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"The Golden Stairs" (1866), olio su tela, 277 x 117 cm, del pittore Edward Burne-Jones (Tate Gallery, Londra)"


Gaetano Donizetti

(1797-1848)

Alina, regina di Golconda

(Melodramma) in 2 Atti di Felice Romani eseguito il 12 maggio del 1828 a Genova

Personaggi

Alina (Soprano); Fiorina, prima delle schiave (Soprano); Seide, pretendente di Alina (Tenore); Volmar, amante di Alina (Baritono); Belfiore, amante di Fiorina (Basso); Hassan, grande ufficiale di corte (Tenore); Cora, schiava (Recitante); baiadere, bramini, grandi del regno, guardie indiane e francesi

ATTO PRIMO

Magnifico padiglione indiano nelle stanze della regina.
Il fondo è chiuso da seriche cortine.

Scena prima
Alina occupata alla toeletta. Fiorina la sta adornando.
Varie schiave colle arpe e ghirlande di fiori.

CORO
Or che da te rimuovi
del mesto lutto i veli
e il tuo bel volto sveli
in tutto il suo splendor,
luce, e letizia piovi
de' tuoi fedeli in cor.
Tal, diradato nembo
della procella oscura,
brilla per l'aria pura
l'astro del ciel maggior
e di natura in grembo
spande letizia e amor.

Alina sorge dalla toeletta, e Fiorina la segue.

ALINA
Che val ricchezza e trono
quando sospira il cor!
Tutta la vita io dono
per un sol dì d'amor.
D'amore il mondo è pieno,
ho mille amanti al giorno
quanto mi veggo attorno
parla d'amore a me.
Ma perché geme in seno
afflitto il cor;... perché?
Perché non trovo
nel mondo intiero
chi ama davvero
ed ama ognor.
Un sol ne amai,
Fiorina, il sai.
Né un altro oggetto
può entrarmi in cor.
Il mio diletto
mi rendi, amor!

Scena seconda
Hassan e dette.

HASSAN
Impazienti i principi
del tuo tardar, regina,
che si sollevi attendono
quella regal cortina,
e ai grandi, ai duci, al popolo
palesi alfine il re.

ALINA
Vana d'amor memoria,
ti parti ormai dal seno:
le tue speranze inutili
più non offrirmi almeno;
il mio destino a compiere
forza concedi a me.

FIORINA e CORO
Voti sì dolci e teneri
muovi a far paghi appieno:
veggan le genti splendere
il volto tuo sereno,
e mirin liete, e adorino
l'astro dell'India in te.

Alina fà un cenno, le cortine s'alzano. Vedonsi schierati i
Grandi, i bramini e le guardie.

Scena terza
Coro di Grandi che tributano fiori e doni alla regina. Poi Seide.

CORO
Salve, o sole, maggiore di quello
che del Gange si specchia nell'onda!
A te fiori tributa Golgonda,
arde aromi ed incensi al tuo piè.
Nuova vita, splendore novello
questo regno riceve da te.

SEIDE
Adorata regina, ormai del lutto
volsero alfine i giorni: il fato estremo
del nostro e tuo signor assai piangesti.
Un re ci promettesti,
rendici alfine un re. Noi la tua scelta
giuriam di rispettar, giuriam serbarci
al più felice ubbidienti e fidi.
I merti di ciascun libra, e decidi.
Se valor, rispetto, e fede
trova grazia agli occhi tuoi,
aspirar ciascun di noi
può del pari al tuo favor.
Ma se amor da te si chiede
puro amor costante, e fido,
mia regina, io sol confido
d'ottenere il tuo bel cor.

CORO
Ah! più d'un qual Dea l'adora
pur si tace, e a lei nol dice
ella scelga.

ALINA
Ah! un giorno ancora concedete.

CORO
Or più non lice.

SEIDE, HASSAN e CORO
Scegli alfin. Dell'India al trono
del tuo sposo un successor.

ALINA
Poiché a tal costretta sono
scelgo adunque...

Odonsi colpi di cannone in lontano.

ALINA, TUTTI e CORO
Qual fragor!

Scena quarta
Hassan e detti.

HASSAN
Di pace messaggio
la Francia ne manda.
Di porgerti omaggio
il duce domanda.

ALINA
Il duce!... e s'appella?...

HASSAN
Ernesto Volmar.

ALINA
(Volmar! ..)

FIORINA
(Quest'è bella!)

ALINA
(Mi sento mancar!)
(sviene)

TUTTI
Regina!... Che avvenne?

ALINA
Con pompa solenne
s'onori il guerriero
(poi a parte contenta a Fiorina)
(É d'esso!... è il mio bene!...
Amor lo guidò.
Avvezza finora
ai mali, alle pene
sì rapido bene
comprender non so)

SEIDE e GRANDI
(a parte)
(Un'altra dimora
da mettere in campo
ancora un inciampo
l'infida trovò)

FIORINA
(Possibile! Ancora
verace nol credo.
Il caso che io vedo
intender non so)

DONNE
Con pompa solenne
s'onori il guerriero
di pace foriero
che Francia mandò.

Partono.

Scena quinta
Alina e Fiorina.

ALINA
Fiorina! io non ho fibra che non mi tremi in petto.

FIORINA
Si danno al mondo certi casi bizzarri.
Anch'io un giorno, o l'altro, m'aspetto
di vedermi avanti a gli occhi
quel bel soggettino di mio marito.

ALINA
Tel'auguro di core.

FIORINA
Il cielo nol voglia.

ALINA
Intanto mi lusingo di ritrovare il mio caro Volmar
sempre fedele.

FIORINA
Oh! oh! Mi fate ridere se pensate di ritrovarlo
qual era ai giorni passati del vostro amore.
Variano i saggi a seconda de' casi i lor pensieri.

ALINA
Eppure mi dice il core che lo troverò
quale il lasciai tre anni sono
nel mio natio paese, nella Provenza.

FIORINA
Eh! che in amore non s'indovina mai! Figuratevi se
un giovane francese capriccioso per natura!...

ALINA
Se io lo ritrovassi, vorrei porre a prova quel core.
Senza disvelarmi a lui, vorrei interrogarlo
sconosciuta; e se lo trovassi fedele, vorrei porgli
in fronte una corona.
(via)

FIORINA
Che bel castello in aria! A mio marito invece di una
corona, vorrei dargli in fronte un bel bastone.
(via)

Sala terrena negli appartamenti destinati agli
ambasciatori.

Scena sesta
Volmar e Belfiore. Sono introdotti da diversi uffiziali.

BELFIORE
Bel paese, ciel ridente,
sesso amabile e vivace.
Cavalier, sia guerra o pace,
non mi muovo più di qua.

VOLMAR
Anzi, io parto immantinente...

BELFIORE
Tu sei cieco alla beltà.

VOLMAR
Io del sesso ammiro il merto,
ma mi piace un solo oggetto:
altra via d'entrarmi in petto
più l'amor non troverà.

BELFIORE
Ed il mio gli è sempre aperto...
tosto, ei v'entra, e tosto va.
Un prodigio a quel ch'io sento
era dunque il tuo tesoro.

VOLMAR
Le virtù divise in cento
tutte avea colei che adoro.

BELFIORE
E tal perla preziosa
era dunque...

VOLMAR
La mia sposa.

BELFIORE
E tu l'ami?

VOLMAR
Come pria,
come allor che a me s'offrì.

BELFIORE
Bagatella! ed io la mia
non amai che quattro dì.
Esigente, fantastica, altiera,
brontolona, gelosa, severa,
notte e giorno alle coste mi stava,
a bacchetta volea comandar.

VOLMAR
Schietta, ingenua, tranquilla, sincera,
amorosa, gentil, lusinghiera,
respirare in me sola sembrava,
non sapea che piacere ed amar.

VOLMAR e BELFIORE
Ah! dal dì che mi venne rapita
ogni noia/gioia dal core è bandita.

BELFIORE
Se per caso trovarla dovessi,
mi vorrei, giuro a Bacco, annegar.

VOLMAR
Se per sempre perduta l'avessi,
non saprei di me stesso che far.
Chi ama davvero, ama una volta sola, tanto più
se nel petto racchiude un core ben fatto.

BELFIORE
Il mio core è fatto come un core d'agnello. Io son nato
in Italia, ed ho un core veramente italiano che non se
la fà fare dalle donne. Venni in Francia a fare il soldato,
ma non ho imparato le sdolcinature della moda.

VOLMAR
Tu hai un'anima rozza, e non gentile. Non ami
da cavaliere insomma.

BELFIORE
Amerò da plebeo. Ognuno ama da suo pari.

VOLMAR
I casi nostri sono consimili, ma il nostro modo
di pensare è diverso.

BELFIORE
É vero. Voi sperate sempre di trovare l'antica amante.
Io temo d'avere la disgrazia di ritrovare la moglie;
ho ringraziato la fortuna che me la fece predare dai corsari.
Per cui disse bene quel poeta che: " Vari son degli
uomini i capricci etcetera".

VOLMAR
Oh! se la tua Fiorina somigliasse la mia vezzosa
pastorella provenzale, non parleresti così. Se tu fossi
stato mio aiutante allorché io la conobbi nel suo
villaggio natìo, ove in qualità di semplice uffiziale ero
di guarnigione avresti conosciuto un angiolo di beltà,
di costumi, di candore, e d'innocenza.

BELFIORE
Sì eh? E quando vi fosse divenuta moglie sapete che
ne sarebbe successo!... Fiorina pure; quando faceva la
stiratrice di biancherie, era una colomba innocente, ma
poi quando mi fu moglie mi pigliava a schiaffi, mi dava
de' calci... Buono per me che allor quando seppe che io
aveva fatto qualche fortuna s'imbarcò per venirmi a
trovare e fu predata da corsari, e da allora in poi non
l'ho più veduta.

VOLMAR
E non piangesti? E non moristi di...

BELFIORE
Crepai dalle risa.

VOLMAR
Taci. S'avanza alcuno. Saranno gli araldi della regina
di Golconda che concede la grazia di presentarmi a lei
nella mia qualità di ambasciatore.

Scena settima
Hassan con schiavi, e donne velate indi Alina, e Fiorina,
parimente coperte.

HASSAN
Al messaggiero della grande nazione s'inchina, e si
sprofonda Hassan il capo dei bramini, il servo della
più alta regina del mondo. Salute.

TUTTI
Salute.

BELFIORE
Vedi quanti saluti! Padroni miei riveriti.

VOLMAR
Che dovete annunciarmi?

HASSAN
Che tutto in questa corte è disposto pel ricevimento
del distinto ambasciatore, e del suo aiutante; e prima
che l'alta regina di questa parte dell'India, Golconda
chiamata a sé v'appelli, v'invia alcuni de' suoi più fidi
schiavi, e distinte ancelle, destinati a servirvi.

BELFIORE
Prenderò anch'io una di queste ancelle. Si scorge a
traverso dell'incomodo velo che loro copre il viso
sfolgoreggiare de' begli occhi neri neri, oltre degli
altri pregi che si vedono all'esterno.

HASSAN
Comandate, imponete ad essi, come fossero i vostri
francesi. Io stesso sarò sempre pronto a servirvi; e di
nuovo salute.
(via)

BELFIORE
Salute! Che bel paese! Io non parto più da qua.

ALINA
(Ah! Fiorina è desso io lo ravviso! ... Oh mio caro
Volmar!)

FIORINA
(Ed io me ne stò qui trasecolando per la maraviglia; è
mancato poco che non mi sia venuta una convulsione.
Colui... quell'aiutante... indovinate chi è!)

ALINA
(Chi è mai?)

FIORINA
(É mio marito)

ALINA
(Ed è vero?)

FIORINA
(Ah! purtroppo!)

BELFIORE
Vedete, vedete come s'agitano! Dovremmo aver fatto
colpo. Quella più abbondante, in particolare, non mi
cava mai gli occhi d'addosso.

VOLMAR
Per me sarebbe inutile. La mia pastorella mi sta fitta
nel cuore. Non cominciamo colle ragazzate, dobbiamo
rispettare, per essere rispettati.

BELFIORE
(Ma almeno salutiamole. Lasciate fare a me)
Belle ragazze perché state cosi lontano?
Avvicinatevi un poco.

ALINA
Il rispetto che c'ispirano gli europei ci tiene lontane.

VOLMAR
(Oh Dio! qual voce!)

BELFIORE
Ora che ci entra questo rispetto? Noi siamo
degnevoli. Ci accomodiamo come si può.

FIORINA
Non siamo istrutte della francese galanteria.

BELFIORE
Ohimè!... Che voce canina? O questa è lei, o è lo
spirito di mia moglie.

VOLMAR
Che fossimo giunti in un'isola incantata!
Quella mi pare la voce del mio bene.

BELFIORE
Quella mi pare la voce del mio male.
(meravigliato)
Volmar!

VOLMAR
Belfior!

FIORINA e ALINA
(Arte e scaltrezza)

VOLMAR
(in disparte)
Ho inteso.

BELFIORE
Ho sentito...

VOLMAR
(Alina)...

BELFIORE
(Fiorina)

FIORINA
(Belfiore è colpito)

ALINA
(Commosso è Volmar)

VOLMAR
Oh! cara!

BELFIORE
Oh! assassina!

VOLMAR, BELFIORE, ALINA e FIORINA
Ma no, non può star.

ALINA e FIORINA
(Insiem si consultano.
Non credono al vero.
Lo strano mistero
non sanno spiegar)

VOLMAR e BELFIORE
(È un sogno, un delirio
d'acceso pensiero;
siam pazzi davvero
da farci legar)

ALINA
Sì turbati, o cavalieri,
si commossi rimanete?

BELFIORE
Da stranissimi pensieri
occupati ci vedete.

VOLMAR
La tua voce a me mi toglie...

BELFIORE
Mi spaventa il tuo parlar.

VOLMAR
Il mio bene...

BELFIORE
La mia moglie...

VOLMAR e BELFIORE
Di vedere e udir mi par.

ALINA e FIORINA
É la solita follia
dell'accesa fantasia.
Che dovunque si figura
quel che suol di più bramar.

BELFIORE
Ah! foss'ella in sepoltura!

VOLMAR
La potessi ancor trovar!

BELFIORE e VOLMAR
Sì, ragazza, a te d'appresso
mi credeva a lei presente,
e il mio cor terribilmente/soavemente
cominciava a palpitar.

FIORINA e ALINA
(Maledetto!/ Me felice! è ognor lo stesso
mi si svela apertamente.
É un prodigio veramente
ch'io prosegua a simular)

VOLMAR
Deh! mi scopri il tuo sembiante!

BELFIORE
Ch'io ti vegga almeno il muso!

ALINA e FIORINA
No, signor; dell'India l'uso
non vuol tanta libertà.

VOLMAR
Europei, francesi siamo.
Di più comodo godiamo:
men gelosa e schizzinosa
è in Europa la beltà.

VOLMAR
Via! ti svela.

ALINA
Olà! rispetto.

BELFIORE
Via quel velo...

FIORINA
No...
(gli dà uno schiaffo)

BELFIORE
Cospetto!
Se tu picchi a questo segno
sei mia moglie in verità.

VOLMAR
Così nobile contegno
Più sospetto ancor mi dà.

Scena ottava
Hassan con seguito e detti.

HASSAN
La regina a sé vi appella;
già l'udienza a voi concede;
la sua guardia al regio piede,
cavalier, vi guiderà.

VOLMAR
Vieni andiamo.

BELFIORE
Addio mia bella.
Fo fatica a uscir di qua.

BELFIORE e VOLMAR
Tornerete, ci vedremo
in più prospero momento:
di quel vel l'impedimento
tosto o tardi sparirà...
(S'egli è desto o addormentato
il mio spirto affè non sa)

ALINA e FIORINA
Ci vedrete, torneremo
in più prospero momento:
e del vel l'impedimento
forse allor si leverà.
(Quest'incontro avventurato/disgraziato
forse alcun/più nessun disturberà)
(partono)

Scena nona
Seide e Hassan.

SEIDE
Oh rabbia! Ella è d'essa certamente
con la fida sua seguace.

HASSAN
Signore, non osate penetrare in queste vietate soglie.
Quivi soltanto gli stranieri possono entrare.

SEIDE
Le porte più chiuse sa superare la mia gelosia.
La regina era qui colla sua confidente.

HASSAN
Seide quella gelosia che voi chiamate penetrante,
che vi fa superare ogni porta, quella stessa potrebbe
rendervi cieco o visionario.

SEIDE
No ti dico: ella era qui mista fra le schiave. Io ne udii
la voce. Ella, europea di nazione, ama perdutamente gli
Europei. Fanatica di tal gente, ha voluto conoscere
ignota l'ambasciatore francese.

HASSAN
E lo stesso fanatismo avrà nutrito la bugiarda Fiorina.
Colei m'ha alienata la mente, giuro per Brama che mi
vendicherò.

SEIDE
Sei tu pure invaghito di Fiorina?

HASSAN
Colei m'ha incantato, vinto, conquistato.

SEIDE
Ebbene, l'amor mio vada del pari col tuo. Ascoltami
attento. Io voglio sapere qual è il suo pensiero
intorno a questi francesi. Intendo dire del messaggiero
e del suo seguace! Fammi il tutto palese, e questa
borsa sarà la tua ricompensa. Se non mi servi a dovere,
questa sarà la tua pena. Scegli fra questi due.
(cava una borsa ed un pugnale)

HASSAN
La scelta è già fatta. Per ora vi dico quanto so. Appena
io vidi uscire dall'arem queste due donne velate
m'immaginai essere una, la regina, e l'altra la bizzarra
sua confidente. Udii seguendo i loro passi, che ella
diceva di aver lasciato un amante in Provenza, e l'altra
di avervi lasciato il marito al suo paese; e che
volevano vedere d'appresso questi Europei per averne
da essi contentezza. Altro io non so per ora, ma vi
giuro per Brama che discoprirò il tutto.
(via)

Scena decima
Seide solo, poi i Grandi.

SEIDE
E fia ver quanto udii! Dunque deluso
sarà Seide appieno!
Sento che già il furor m'invade il seno.
Ingrata! In me un sostegno
trovato avresti al vacillante regno.
E tu, crudele Alina
sprezzi il mio vivo ardor! Non curi, ingrata,
i dolci sensi del mio cor! Un altro…Un altro…
al sol pensarlo io sento
agghiacciarmi e avvampare in un momento.
Dunque invan mi lusingai;
fu un inganno la speranza!
No: per me, per me giammai
il tuo cor non palpitò.
Ma se un altro amor t'alletta
la vendetta usar potrò.
Entrano i Grandi.
Amici udiste?
Traditi siamo
a un vil straniero
ceder dobbiamo.
Oggi sul trono ascendere
Golconda il mirerà.

CORO
Oggi la spada vindice
sul traditor cadrà.

SEIDE
Voi lo giurate?

CORO
Unanimi
noi ti giuriam vendetta.

SEIDE
Vi leggo, magnanimi
sul ciglio lo sdegno
che, al vile disegno
vi ferve nel cor.
Ad ira sì nobile
l'effetto risponda
si salvi Golconda.
Il trono, l'onor.
Quell'anima fiera
mi provi spietato
lo esige, lo impera
l'amore oltraggiato.
Domare quel core
saprò col terrore,
l'altera, pentita,
punita sarà.

CORO
Lo scettro dell'India
in mano straniera!
Paventi la perfida!
Invano lo spera.
Silenzio. Non perdaci
incauto furor.
Partono.

Magnifica sala d'udienza nel regio palazzo. Trono
orientale da un lato.

Scena undicesima
Al suono di lieta musica defilano le guardie indiane
ed occupano gli aditi della sala. Mentre le baiadere
cantano un inno di gioia. Alina accompagnata da
Fiorina magnificamente vestita all'indiana ascende sul
trono. Sono quindi introdotti Volmar, Belfiore, e un
drappello di Francesi.

CORO DI BAIADERE
Fra quante il mar dell'India
ampie città circonda,
bella sei tu, Golconda,
e sarai bella ognor:
non perché il sol vagheggia
il tuo gentil sembiante,
e qual diletta amante
t'orna di gemme e fior;
ma sol perché benefica
donna non già, ma diva,
del tuo favor ti avviva,
ti bea del suo splendor.
Spenti di guerra i fulmini
posano appiè del trono,
danzan de' sistri al suono
pace, concordia, amor.

VOLMAR
Questo, o regina, di mia vita io stimo
il dì più bello in cui degnato io sono
dal mio signor all'alto onor d'offrirti
patto di stabil pace,
e pegni a darti d'amistà verace.

ALINA
Grata in mia reggia, o duce,
mi è la presenza tua.

VOLMAR
(Cielo!)

ALINA
Inviarmi
il tuo re non poteva ambasciatore
più gentile di te.

VOLMAR
(Per qual portento
ogni voce ch'io sento
è voce del mio ben?)

BELFIORE
(Qui certamente
ci entra stregoneria)

ALINA
Siedi, ed esponi
del tuo signore i sensi.

FIORINA
(É commosso)

ALINA
(Non sa quel che si pensi)

VOLMAR
L'Asia nemica, e il fero
sultano di Missur, ambo il tuo regno
minacciano assalir, e aspirar quindi
al dominio degl'Indi. A te la Francia
offre scudo e difesa, ove del pari
scudo e difesa a lei prestar consenta
tu nelle sue querele.

ALINA
Io son contenta.

VOLMAR
Della felice lega
il foglio testimonio ecco segnato
dal mio sovrano.
(porge un foglio)

ALINA
Il mio regal sugello
mallevador sarà che i sacri patti
si manterran per noi.
(scende dal trono)

Scena ultima
Seide, Grandi del regno, duci e popolo.

SEIDE
Ti arresta.

TUTTI con ALINA
Quale ardir!

SEIDE
Segnar non puoi.

SEIDE e CORO
No: tu non puoi: lo vietano
le nostre sacre leggi.
Tal dritto ai re sol debbesi;
un re tu prima eleggi,
e santa e irremovibile
la lega ei fermerà.

TUTTI con ALINA
Che ascolto?

ALINA
Ebben sospendasi
fino alla nuova aurora.

SEIDE
Che dici? E indugi ed esiti?
E sei perplessa ancora?
Oggi giurasti scegliere,
il regno intier lo sa.

ALINA
Audaci! E me costringere
in questa guisa osate?
Regina io son: tremate,
libera io son di me.
Posso punire i perfidi
anzi ch'io scelga un re.

BELFIORE
(Brava davvero)

FIORINA
(Io palpito)

VOLMAR
(Ammiro il suo coraggio)

SEIDE
(Ardir) Se i Grandi insistono,
a te non fanno oltraggio:
desio del patrio bene
cotanto osar li fa.

CORO
Scegli, deh! scegli.

ALINA
(dopo avere meditato)
Ebbene;
pago il desio sarà.
É sposo mio... Volmar.

VOLMAR
Io?

BELFIORE
Poffarbacco!

SEIDE
Oh rabbia!

VOLMAR
Io!

TUTTI
Lui!

VOLMAR
Che dir? Che far?

ALINA e TUTTI
(Tace sorpreso e attonito,
dubbio, sospeso, incerto...
Ah! se lo tenta il serto,
degno di me non è)

FIORINA e TUTTI
Tace sospeso e attonito
dubbio sospeso incerto
quel birbaccione al certo
grande sarà per me.

VOLMAR
(Perché sorpreso e attonito?

BELFIORE
Perché sospeso e incerto?

VOLMAR
Sprezzo dell'India il serto,
idolo mio, per te.

BELFIORE
Se tu disprezzi il serto,
prendilo almen per me)

SEIDE
(Sfogo al furor che m'agita,
varco si lasci aperto.

CORO
S'ella avvilisce il serto,
dritto a regnar perdè)

ALINA
Cavalieri! ebben! tacete?
Quai pensieri in cor volgete?

VOLMAR
Ah! regina!...

SEIDE
Indietro, insano!
Mai tu aspiri alla sua mano:
non fia mai che di Golconda
salga al trono uno stranier.

ALINA
Temerario!

VOLMAR
E chi potria,
se il volessi, a me vietarlo?

SEIDE
Io.

CORO
Noi tutti.

ALINA
Alcun non sia
che si attenti d'insultarlo.
Esca ognun.

SEIDE
Tu più non puoi
imperar, far forza a noi.
De' bramini al gran consiglio
sen richiama il regno intier.

ALINA
Ah! felloni!

FIORINA
Qual periglio!

BELFIORE
Che furfanti!

VOLMAR
(ad Alina)
Non temer
I diritti del tuo soglio
manterrà l'onor francese
dell'indegno che ti offese
punirem lo stolto orgoglio
prodi, all'armi, la regina
vi accingete a sostener.

I soldati francesi si avanzano e circondano Alina che
si ritira dalla dritta in mezzo a loro. Seide e i suoi
partigiani si schierano alla sinistra. Il popolo e le
donne sono infondo alla scena in atto di sorpresa e
dispavento.

TUTTI
Sì, l'onore d'un trono oltraggiato
vendicato sarà dalla spada: sì,
tremendo sui perfidi cada
Della Francia/ Di Golconda lo sdegno è il furor.
(Più che mare dai venti agitato è
turbato sconvolto il mio cor)

ATTO SECONDO

Stanze terrene.

Scena prima
Padiglione come nell'Atto primo. Seide e Hassan.

SEIDE
Vedi? Tradito son io. Fatto è palese tutto il mio disonor.
Pervenne appena in questa nostra arena un vil
francese... Oh, rabbia! Hassan!... La forza quell'otterrà
che non ottenne amore...
Fido sei tu?

HASSAN
Qual dubbio, o mio signore?
Per te la propria vita Hassan darìa;
tutto giova scoprir...

SEIDE
Odimi. Mentre
ella secura e d'ogni rischio immemore,
col franco duce a rinnovar le antiche
fiamme d'amor sol pensa,
improvviso su lor piomba: le vie
della reggia, serrate da' miei fidi,
ogni scampo di fuga a lor fia tolto;
il resto compirà forza e vendetta.
M'udisti, Hassan?

HASSAN
Hassan t'udì.

SEIDE
T'affretta.
(partono da lati opposti)

Scena seconda
Varie donne e Fiorina con una coppa nelle mani.

FIORINA
E così?

CORO
Son desti ancora.
Ma ben presto dormiranno,
se di questo ancor berranno
soporifero licor.

FIORINA
Fu la dose sufficiente:
a guardar tornate ancor.
(il coro rientra)
(Più d'Alina impaziente
della prova preparata,
quasi quasi innamorata
io mi credo di Belfior)
Lo son io? No, no, lo spero,
ma un desio mi sento in cor,
che se amor non è davvero
ben potria sembrare amor.
(ritorna il coro)

CORO
Piano, piano, zitti, zitti,
ottenuto abbiam l'intento,
più non possono star ritti,
già cominciano a dormir.

TUTTI
Corri/corro, corri/corro sul momento
la regina ad avvertir.

Scena terza
Fiorina e Alina.

ALINA
(cautamente alle donne)
Dormono?

FIORINA
sì.

ALINA
Recati sian nel giardin segreto
che sapete, pian pian più che potete.
E noi, Fiorina, travestamci tosto,
e corriam prontamente al nostro posto.
(le donne partono)

FIORINA
A preparare io vado gli abiti necessari
a travestir gli schiavi; i vostri e i miei
sono allestiti già qui nel segreto
vicino guardaroba.

ALINA
Andiamo, andiamo.
Divertirmi assai, Fiorina, io spero.

FIORINA
La scena sarà comica davvero.
(partono)

La decorazione rappresenta un paesetto di Provenza.
Una rustica abitazione deve illudere Volmar che sia
quella che un tempo ricoverò Alina allorché era una
povera villana. Un boschetto, un piccolo torrente
attraversato da un ponticello, ed in lontano delle amene
colline, sono gli oggetti necessari.

Scena quarta
Volmar è coricato sopra un sedile di verdura, sotto i
rami di un albero frondoso. A poco a poco si sveglia,
sorge e gira l'occhio intorno maravigliato.

VOLMAR
In qual luogo sono io! Come vi giunsi?
Addormentato io m'era
in ricco appartamento!…
Mi trovava in Golconda… ed ora?… ed ora?…
Non so ben se son desto, o dormo ancora.
Ma no: non dormo. Io veggo
splendere il sole… mormorar fra i rami
sento placida l'aura, e franger l'onde.
Sulle ridenti sponde
della Provenza io sono. Quest'è il villaggio
della tenera Alina. Ecco il boschetto
conscio de' nostri amori.
(odesi da lontano musica pastorale)
I flauti de' pastori
e delle gole forosette io sento
i giocondi concenti!... Oh mio contento!

Un Coro di villani, e villanelle vestite all'uso del paese
con campestri strumenti, e canestri di frutti attraversano il ponte.

CORO
(prima di dentro poi fuori)
Andiam: cogliamo i grappoli
del bel settembre onore:
su' colli amor ci seguiti;
con noi vendemmi amore.
Qualunque festa è insipida
laddove amor non è.

VOLMAR
Oh! come dolce all'anima
suono gentil mi scendi!
Degli anni miei più teneri
il sovvenir mi rendi;
del primo amor rinascere
fai la speranza in me.

Scena quinta
Vedesi Alina in abito da villanella
traversare il ponte con un panierino al braccio.

VOLMAR
Che veggo! Oh! qual gentile
e vispa villanella il ponte varca
sovrapposto al torrente! In quella forma
Alina m'apparia. Veggiam... s'appressa.

ALINA
Buon dì, caro Volmar.

VOLMAR
Alina!... É dessa!
Sei pur tu che ancor rivedo?
Tu mia vita!... Ah! si... sei quella
deh! m'abbraccia... mi favella...
di' ch'io veglio e sono in me.

ALINA
Sì: tu vegli. A te lo chiedo
s'io son quella. Osserva bene
d'onde nasce? D'onde viene
lo stupor che scorgo in te?

VOLMAR
Io non so. De' miei pensieri
lo scompiglio è strano assai.

ALINA
Strano inver. Tranquillo ieri
gaio e lieto ti lasciai.

VOLMAR
Come? Ieri?

ALINA
Non rammenti, core ingrato,
quando qui su questo prato...
Mi dicevi tante cose
tutte tenere, amorose.
La mia man così stringevi
questo anello mi porgevi,
mel donavi qual sincero
testimonio di tua fé.
(mostrando un anello)

VOLMAR
Quest'anello? Ah! è vero, è vero
Il mio core a te lo diè.
Lo conosco, mel rammento
pegno egli è d'amor costante.
Ciel! s'io sogno in questo istante
più non farmi risvegliar.

ALINA
(aparte)
(Lo ravvisa. Oh, mio contento!
Sel rammenta. Oh, lieto istante!
Ah! lo trovo ancor costante
no, di più non so bramar!)
(a Volmar che è rimasto titubante)
Or sei turbato e mediti!
Ti penti del tuo dono?
(offrendogli l'anello)
A te lo rendo.

VOLMAR
Ah! tienilo:
è tuo com'io lo sono.

ALINA
E sposo mio sarai?
E vivrai meco ognor?

VOLMAR
Non ci lasciam più mai
ci unisca eterno amor.

VOLMAR e ALINA
Restiamo, o mio bell'idolo,
uniti ognor restiamo,
viviamo insiem, qual vivono
due fiori in un sol ramo,
di due formiamo un'anima
di due formiamo un cor.
(uniti partono per la via del ponte)

Interno di meschina e piccola capanna.

Scena sesta
Vari villani portano Belfiore addormentato sopra
un fascio di paglia vestito da villano. Fiorina è vestita
alla provenzale e le seguaci di lei egualmente.

FIORINA
Fate piano piano. Io voglio che si svegli
naturalmente, ma già il vino che ha bevuto unito al
soporifero lo farà dormire. Abbiamo fatto tutto il
possibile per non destarlo mentre gli abbiamo
indossato la sua natia pelliccia da montanaro come il
conobbi. Ora voglio fare di tutto per ricompensarlo
de' dispiaceri che gli faceva quando divenni sua
moglie.

CORA
Lo bastonavate?

FIORINA
Ma se era un birbaccione che mi disprezzava, e correva
appresso a tutte le stiratrici mie compagne. Io che ne
era gelosa gliele suonava qualche volta.

CORA
Questo poi non andava bene.

FIORINA
Doveva egli farmi de' torti? Era anch'io nel caso di
vendicarmi, eppure non lo faceva. Quel malandrino
credo abbia ringraziato il cielo quando avrà inteso che
la barca sulla quale io era nel mio viaggio fu predata
da corsari. Egli mi credette morta, ma grazie al cielo
vissi, fui unita ad altre schiave, venduta, e trasportata
nell'Indie.

CORA
E qui faceste la vostra fortuna?

FIORINA
Ebbi la sorte di essere qui fatta custode delle schiave,
e quando Alina venne predata, e fatta schiava del
nostro defunto signore fui destinata, come Europea
a sua prima damigella.

CORA
E quindi prima dama, e confidente della regina.

FIORINA
Alina piacque tanto al re che la fece sua moglie. Egli
estinto, divenne ella assoluta regina. Ora deve
eleggere uno sposo; e giacché la sorte inviò qui come
ambasciatore quel uffizialotto che ella aveva amato nel
suo paese natio, ha risoluto, a dispetto del visire, e di
tutti i pretensori, di farlo suo sposo, e re di Golconda.

CORA
Ma perché ha ella fatto addobbare questi giardini in
modo da farli credere un villaggio?..

FIORINA
Perché Volmar qui giungendo credette di essere
trasportato in un'isola incantata, e mio marito
egualmente; poiché non possono credere che Alina sia
regina, ed io una sua dama. Onde per secondare il loro
equivoco la regina, vivace com'è, ha voluto illuderli
in tal guisa. Io per imitarla, ho fatto lo stesso con
Belfiore, e l'ho fatto trasportare in questo tugurio, che
perfettamente assomiglia alla mia antica abitazione.

CORA
Vogliamo godere cotesta scena. Ma pare che cominci a
risvegliarsi.

FIORINA
Ritiratevi. Io prendo la mia antica conocchia, e canto
una canzone come era solita cantare a quei tempi.
(Coro via)
O donne, è trista cosa
trovarsi ognor vicino,
un uom ch'è dato al vino,
che dorme notte e dì.

BELFIORE
(svegliandosi)
Volmar! ...

FIORINA
(Si desta. Seguitiamo)

BELFIORE
(sbalordito)
Ove son?... Non ho più testa.

FIORINA
Da che son fatta sposa
di questo bevitore,
arrabbio a tutte l'ore,
mi annoio notte e dì.

BELFIORE
(avanzandosi)
Corpo di Bacco!
Conosco la canzone...
Fiorina!

FIORINA
Alfin ti svegli, ubbriacone!

BELFIORE
Cospetto! Sei mia moglie,
o il diavolo in persona?

FIORINA
Scimunito!
Lo vedrai coll'effetto.

Sorge minacciandolo colla conocchia.

BELFIORE
Olà, dico, rispetto,
o con questa mia spada... Come? che?...
La mia spada, dov'è?
Il vestito, il cappello...

FIORINA
Ecco la spada,
scimunito! buffone!
(battendolo colla conocchia)

BELFIORE
Aiuto! aiuto!
(esce il coro)

CORO
Che strepito! Che fu?
Sempre schiamazzi tu, quand'hai bevuto.

BELFIORE
Bevuto!... sì... ma come,
perché mi trovo qua?... chi siete voi?

CORO
Siamo i vicini tuoi...
Non ci conosci più?

BELFIORE
Che fosse un sogno
Golconda, l'ambasciata...
i vascelli, l'armata, il grado mio?...

CORO
Tutto, tutto hai sognato.

BELFIORE
Ah! un malanno a costei che mi ha svegliato.
Io sognai che disperato
di una moglie malandrina,
me ne andai, mi fei soldato,
militai nella marina.
Ma cospetto! il mio valore
da per tutto fe' rumore:
dai nemici, dai corsari
liberai le terre e i mari,
e nell'Indie veleggiai
col francese ambasciator.

CORO e FIORINA
Oh! i bei sogni che tu fai!
Ah! ah! ah! tu sogni ancor.
(ridono)

BELFIORE
Questa strega, appena intese
la fortuna a me toccata,
s'è partita dal paese,
a Tolone si è imbarcata;
ma fu presa per la via
da un corsar di Barberìa,
in Algeri fu venduta,
notte e giorno ben battuta,
e la pelle presto presto
per fortuna ci lasciò.

CORO e FIORINA
Anche un sogno, un sogno è questo.

BELFIORE
Ah! perché non si avverò?
In Golconda io mi trovava,
in cuccagna io mi credea,
che bocconi ch'io mangiava!
Le bottiglie ch'io bevea!
Quelle care Golcondesi
eran meco sì cortesi,
ch'io di loro andava matto,
che un serraglio ne avrei fatto...
Ma mia moglie sul più bello
mi è venuta a risvegliar.
Qua la fiasca, qua il bicchiere,
tutto il giorno io voglio bere,
fino all'alba di domane
vo' dormire, vo' sognar.
Adorabili Indiane,
vi potessi ritrovar!
(parte)

Scena settima
Fiorina, indi Cora.

FIORINA
Il povero Belfiore è sbalordito, ma penserò io a farlo
rientrare in se stesso ed a partecipargli la mia fortuna.
Però quel briccone mi ha trattata molto male, e non s'è
molto compiaciuto d'avermi ritrovata. Ma che vuole
Cora così frettolosa?

CORA
Ah, Fiorina accorrete
Oh, che spavento!

FIORINA
Chi fu!

CORA
La regina è tratta come prigioniera in mezzo ai bramini
del visir. L'ambasciatore co' suoi seguaci è accorso per
liberarla ma Seide resiste.

FIORINA
Oh cielo! Andiamo presso la mia signora.
Partono.

Gabinetto.

Scena ottava
Varie guardie di Seide circondano la sala. Hassan
presso loro. Alina gettata sopra di un origliere.

HASSAN
D'ordine del visir Seide, io solo resto a guardia della
regina ch'è prigioniera nello stesso suo palazzo. Seide
la tiene abbastanza custodita. Partite.

ALINA
Unito a miei nemici tu pure, Hassan?

HASSAN
Regina, male giudicate di me. Feci sottrarre
l'ambasciatore Volmar, il quale ha potuto imbarcarsi
sul vascello comandante la flotta che lo ha qui
scortato. Io spero che saprà operare il vostro riscatto.
La mia vita è a voi consagrata. Corro a liberare
puranche il di lui aiutante, ed a vegliare sulla vostra
sicurezza. Giunge il visir. Simulate per poco, e vivete
sicura.
(via)

Scena nona
Seide e detti.

SEIDE
Il grande de' bramini
venerabil consiglio ha pronunziata
la tua sentenza. Di Golconda il serto,
da te non meritato
a miglior fronte in questo giorno è dato.

ALINA
Alle sventure avvezza,
io so sprezzarle. Volentieri io cedo
ad altra man lo scettro, e a' patrii lidi a
viver tornerò contenta e lieta.

SEIDE
No: tu non puoi partir.

ALINA
Come! Chi 'l vieta?

SEIDE
Io.

ALINA
Tu! Che ascolto? E quale,
qual dritto hai tu, superbo,
sulla mia libertà?

SEIDE
Dritto maggiore
non v'ha del mio.

ALINA
Chi te lo diede?

SEIDE
Amore.
Io t'amo, Alina, io t'amo
più che dell'India il trono:
a te di nuovo il dono,
se ottengo il tuo bel cor.

ALINA
No, più regnar non bramo
sovra tradito soglio:
doni da te non voglio,
sprezzo il tuo vile amor.

SEIDE
(Prigioniera in queste mura,
avvilita languirai:
forse allor ti pentirai;
e l'orgoglio cesserà)

ALINA
(Sopportar la mia sventura
coraggiosa mi vedrai;
né sperar ch'io scenda mai
a implorar la tua pietà)

Odesi strepito d'armi e tumulto lontano.

Scena decima
Fiorina, Belfiore e detti.

ALINA
Ma quale tumulto odesi da lontano! Ah fosse il
soccorso del mio Volmar! Ah! Fiorina, quale nuova mi
rechi?

FIORINA
Mia signora, il prode Volmar vedesi dal verone
dell'Arem, ove sporge sul mare, sull'alto della prora,
e livellare le sue batterie verso questo palazzo.

BELFIORE
Ed io non posso dar prova del mio immenso valore?
E dovrò languire come nuovo Ercolino al piede di
questa Jole irruginita!

FIORINA
Ora non è tempo di scherzi
(colpi di cannone).
Udite, già spara il cannone.

ALINA
Oh! cielo che sarà?

BELFIORE
Io non ho timore delle palle.

FIORINA
Fuggiamo.

Nuovi colpi.

ALINA
Odi: cresce il fragore. Presso al serraglio ferve accesa
la pugna.

Nuovi colpi ma più presso.

CORO
Ma più presso, ma più forte
tuona il fulmine guerriero ...
già vacillano le porte...
già si scuote il luogo intero ...

S'ode in distanza uno scoppio d'artiglieria indi fragor
di rovine. Volmar, Belfiore, seguito dalle sue guardie
che traggono prigioniero Seide. Tutti gli Indiani si
prostrano alla regina.

Scena ultima

CORI
Viva Alina! Viva Alina!

ALINA
Oh! contento!

SEIDE
(Oh! mio furor!)

VOLMAR, BELFIORE e FIORINA
Tu sei salva... o mia regina ...
Mira in ceppi il traditor.

ALINA
Ah! lasciate ch'io respiri...
mi sostieni, o caro amante...
Al piacer di quest'istante
non resiste oppresso il cor.

TUTTI
Sali al trono, e un'altra volta
di Golconda stringi il freno:
a te lieto, a te sereno
d'India il ciel risplenda ognor.

ALINA
Ah! capace a tanto bene
dammi un'alma, o Dio d'amor.

Tutti gli Indiani si prostrano ad Alina, e l'adorano.
Quadro generale d'allegrezza. Cala il sipario.

FINE

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