Gaetano Donizetti

SinfoniaListen to MIDI: Gaetano Donizetti
di Gaetano Donizetti, arrangiamento di Luca Bianchini
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Biografia di Gaetano Donizetti.

1797 - 1805

Gaetano Donizetti

opera
1806

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Gaetano Donizetti nacque a Bergamo il 29 novembre del 1797. Venne battezzato il 3 dicembre nella Chiesa di Santa Grata, vicino a casa sua.

Domenico Gaetano Maria figlio di Andrea Donizetti e di Domenica Nava è nato da nozze legittime il giorno 29 novembre in questo sobborgo e oggi è stato battezzato da me Antonio Mauro Bonzi prevosto. Il padrino è Domenico Iraina da Zanica

Gaetano passò l’infanzia in un tugurio di Borgo Canale, che si inerpica su una serie di colline, fuori delle mura. Il nome deriva dal canale delle acque che in epoca romana approvvigionava la città . Il borgo Canale era stato un centro importante, come mostrano i ruderi di un antica Basilica. Aveva dato natali al violoncellista Alfredo Piatti e ancor prima agli organari Bossi.

La modesta casa dei Donizetti, al numero 14, era suddivisa in due stanzette: una per il giorno e la notte, l’altra con un pozzo, per la cantina, che apre su due piccoli vani: la cucina e la camera dei genitori. Un fazzoletto di terra, raggiunto da una porta laterale, garantiva il minimo di verdure per la sussistnza. Una finestra sola, dallo scantinato, guardava alla strada acciottolata della Bergamo alta.

Il piccolo Gaetano era quinto di sei figli, tra maschi e femmine, e insieme alla famiglia condivideva due piccole stanze con lo zio e la sorellastra Angela, sposata al musicista Giacomo Corini. Andrea Donizetti, quarto di tredici figli, aveva subito la povertà del nonno Ambrogio. Nel 1786 si era accasato con una ragazza del Castello, Domenica Oliva Nava, entrambi tessitori squattrinati, come era solito incontrare nel panorama sociale di fine secolo.

Ricordò Donizetti a Mayr, il 15 luglio 1843, quand’era ormai ricco e famoso, d’esser nato

sotto terra in Borgo Canale. Scendevasi per una scala di cantina ov’ombra di luce non mai penetrò. E siccome gufo presi il mio volo, portando a me stesso or tristo or felice presagio, non incoraggiato dal mio povero padre che ripeteami sempre, è impossibile che tu scriva, che tu vada a Napoli, che tu vada a Vienna … Scudo a siffatte umiliazioni non avea che la forza morale.

La spontaneità della melodia donizettiana forse affonda le radici in queste umilissime origini, unendosi alla mestizia fatale e alla furia lavorativa che non l’abbandoneranno mai.

Il padre non aveva grandi aspirazioni, non incoraggiò mai il figlio, a quanto sembra, ma cercò un lavoro diverso dai suoi antenati. Ne trovò finalmente uno onorevole, che almeno gli garantiva un alloggio decente e gratuito. Dal 1808 Andrea Donizetti si sistemerà come portiere e poi come usciere al Monte dei Pegni, sito in contrada Santa Grata.

1806

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