosso, Irene lo guarda. IRENE (Si commove!) BIANCA Ed io sperava che pentito... IRENE No... nol puote? egli al cielo... a me giurava. BUONDELMONTE (ad Irene) Taci... (a Bianca) Ah! parti.
BIANCA
Ah! questo ancor!
IRENE
(a Bianca) Va': la speme omai disgombra; mio quel core fa il destino: non avresti neppur l'ombra del riposo a lui vicino.
BIANCA
Tu mel togli.
IRENE
Non son io; è la fé, che mi giurò egli parli; egli ti dica se mancare a quella può!
BIANCA
Buondelmonte.
BUONDELMONTE
(Oh Dio! che strazio!)
BIANCA
Troppo dice il tuo tacer.
LAMBERTO (avviandosi verso Buondelmonte in furia) Meco altrove parli il perfido. TEDALDO (trattenendolo) Ah, Lamberto! Qual pensier? MOSCA (a Lamberto) Taci... soffri. A tempo, a loco l'ira nostra scoppierà. BUONDELMONTE (a Bianca) Me tu déi nella tua vita abborrir per quanto amasti. Io son reo: tu sei tradita che più dir?... Saper ti basti che t'amò quest'alma... ed ora sol fuggirti omai dovrà.
BIANCA
Questi accenti!
IRENE
E v'ha più ancora: odi, Bianca.
BUONDELMONTE
(Che dirà!)
IRENE
(a Buondelmonte) Perché mai d'amor lusinga par che resti ancor in lei? Non tacere qual tu sei... non tacere qual son io... (a Bianca) Sì... lo sappi, è sposo mio;
BIANCA
(s'aggira furibonda per la scena) Già tuo sposo!... A entrambi un ferro.
MOSCA
(a Bianca) Non è l'ora...
BUONDELMONTE
Bianca!
ELEONORA
(a Irene) Ah! vieni...
IRENE
(a Buondelmonte) Qual furore! GIOVANNA, TEDALDO, MOSCA e LAMBERTO (a Bianca) Vieni... BIANCA (a Buondelmonte) No... tu non eri sì crudele... (a Irene) Hai quel vil reso infedele! Sia velen fra voi l'affetto;
da voi stessi maledetto... Seduttrice, il tradimento sangue, sangue chiamerà.
IRENE
(a Bianca adirata all'eccesso) Sangue!... vanne...
ELEONORA
Ell'è furente! Que' suoi detti! Eleonora parte, poi torna con tutti i suoi Congiunti, e Familiari. MOSCA e LAMBERTO Più non sente. Freme il cor! (Mi fa pietà!) IRENE S'allontani quella stolta, più soffrir non vo' da lei: né più vengan gli Amidei me, superbi, ad insultar. Faccia lor la rabbia accolta sollevar le ardite fronti: i Donati, i Buondelmonti non sapranno paventar. MOSCA e LAMBERTO Gli Amidei saranno pronti questa offesa a vendicar. BIANCA (a Buondelmonte) Possa il cielo ai giorni tuoi dar la pena di quest'alma: più non faccia a te di calma un sol raggio balenar. Voi l'iniqui... siete voi... tu suo pari, un empio sei. Ah! me pur ne' voti miei fate un'empia diventar! BUONDELMONTE (a Bianca) Deh! ti calma: non t'accenda un furor, ch'omai non giova... A pietade almen ti mova il tuo fiero palpitar Che felice il ciel ti renda. Credi, credi, io sol desio: perché allora il fallo mio potrà Bianca perdonar.
TEDALDO
Ah! Lamberto, par che il fato l'avvenir prepari orrendo! Ti conosco, e già comprendo che ti brami vendicar. Ma... rifletti che snudato un sol brando, altri ne appella e Firenze!... pensa a quella... la faresti lacrimar.
GIOVANNA
(a Bianca) Vieni: orrori se qui resti tu potresti suscitar.
ELEONORA Più non venga quella stolta noi superba ad insultar. ELEONORA e CORO Vanne, vanne: l'ira accolta faccia alzar le ardite fronti: ma i Donati, i Buondelmonti non sapranno paventar. Partono Bianca, Lamberto, Mosca, Giovanna e Tedaldo.
Sala come nella prima scena dell'Atto primo.

Scena prima
Irene sola, indi Lamberto.
IRENE
(smaniosa) Non riede?... Ei tarda!... Oh! smania! Mi trema il cor!... Avea squallido il volto quando lasciommi... Chi sa qual volgea nella sua mente idea?... No... Buondelmonte, tradirmi non saprai: troppo il giurasti, un empio cor non hai. Mai... oh Dio!... chi sa se Bianca rivide ei forse?... LAMBERTO Irene, se qui ancora si rechi un Amideo, non ti sorprenda, alta cagion vel'guida. Evitar grave danno oggi, me l'credi, tu sola puoi. Rispondi: t'è caro Buondelmonte? IRENE E tu me l'chiedi? Forza non v'ha che possa dividermi da lui. LAMBERTO Tu, che sua vita ami così... potrai all'ira nostra in preda oggi lasciarla? IRENE All'ira vostra?.. Io non intendo... Parla. LAMBERTO Tu ben sai ch'ei fé promise a mia suora, e la derise. Or giurata è a te sua mano, ma quel giuro io rendo vano. Ch'ei non sia della tradita, ma nemmen di te consorte: lo discaccia, e la sua vita lascia all'onta, ed al rossor. Se mel nieghi, di sua morte la sentenza ho ferma in cor. IRENE Con quei detti, ah! tu non sai qual ferita al cor mi dai!
Congiurato, iniqui, avete tutti voi di tormentarmi? Me in inganno trar volete? Avvilirmi, spaventarmi? Ma non temo, e mio consorte Buondelmonte diverrà! La minaccia della morte vana alfin restar dovrà.
LAMBERTO
Sì?...

Scena seconda
Buondelmonte e detti.
BUONDELMONTE
Lamberto!...
IRENE
(a Buondelmonte) Ah! qui noi siamo minacciati...
BUONDELMONTE
(Oh! ciel!) Ch'io solo con lui resti...
LAMBERTO
Qui nol bramo.
IRENE
(a Buondelmonte) Tu non vedi il mio terror!
LAMBERTO
(per partire) Io vi lascio...
BUONDELMONTE
(a Lamberto) No... m'ascolta...
IRENE
Buondelmonte!
LAMBERTO
E il chiedi ancor?
BUONDELMONTE
(a Lamberto) Volle un ardente amore ch'io ti recassi offesa: quella dal tuo livore funesta non sia resa: cagion di ria discordia non possa diventar.
LAMBERTO
(a Buondelmonte) Sa ognun che tu l'amico tradisti in me vilmente, mi sappia a te nemico, ognuno... eternamente! Barriera insuperabile fra noi si deve alzar.
IRENE
(a Buondelmonte) Qui ragionar d'offese più non voler con lui, quell'ira, che l'accese lascia ch'ei narri altrui, ognun saprà dell'empio la rabbia condannar.
BUONDELMONTE M'odi, Lamberto... guardati dal provocarmi a sdegno. IRENE (a Buondelmonte) Non sai qual patto orribile espose a me l'indegno? O ch'io non debba stringerti qual mi sarai consorte, o segnerà tua morte il nodo sull'altar. LAMBERTO E il dico ancora... IRENE Perfido!.. BUONDELMONTE (adirato) Tu solo déi tremar...
IRENE
(a Buondelmonte) Ah! ti calma!... chi puote cangiarmi? Chi una fiamma sopir così viva? (a Lamberto) Vanne: e sola a tua colpa s'ascriva il disprezzo che teco verrà. BUONDELMONTE (a Lamberto) Va', disgombra... il tuo sangue non cada a macchiar la magion de' Donati: non ti curo, e dovunque ten vada il mio sprezzo seguirti saprà. LAMBERTO Io vi lascio... (ad Irene) Per molti di pianto la cagione fatale sarai. Sui Donati ricada soltanto quanto sangue versato sarà. Parte.

Scena terza
Buondelmonte ed Irene, indi Eleonora.
IRENE
Che pensi?...
BUONDELMONTE
Uscir vogl'io.
IRENE
Solo?... Così?... Deh! no...
BUONDELMONTE
Di scorta alcuna uopo non vedo.
IRENE
Hai molti in Firenze or nemici…
BUONDELMONTE
(per partire) E molti amici.
IRENE
Ah!
ELEONORA
Dove, Buondelmonte?
IRENE
Madre mia!...
BUONDELMONTE
Madre, a Lamberto... ei troppo ardito...
ELEONORA
E puoi questi di pace far momenti d'ira? La sposa che sospira non ti rattien?... T'arresta. BUONDELMONTE Sì... ma forse funesta può diventar l'ira compressa... ELEONORA Ah! lascia al tempo il mitigar la rabbia insana. IRENE Sdegni non più, soltanto abbi gioia d'amor a me d'accanto. Partono. Sala recondita in casa degli Amidei.

Scena quarta
Mosca, Oderigo, Uberti, ed altri Congiunti
e familiari degli Amidei entrano; li segue Lamberto.
LAMBERTO O voi, di parentado a me congiunti liberi qui parlate: delle offese recate noi dobbiamo tutti far la vendetta. GLI ALTRI Lo vogliamo. ODERIGO Resta il pensar qual esser debba. UBERTI Quale nel grido avanzi dell'offesa il grido. LAMBERTO Mal non dici; e tu Mosca, udisti?... MOSCA Ancora qui non odo una sola, che fosse a tanta inchiesta atta parola. LAMBERTO Tu la dirai. MOSCA Fia saggio il dirla l'uom, che più ferì l'oltraggio.
LAMBERTO
Io dunque la sua vita...
ODERIGO
(a Lamberto) Odi... Parenti ha molti Buondelmonte... e tristi effetti. LAMBERTO E che? Forse impunito restar dovria?... ODERIGO No, ma si cerchi cosa, che al desir pago unisse… MOSCA (grave) Cosa fatta capo ha LAMBERTO Mosca! UBERTI (a Lamberto) Che disse? ODERIGO È saggio il preveder ove ei meni quella via, che fia scelta. MOSCA Cosa fatta capo ha... dissi... Decida Lamberto poi. LAMBERTO Pria di temer... MOSCA S'uccida. ODERIGO (a Lamberto) Ebben tu il vuoi? LAMBERTO Sì. UBERTI Che si tarda ancora? MOSCA La parola s'ascolti. LAMBERTO Ei mora.
TUTTI
Ei mora!
LAMBERTO
A questo io vi adunai. Desio di sangue è il sol, che a me ragiona: adesso io sappia chi a tal desio non s'opporrà fra voi.
ODERIGO
Io primo.
UBERTI
Uberti.
LAMBERTO
(guardando Mosca) Mosca.
GLI ALTRI
Tutti noi.
LAMBERTO
Sia noto il mio pensiero.
GLI ALTRI
Parla.
LAMBERTO
(a Mosca, Oderigo, ed Uberti) Udite. All'istante noi soli usciam, cerchiam di Buondelmonte: il primo io sarò che gli chiegga dell'insulto ragione, e la sua rabbia appena il tempo s'abbia d'oppormi il brando, ed egli mora, o vegga me spento, e voi... ODERIGO, MOSCA e UBERTI Noi seguirem. LAMBERTO Fin quando ei col suo sangue lavi l'onta: (ai congiunti) e voi qui vi terrete finché nuova giunga ch'uopo vi sia del vostro braccio: alcuno da ciò dissente? CONGIUNTI No. LAMBERTO Fedeli tutti fra noi saremo? CONGIUNTI Si.
LAMBERTO
L'odio feroce per quell'empio sarà?
CONGIUNTI
Noi lo serbiamo feroce in cor.
LAMBERTO
Giuratelo.
TUTTI
Giuriamo.
ODERIGO
Se in me dileguisi l'odio per lui, il vil mi chiamino fra' cavalier.
MOSCA
A dir che uccidasi il primo io fui: in me rispondono detti a pensier.
LAMBERTO
Cadan dal novero de' giorni miei quanti concederne a lui vorrei.
UBERTI
Uberti io sono, basta il nomarmi: de' detti al suono rispondan l'armi Cava la spada e seco tutti.
TUTTI
La spada vendichi, ma con onor, tanta perfidia del mancator.
LAMBERTO
Senno e silenzio pria del momento.
ALTRI
In faccia al perfido sdegno, ardimento.
LAMBERTO
Bianca, sollevati dal tuo dolor:
tal dì fia l'ultimo pel traditor.
ODERIGO
Ultimo, e orribile, ché tal gli spetta.
TUTTI
Tradita vergine, avrai vendetta; la spada vendichi, ma con onor, tanta perfidia del mancator. Tutti partono eccetto Lamberto ed Uberti.

Scena quinta
Lamberto ed Uberti indi Bianca e Tedaldo.
LAMBERTO Pon mente a quel ch'io dico: sian le porte chiuse della magione in fin ch'io torni. UBERTI E se Tedaldo! LAMBERTO Giova. Alcun non sorta. BIANCA Ah! mio fratel! TEDALDO Lamberto! LAMBERTO (a Bianca) Avrem vendetta. BIANCA Come? che dici? LAMBERTO Si: vendetta, o morte.

Scena sesta Mosca e detti.
MOSCA
(a Lamberto)
Vieni.
LAMBERTO (gli fa cenno di eseguire ciò ch'è stabilito) Uberti! (a Bianca che vorrà seguirlo) Qui resta. Parte seguito da Mosca. TEDALDO Oh! avversa sorte!... BIANCA Ah! stanca... stanca io sono di più soffrir!... Tedaldo, all'infelice mesto, funebre un carme si prepara... Empio!... Crudel!... Morte s'avanza... All'ara la rivale il trascina... Nella tomba ahimè! l'iniqua appresta talamo orrendo... Dunque... non v'è... non v'è pietà? Quella vendetta io non voglio, e detesto. TEDALDO Alla dolente si smarrisce il pensier: nel suo cordoglio non vede il traditore. Alma innocente, serena il cor, ten prega omai l'amico. BIANCA Se amico a me tu sei, piangi, Tedaldo, piangi i casi miei, ma... intanto Buondelmonte, corre... lo veggo alla rivale in braccio. (in delirio) Prima che al seno tuo stringa l'infida quella man, che le porgi... ah! pria m'uccida. GIOVANNA Più sommessi favellate. CORO La misera che fa? GIOVANNA Mesta, abbattuta ella s'avanza. Deh! col vostro duolo non aggravate il suo rancor! CORO Tacciamo.
BIANCA
Io più nol rivedrò!
CORO
Vieni: fa core.
BIANCA
In che sperar dovrò?

Scena settima
Tedaldo mesto e detti.
TEDALDO
Bianca!
BIANCA
Ah! Tedaldo!
TEDALDO Non offre la magion schiusa una porta, che varco fuor mi dia. BIANCA (atterrita) Come? (ai familiari) Ch'ei sorta. GIOVANNA Nol può! CORO Lamberto il vieta ancora a noi. BIANCA Iniqui tutti! GIOVANNA Oh, cielo! BIANCA (furente) Versate pur... Sangue versate... Immersa sia nel sangue vostr'ira... Che sperate? Siete di tutti orror!... Per voi tremate. Trema, Lamberto... Menti... Tu non mi sei fratello... GIOVANNA Ahimè!
TEDALDO
Qual mai furor t'invade?Calmati.
BIANCA La calma può darmi solo il cielo... a lui vicino! Or non mi resta in terra, che angoscia, che furor... Perfidi!... Io voglio di vostra man morir... Il sangue mio... (abbattuta) Sangue bramate?... Ma... a chi parlo... oh! Dio!... (a Tedaldo) Ah! forse il misero. Mentr'io qui gemo, lo spiro estremo al ciel darà! A me rivolgere cerca l'accento; me, nel lamento, chiamando va. Ah! spenta recami a lui dappresso. L'avello istesso ne chiuderà. Allor quest'anima ardente ancora, l'alma che adora consolerà. GLI ALTRI Cielo!... Alla misera tu dona aita, ché la sua vita mancando va. TEDALDO (guardando nella scena) Viene Lamberto. BIANCA (si appoggia a Giovanna) Ah! TEDALDO Sventurata! Qual gioia atroce!

Scena ottava
Detti e Lamberto con ferro nudo ed
insanguinato. Lo seguono Mosca, Oderigo ed Uberti.
LAMBERTO, ODERIGO, MOSCA e UBERTI
Sei vendicata...
LAMBERTO
Pagò la pena del tradimento.
MOSCA
(a Tedaldo) Nella tenzone l'indegno è spento.
TEDALDO
(a Lamberto) Taci, rispetta quel suo dolor.
LAMBERTO
A lei, l'affanno male or s'addice.
GIOVANNA Deh! ti rincora, Bianca infelice; qual fior recide malcauto sdegno! LAMBERTO (appressandosi a Bianca) Alfin quel vile... BIANCA Scostati, indegno. LAMBERTO Sorella! ... BIANCA Iniquo, in me l'impresa compir tu déi... (disperata) Ah! tu ben sai quest'anima quale sentiva ardore: t'amai siccome gli angeli aman d'eterno amore: e ancor tradito, credimi, favella amore in me. Io ti scongiuro, involati. Evita orribil sorte. Ah! fuggi... fuggi, salvati. Al fianco tuo sta morte: fero il pugnal de' perfidi balena intorno a te. Egli non m'ode!... Ascoltami almeno tu, gran Dio! Salvalo... deh! Perdonagli l'affanno del cor mio: e se non basta il piangere, togli la vita a me. TEDALDO (scuotendola) Cessa: non ho più lacrime per piangere con te. Ritorna alla ragione odi: ti calma... BIANCA Invano... TEDALDO Scorda un ingrato, e insano... BIANCA (per togliere il ferro a Tedaldo che lo vieta) Morte... la morte io vo'.
TEDALDO
Tu macchiarti d'un delitto che fa al mondo, al cielo orrore? Sui tuoi giorni il cielo ha dritto, non ha dritto un vano amore.
BIANCA
(pentita) Ah! conceda Iddio perdono a una mente che delira! Ma... gl'iniqui dove sono mentre Bianca qui sospira? Ah! trafitto... ei cade... ei langue. L'infelice forse muor!
TEDALDO
Voglia il ciel, che tanto sangue evitar si possa ancor! Calmati; io corro a togliere l'incauto dal periglio innanzi all'ara supplice a' piedi suoi cadrò. Se alle mie preci, al piangere non cangerà consiglio tu dell'ingrato scordati, che forse mai t'amò.
BIANCA
Vattene: tu puoi quel misero togliere al suo periglio. Vola: tu sol sei l'angelo, che consolar mi può. E se di morte annunzio ti leggerò sul ciglio, io cesserò di piangere, ché di dolor morrò. Partono.

Scena ultima
I familiari, e congiunti degli Amidei: indi Giovanna.
CORO I
Qual giorno!
CORO II
Funesto!
CORO I
Di morte, e spavento!
CORO II
A Bianca di lutto, d'estremo tormento!
TUTTI
Tu, Bianca, bel raggio del sol d'Amidei, la vittima sei d'un fiero livor. Cagione funesta d'orribile affanno per te fu l'amore. CORO I Amore tiranno! TUTTI Ah! più non t'avanza di pace speranza. All'ora sei giunta di sangue, d'orror! Giovanna! LAMBERTO Pensa all'offesa. (gitta il brando ai piedi di Bianca) LAMBERTO, UBERTI, ODERIGO e MOSCA E mira il sangue dell'offensor. BIANCA Ah! (volge altrove il guardo, e cade nelle braccia di Giovanna) TEDALDO, GIOVANNA e CORO Forsennati! Pietà di Bianca: ella già manca nel suo terror! BIANCA (sollevandosi e languente) Voce ancora m'avanza che basti a chiamarti l'orror de' viventi: la vendetta che tanto invocasti, in un punto due vite troncò. Bramo solo a quel sangue vicina dare in pace gli estremi lamenti! Su voi tutti dall'ira divina rovesciato quel sangue vedrò! (cade morente in braccio di Giovanna) TEDALDO, GIOVANNA e CORO Ella muore! Lamberto, che festi? LAMBERTO, ODERIGO, MOSCA e UBERTI Morte sola vendetta saziò. TEDALDO, GIOVANNA e CORO Sciagurati!... Dell'ira divina il flagello tardare non può.

FINE

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