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Il sistema della dolcezza

IL SISTEMA DELLA DOLCEZZA (1948/1949)

Si tratta di un’opera assurda in due quadri dal racconto di E.A. Poe “Il Sistema del dottor. Catrame e del professor Piuma”.

Personaggi

Il dottor Maillard
Visitatore
La Fanciulla Innamorata 
Madame Joyeuse
Signore Astratto
Nobile Signore
Fakiro
L’uomo-locomotiva

Trama

Il Visitatore, capitato senza rendersene conto in un manicomio dove i pazzi hanno preso il potere, anziché essere lasciato libero viene condannato al rogo, perché non possa dare l’allarme. Intervengono i medici e infermieri che nel frattempo si sono liberati, ma dopo il ristabilimento dell’ordine saranno proprio loro a dare fuoco al malcapitato, ed esattamente per lo stesso motivo

Esempi

Il Sistema della Dolcezza (Vieri Tosatti) 

NOTE

Prima rappresentazione: Bergamo, Teatro Donizetti. Festival autunnale dell’Opera lirica “Teatro delle Novità”, 25 Ottobre 1951. Direttore Ettore Gracis; maestro del coro Roberto Benaglio; regista Riccardo Moresco. Interpreti principali: Renato Capecchi (dott. Maillard); Ivan Cecchini (Visitatore); Franca Duval (la Fanciulla Innamorata); Ebe Ticozzi (Madame Joyeuse); Carlo Gasperini (Signore Astratto); Enrico Campi (Nobile Signore); Enzo Cecchetelli (Fakiro); Luciano Dalla Pergola (uomo-locomotiva).

Questo è il racconto di E.A. Poe:
Accompagnato da un amico sino alla porta d’un manicomio in un vecchio castello del sud della Francia, Poe conosce il direttore dottor Maillard che lo invita a pranzo. Il narratore chiede al direttore di esporre metodo della dolcezza che l’ha reso famoso e che consiste nell’assecondare il più possibile i malati, ma lui dichiara d’averlo abbandonato per via di certi inconvenienti e d’averlo sostituito con quello degli eminenti professori dottor Catrame e Piuma. Il pranzo è servito su un tavolo enorme e i cibi sono eccellenti. I commensali sono vestiti in modo strano, e Maillard dichiara che essi sono infermieri e gente del personale. La conversazione riguarda i pazienti un tempo ricoverati e le loro manie. Al termine del pranzo si odono grida provenire dal cortile. Il legittimo direttore e i suoi collaboratori cosparsi di catrame e di piume irrompono nella grande sala. Da un mese erano prigionieri dei pazienti che s’erano ribellati, capeggiati da Maillard ex direttore del manicomio ch’era impazzito e per questo era stato internato in manicomio.

Non può passare inosservato il totale capovolgimento del finale dell’opera di Vieri Tosatti

La Partita a Pugni

Partita a pugni

Personaggi

l’arbitro Recitante
l’avversario Canna Vòta  Tenore
Palletta Baritono
Pubblico

Trama

La scena si svolge in una palestra nel corso di un incontro di pugilato. I due pugili Palletta e il suo avversario Canna Vòta combattono sul ring. Palletta è un prepotente, sostenuto dal pubblico, mentre Canna Vòta appare intimorito e para i colpi con difficoltà. Dopo un’interruzione, Palletta all’improvviso si distrae, e colpito da un pugno crolla al tappeto tra i fischi degli scommettitori. L’arbitro proclama Canna Vòta vincitore.

Esempi

Partita a Pugni (Vieri Tosatti) 

Si tratta di una farsa in musica interessante e originale per soggetto, durata, e vivacità espressiva.

Ricordi di un grande

RICORDI DI UN GRANDE DELLA MUSICA DEL RECENTE PASSATO

Vieri Tosatti (mio padre; 1920-1999) fu soprattutto un importante operista, nonché autore di musiche sinfoniche, cameristiche, ecc. Ma in questo momento la comparsa di un nuovo CD della TACTUS che contiene le 5 opere edite per pianoforte solo (ci sarebbero poi moltissime inedite, ma ciò richiederebbe un diverso discorso), splendidamente eseguite da Daniele Adornetto, impone di prendere in considerazione prima di tutto questo particolare genere di composizioni.

Esse si possono suddividere in due gruppi fondamentali: quelle giovanili e quelle della tarda maturità. Al primo appartengono i Tre Studi da Concerto (1943; prima esecuzione in sede politica clandestina nel 1944); la Sonata del Sud (1944, di chiara ispirazione autobiografica: un addio alla fidanzata che, per motivi familiari, deve far ritorno in Puglia. E’qui evidente una forte propensione al colore mediterraneo, solare e a ritmi e modalità popolareschi); l’ Allegro da Concerto (1946, in forma ternaria con coda, tecnicamente impegnativo e assai brillante, dedicato ad Armando Renzi che lo eseguì per la prima volta. Percepibili anche alcuni richiami a Ravel).

Al secondo gruppo appartengono la Deutsche Sonate (1970) ed i Sette Preludi e Fughe (1977). La prima è un’impegnativa opera per pianoforte che costituisce da un lato una “supercompensazione” per un viaggio a Bayreuth, mancato causa problemi di salute, ed insieme un ultimo appassionato saluto alla Germania, da sempre considerata da Tosatti come una seconda patria (e quella “vera” sotto il profilo musicale e spirituale). I secondi (1977) assieme al Gedichtkonzert hanno per poco interrotto il trentennale silenzio che Tosatti si era imposto fin dal 1970, per motivi sui quali tenteremo di fare qualche luce.

Date queste premesse è facile comprendere che fra questi due gruppi di composizioni vi è una forte differenza: le opere giovanili sono sì spiritose, tecniche, alquanto sperimentali e tutte di forte personalità, ma non raggiungono l’importanza delle due composizioni tarde, e questo non solo e non tanto per la pur evidente maturazione dell’autore, ma perché è la stessa “intenzione” alla loro base ad essere diversa. Prendendo spunto dal tema iniziale della sonata “Les Adieux” di Beethoven la “Deutsche” è – per usare la bella espressione di Adornetto  –  “Un viaggio dello spirito che, attraverso i tre movimenti (Sommerreise =Viaggio d’Estate; Deutsche Walder und Wiesen =Boschi e prati tedeschi e Nachtliche Gesichte =Visioni notturne) si evolve in atmosfere e suggestioni che riportano ad una profonda conoscenza del mondo musicale e culturale germanico”. E’ utile ricordare a questo punto che Tosatti ha scritto anche 50 poesie in tedesco con traduzione italiana a fronte (quattro delle quali sono anche state da lui musicate, formando così il Gedichtkonzert), ed ha scritto molti lieder su testi di Nietzsche, Holderlin, Holst e altri autori tedeschi, oltre a riorchestrare completamente i Wesendonck Lieder di Wagner.

I Sette Preludi e Fughe sono invece un’ultima ricognizione delle possibilità di questa particolare forma musicale (portata all’ Empireo da J.S. Bach, di cui sono presenti alcune citazioni, ad es. nella Fuga n° 4), che viene stemperata in una rarefatta dimensione spirituale di “vuoto” metafisico. Molto suggestiva, nell’ultimo brano, la trionfale autocitazione dall’opera “Il Giudizio Universale”, di tanti anni precedente.

Dopo questa breve analisi del nuovo CD (doverosa, sia per il grande impegno profuso da Daniele Adornetto, sia perché questo è in assoluto il primo CD a larga diffusione con le opere di Tosatti!) posso cercare di dire ancora qualcosa sulla figura umana di mio padre e sulle altre sue composizioni. L’uomo (di nobili discendenze e disastrosa salute, manifestatasi dapprima con gravi malattie polmonari e – negli ultimi 20 anni – con la cecità per glaucoma) era malgrado ciò sempre affabile con tutti; burlone famigerato (qualcuno ancora ricorda le sere folli in casa di Vieri, con cene a base di portate immangiabili, improvvisazioni musicali assurde, giochi ridicoli, sedute spiritiche parimenti per burla, sale “di tortura” per gli incauti che vi entrassero, ecc.); amico di tutti; sempre pronto ad aiutare gli allievi meritevoli dando loro lezioni gratis e magari ospitandoli in casa, ecc. Di idee pacifiste e quanto mai ugualitarie frequentò, negli anni più pericolosi dell’occupazione tedesca, un gruppo politico antifascista in Conservatorio. Sul piano religioso, Tosatti si atteggiava sempre a scettico blu e agnostico convinto (mai però da negatore dichiarato della religione!). E se una volta la sua importante opera giovanile “Il Giudizio Universale” fu sabotata dalla critica “allineata e contubernale” (dietro un’evidente pressione del Governo di allora…) ciò fu dovuto solo all’equivoco in cui erano caduti importanti ambienti ecclesiastici, che avevano letto il potente libretto di Cesare Vico Lodovici come un’irrisione alla morale cattolica. Mentre invece le intenzioni di mio padre erano agli antipodi: aveva in orrore la contaminazione dell’arte a scopi politici, e non aveva una ragione al mondo per voler attaccare la Chiesa o i sentimenti religiosi. Solo, che effettivamente il libretto di Lodovici si prestava all’equivoco (soprattutto se non si ascoltava la musica!), e poteva anche sembrare un attacco intenzionale, mentre invece la polemica (se polemica ci fosse stata) sarebbe stata rivolta contro i visionari, i baciapile e gli ipocriti, e soprattutto gli esaltati e settari che predicano le varie fini del mondo…. Comunque, tanti anni dopo Tosatti con il suo grande Requiem ha rimesso a posto le cose e, dopo ancora, con Il Paradiso e il Poeta ci ha dato un’opera/testamento che – ascoltata con la musica – non può certo essere scambiata per un’altra irriverente parodia, ma va intesa per quello che è: un ultimo disperato appello a un Dio che tutto perdona (anche le rocambolate del Poeta Maledetto!…) a “farsi vivo”, e venire a salvare questa altrimenti irrecuperabile umanità…..

Sulle cause del totale oscuramento di Tosatti, con il bando in via di fatto da qualsiasi rappresentazione teatrale o concertistica importante – e nonostante che Vieri, con le due opere comiche giovanili  “La Partita a Pugni” e “Il Sistema della Dolcezza”, avesse raggiunto la celebrità internazionale! – si potrebbe scrivere un volume. Diciamo solo che Vieri apparteneva a quella schiera di musicisti che non si sono mai piegati ai diktat della c.d. “scuola di Darmstadt”, fucina di tutte le avanguardie e “ismi” che hanno funestato la musica del secondo ‘900 e messo in ridicolo o in lista di proscrizione qualsiasi cosa o autore che provasse a scrivere nel solco della tradizione o – peggio – desse sospetto di essere un “tardoromantico” e quindi un “reazionario” (cosa gravissima, dal momento che questo nuovo filone musicale era allora legato a doppio filo con il PCI e la cultura “di sinistra”). Vieri era invece convinto che – anche dopo gli sfaceli materiali e morali del secolo – la musica potesse ancora risorgere dalle rovine, e darsi una nuova e forse più nobile veste senza per ciò rinnegare la sua grande tradizione ottocentesca. E questo fu pagato con l’emarginazione, già molti anni prima che la cecità e un ictus mettessero fine alla sua esperienza terrena. Io sento ora tutto il peso di questa eredità, e con l’aiuto di musicisti amici (tra i quali naturalmente annovero Adornetto) cerco di fare il possibile per riportare nella giusta luce la figura e l’opera di Vieri, specie nella prospettiva del suo imminente Centenario. Spero che anche il nuovo CD con le opere pianistiche possa essere una tappa in questo cammino…..

Valentino Tosatti

Vieri Tosatti – Catalogo di tutte le opere

VIERI TOSATTI
CATALOGO DI TUTTE LE OPERE
(ultima revisione luglio 2017)

vita di Vieri Tosatti
libretti delle opere di Vieri Tosatti
articoli riguardanti Vieri Tosatti

I –  OPERE MUSICALI EDITE

TEATRO LIRICO

IL SISTEMA DELLA DOLCEZZA (1948/9), opera assurda in due quadri dal racconto di E.A. Poe “Il Sistema del dott. Catrame e del prof. Piuma”. Testo e musica di Vieri Tosatti.  Durata: 21,45 / 41,45. Edizioni Ricordi.

Prima rappresentazione: Bergamo, Teatro Donizetti. Festival autunnale dell’Opera lirica “Teatro delle Novità”, 25 Ottobre 1951. Direttore Ettore Gracis; maestro del coro Roberto Benaglio; regista Riccardo Moresco. Interpreti principali: Renato Capecchi (dott. Maillard); Ivan Cecchini (Visitatore); Franca Duval (la Fanciulla Innamorata); Ebe Ticozzi (Madame Joyeuse); Carlo Gasperini (Signore Astratto); Enrico Campi (Nobile Signore); Enzo Cecchetelli (Fakiro); Luciano Dalla Pergola (uomo-locomotiva).

NOTE ESSENZIALI: non può passare inosservato il totale capovolgimento del finale, rispetto a quello del racconto. Il Visitatore, capitato senza rendersene conto in un manicomio dove i pazzi hanno preso il potere, anziché essere lasciato libero viene condannato al rogo, affinchè non possa dare l’allarme. Intervengono i medici e infermieri liberatisi, ma dopo il ristabilimento dell’ordine saranno proprio loro a dare fuoco al malcapitato, ed esattamente per lo stesso motivo…..

LA PARTITA A PUGNI  (1952). Dramma da concerto in un’introduzione e tre “rounds” per soli, coro e orchestra. Testo in romanesco di Luciano Conosciani. Durata, ca. 16 min. Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione in veste teatrale: Venezia, Festival Internazionale di Musica Contemporanea. Teatro La Fenice, 8 Settembre 1953. Direttore Nino Sonzogno; maestro del coro: Sante Zanon; regista Enrico Colosimo; scenografo Misha Scandella. Interpreti: Rolando Panerai (baritono), Agostino Lazzari (tenore), Omero Gargano (recitante).

NOTE ESSENZIALI: quest’opera fu concepita come “cantata profana”, e come tale l’Autore ha sempre preferito fosse rappresentata, nonostante la sua evidentissima grande “presa” teatrale. Tale idiosincrasia spinse Tosatti al punto di stroncare il successo internazionale del lavoro, proibendone le rappresentazioni mentre erano in cartellone 6 riprese contemporaneamente, ed in seguito negandola ad una compagnia che intendeva portarla in giro nel mondo in abbinamento permanente con “Porgy and Bess” di Gershwin, e ancora anni dopo…. All’Arena di Verona! Oggi naturalmente con la morte del Maestro tali divieti sono caduti.  Si veda pag. 5.

Per un giudizio su quest’opera basta rifarsi a quello, lapidario, di Franco Mannino, pubblicato su “I Contrabbassi Dipinti” (1996): “Chiunque oggi scriva opere ha seguito in qualche modo le indicazioni rivoluzionarie che Vieri Tosatti ha fornito con la sua opera “Partita a Pugni” (….) Se non fosse esistita, a Visconti non sarebbe mai venuto in mente di scrivere il libretto per H.W. Henze “Maratona di Danza”, la cui prima esecuzione ebbe luogo (….) quattro anni dopo la prima veneziana dell’opera di Tosatti (….) A me sembra più importante un’innovazione teatrale che ha fornito infiniti spunti a un’intera generazione di un’innovazione del linguaggio. Che forse molti fra i più immensi geni della storia hanno rinnovato il linguaggio? Visconti si era tenuto al corrente delle nuove concezioni di Tosatti fin dall’ apparizione del suo “Sistema della Dolcezza” (….) Tosatti ha le carte in regola, sa riprodurre qualsiasi linguaggio, e solo in base a questo sistema è possibile diventare compositori, lo diceva Schonberg (….) ha inventato un nuovo modo di fare teatro….”.

Esiste una versione semplificata per Orchestra ridotta, eseguita dal m° Delle Cese nel 1956. Il libretto è stato tradotto in inglese “slang” e in tedesco.

IL GIUDIZIO UNIVERSALE  (1954). Dramma musicale in tre atti e quattro quadri. Testo di Cesare Vico Lodovici, dall’omonima commedia di Anna Bonacci.

Durata: 29,10 / 30,30 / 21,35. Edizioni Ricordi.

Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 2 Aprile 1955. Direttore Nino Sanzogno; regista Joop van Hulzen; allestimento di Nicola Benois. Interpreti principali: Italo Tajo (Ulrich); Vittoria Palombini (Frida); Renato Capecchi (Matthias); Ilva Ligabue (Helga); Ferrando Ferrari (Franz); Giuseppina Arnaldi (Gisela); Marco Stefanoni (Padre Geissler); Jolanda Gardino (sig.na Luder); Silvana Zanolli (Minna); Enzo Sordello (Hartleben).

NOTE ESSENZIALI:  questa va certamente considerata come l’opera (seria) più importante di Tosatti, dopo il Paradiso e il Poeta (si veda Pag. 3).

L’ ISOLA DEL TESORO (1956/8). Dramma musicale in tre atti e sette quadri, dall’omonimo romanzo di R.L. Stevenson. Testo e musica di Vieri Tosatti.

Durata: 28,40 / 45,30 / 43,10     Edizioni EOT, ora Ricordi.

Prima esecuzione radiofonica in forma di concerto: RAI Roma, Auditorium del Foro Italico, 22 Giugno 1958. Orchestra sinfonica e coro di Roma della RAI. Direttore: Armando La Rosa Parodi; maestro del coro: Nino Antonellini. Interpreti principali: Anna Maria Rota (Jim); Andrea Mineo (Tom Redruth); Piero Guelfi (John Silver); Guglielmo Ferrara (dott. Livesey); Enrico Campi (cap. Smollet); Leonardo Monreale (Conte); Mario Petri (Bill Bones e Israel Hands); Antonio Pirino (Ben Gunn); Carlo Cava (il cieco Pew e Merry); Tommaso Frascati (Gray).

Prima rappresentazione teatrale: Bologna, Teatro Comunale, 20 Novembre 1958.

Direttore: Umberto Cattini; regista: Sandro Bolchi; scenografia Misha Scandella. Interpreti principali: Fiorenza Cossotto (Jim); Giampiero Malaspina (John Silver); Guglielmo Ferrara (dott. Livesey); Enrico Campi (cap. Smollet); Plinio Clabassi (Bill Bones e Israel Hands); Franco Ricciardi (Ben Gunn); Alfredo Mariotti (Conte); Enzo Viari (Tom Redruth); Giovanni Foiani (Pew e Merry); Ezio De Giorgi (Gray).

NOTE ESSENZIALI: proposta inizialmente da Ricordi come un’ “opera per ragazzi” (cosa che da sola appare come una contraddizione in termini!) essa si è invece sviluppata nella forma di un grande dramma marino, dove è evidente il disincantato rimpianto per l’epoca della grande navigazione a vela e della quasi totale libertà dell’individuo, padrone di scegliere tra il bene e il male….

Da quest’opera furono anche tratti i “TRE VIAGGI” (si veda a Pag. 5).

LA FIERA DELLE MERAVIGLIE (1959/61). Dramma musicale in tre atti. Testo e musica di Tosatti. Durata:  27,30 / 32,45 / 25,50.  Edizioni EOT, ora Ricordi.

Prima rappresentazione: Roma, Teatro dell’ Opera, 30 Gennaio 1963. Direttore Carlo Franci; maestro del coro: Gianni Lazzari; regista: Carlo Piccinato. Interpreti principali: Ferrando Ferrari (Gabriel); Renata Mattioli (Selèna); Paolo Montarsolo (Macròpulos);  Vito De Taranto (Hùttentotten); Ferdinando Li Donni (Kittenknòt); Manlio Rocchi (Lillis).

NOTE ESSENZIALI:  la paradossale vicenda vede contrapposti il più scontato “Teatro di tradizione” nostrano ed un esoterico “rumorificio” elettronico, compendio di tutte le avanguardie (e non è da escludere che ci possa anche essere stato un ironico richiamo autobiografico alla “vicenda Scelsi/Tosatti”, all’epoca in pieno svolgimento!…). Il contrasto viene portato all’assurdo nel finale, con i due “teatrini” che si affrontano pubblicamente e vengono spazzati via da una bufera. Le dimensioni di questa composizione e la presenza negli ultimi due atti di vasti squarci lirici non permettono di considerarla un’opera “comica”, dunque affiancabile alla Partita a Pugni e al Sistema della Dolcezza. Memorabile però nel primo atto l’atroce parodia di un’opera “di tradizione” italiana, con non pochi richiami al Trovatore e al Simon Boccanegra…..

Dall’opera furono tratti i “TRE EPISODI”, per orchestra, soli e coro. Si veda pag. 7.

IL PARADISO E IL POETA  (1964/5).  Dramma musicale in tre atti e quattro quadri. Testo e musica di Tosatti.  Durata: 32,20 / 38,10 / 31.    Edizioni EOT, ora Ricordi.

Unica esecuzione consentita, radiofonica e in forma concertistica: Torino, Auditorium della RAI, 3 Dicembre 1971. Orchestra sinfonica e coro di Torino della Radiotelevisione italiana. Direttore: Vieri Tosatti; maestro del coro: Roberto Goitre.

Interpreti: Maurizio Frusoni (Poeta); Renata Mattioli (Ligeia, Leonora e Donna Mascherata); Giuseppe Scalco (Dottore); Ivo Ingram (“Presidente”); Antonio Pirino (Delegato celeste); Teodoro Rovetta (Cerimoniere).

NOTE ESSENZIALI:  è questa l’ultima e più importante opera del Maestro. A tanti anni dal Sistema della Dolcezza Tosatti riprende l’amato Poe, facendone addirittura il protagonista della complessa trama, che del resto è stata ottenuta giustapponendo vari racconti e poesie del grande americano.

Una cosa che sarebbe bene chiarire è questa: ad una prima lettura del libretto l’opera potrebbe sembrare solo un’ultima riprova dell’inclinazione di Tosatti per l’assurdo e il  paradosso. E potrebbe forse perfino offendere i credenti e sembrare un’irrisione delle cose più sacre. In effetti – sempre in prima lettura – la storia di un Poeta Maledetto che durante una seduta di ipnosi mesmerica si proietta in Paradiso, litiga con il suo democratico “Presidente” (Dio in persona!), viene cacciato e rimandato sulla Terra per espiare con la sofferenza, si dimostra totalmente refrattario a qualsivoglia redenzione ed infine – in punto di morte – viene…. portato di peso in Paradiso da robusti angeli, per ordine di un Dio che tutto perdona (e che si è troppo appassionato alle poesie di Poe per lasciarselo scappare…!) potrebbe essere giudicata davvero oltraggiosa. Ma così proprio non è, e basterebbe l’ascolto della musica – che è quella che da il giusto valore alle parole – per dimostrarlo, magari facendo un raffronto con quella del poco anteriore Requiem, per capire che qui si tratta di tutt’altro che di una farsa! La verità forse è questa: Tosatti aveva una fifa nera della Morte e del nulla, ma la sua natura orgogliosa e isolata e il suo invincibile scetticismo gli rendevano impossibile accettare la dimensione della Fede. E tanto più in quegli anni, nei quali già gli interessi esoterici che lo avevano portato alle famose “collaborazioni” con Giacinto Scelsi stavano cominciando a venire meno. Da qui l’unica forma di “dialogo” con il Divino che gli fosse ancora possibile: splendida, desolata e priva di qualsiasi ironia nel Requiem; mascherata sotto le mentite vesti di una commedia dissacrante nell’ultima opera……

ORCHESTRA

DUE FRAMMENTI SINFONICI, dal distrutto dramma musicale Diòniso: “Preludio a Diòniso” e “Le Nozze di Arianna”  (1946; v. pag.  13).  Durata: ca. 10 min. Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione: Roma, Accademia nazionale di Santa Cecilia. Teatro Argentina, 4 Aprile 1951. Direttore Joseph Krips.

DIVERTIMENTO, PER ORCHESTRA DA CAMERA (1950). Allegro alla marcia; Presto; Lento Nostalgico;  Scherzo (Allegro misurato); Introduzione e Fuga (non troppo adagio; Allegro).  Durata ca. 16,30. Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione: Radio Trieste, 8 Ottobre 1950. Direttore: Virgilio Mortari.

NOTE ESSENZIALI: di quest’opera esiste anche la versione originale per 5 strumenti. Vedi pag. 11.

TRE VIAGGI, DA “l’ISOLA DEL TESORO” (1958). “Viaggio all’ Isola” – “Nel mare oscuro, verso il mattino sereno” – “Marcia per l’ Altopiano”.  Durata ca. 12,30. Edizioni EOT, ora Ricordi.   Prima esecuzione: Radio Torino, 17 Maggio 1963. Direttore: Mario Rossi.

PANTOMIMA NAPOLETANA (scritta in collaborazione con Gastone Cocchia). Tarantella per orchestra basata su alcune canzoni celebri. Durata ca. 6 minuti.

Prima esecuzione: Napoli, orchestra della RCA. Direttore: Vieri Tosatti.

ORCHESTRA E SOLI  /  ORCHESTRA E VOCI

SUITE DA “IL SISTEMA DELLA DOLCEZZA” (1950), per Orchestra e voce di Baritono

Ouverture (scritta ex- novo, per orchestra); Il racconto di Monsieur Maillard (baritono e orchestra); Pantomima e Finale (orchestra). Durata: ca. 14,30. Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione: Roma, Accademia nazionale di Santa Cecilia. Teatro Argentina, 30 Dicembre 1951. Direttore: Ataulfo Argenta; baritono Filippo Maero.

PARTITA A PUGNI, IN FORMA DI “CANTATA PROFANA” (1952).

Prima esecuzione concertistica: Radio Roma, 28 Gennaio 1956. Direttore: Bruno Bartoletti; maestro del coro: Nino Antonellini. Interpreti: Saturno Meletti (Palletta); Mario Carlin (Cannavota); Giorgio Santarelli (Arbitro, recitante).

NOTE ESSENZIALI:  si veda Pag. 1 per quanto concerne la versione teatrale di quest’opera ed il suo successo internazionale.

REQUIEM  (1963), per coro, orchestra e due soli. Requiem (coro); Kyrie e Dies Irae (coro e basso); Ingemisco (Soprano e Basso, poi coro); Domine Iesu e Sanctus (coro); Agnus Dei e Lux Aeterna (soprano e coro).  Durata ca. 49 minuti.  Edizioni EOT, poi Ricordi.

Prima esecuzione: Radio Milano, sala Verdi del Conservatorio, 22 Maggio 1964.

Direttore: Massimo Pradella; maestro del coro: Giulio Bertola. Interpreti: Renata Mattioli; Paolo Montarsolo. Orchestra sinfonica e coro di Milano della Radiotelevisione italiana.

NOTE ESSENZIALI:  Già nel lontano 1955 (in tutt’altro clima politico/sociale) la “prima” scaligera del Giudizio Universale era stata pesantemente sabotata dalla critica “allineata e contubernale”. In apparenza per ragioni musicali, in realtà per qualche ben precisa direttiva venuta dall’alto, dal momento che la fosca vicenda dipinta nel libretto del Lodovici era sembrata in alcuni ambienti un’offesa alla religione. Anche il testo del “Paradiso e il Poeta” (di due anni posteriore al Requiem) presenta degli aspetti che – a prima vista – potrebbero essere scambiati per irrisione blasfema. Abbiamo già spiegato nella nota a quell’opera come ciò potrebbe solo essere frutto di una comprensione limitata dei veri moventi dell’ Autore. Ora, proprio l’ascolto del Requiem dovrebbe bastare per dimostrare come Tosatti non avesse la benché minima idea di attaccare la Fede e le istituzioni religiose, né vedesse una ragione al mondo per farlo, individualista e negatore di tutti gli “impegni sociali” com’era……

CONCERTO PER VIOLA E ORCHESTRA (1966). Lentamente – poco mosso; Poco Lento; Scorrevole.  Durata ca. 20 minuti. Edizioni ABICI.

Prima esecuzione: Torino, Gennaio 1969. Direttore: Moshe Atzom; solista: Luigi Alberto Bianchi. Orchestra sinfonica della RAI di Torino.

Incisione fonografica: Napoli, Studio Bideri 1969. Direttore: Vieri Tosatti; solista Luigi Alberto Bianchi. Orchestra “Scarlatti” di Napoli. I dischi in Vinile risultano ancora reperibili su eBay.

CONCERTO IPERCICLICO IN UN TEMPO, PER CLARINETTO E ORCHESTRA DA CAMERA (1970). Durata ca. 14 minuti. Edizioni ABICI.

Prima esecuzione: Spoleto, Festival dei Due Mondi, 1970. Direttore: G. Delogu; solista Giuseppe Garbarino.

Incisione fonografica: Napoli, Studio Bideri, 30 Novembre 1970. Direttore: Vieri Tosatti; solista Giuseppe Garbarino. Orchestra “Scarlatti”. I dischi in Vinile sono ancora reperibili su eBay.

NUOVA ORCHESTRAZIONE DEI WESENDONCK-LIEDER DI R. WAGNER (1972). Der Engel; Stehe Still!; Im Treibhaus; Schmerzen; Traume. Durata 19,10 min. Edizioni EOT, ora Ricordi.

Prima esecuzione: Radio Napoli, marzo 1979. Direttore: Samuel Friedman; mezzosoprano Viorica Cortez.

GEDICHTKONZERT (“Concerto di Poesie”), su 4 Poesie in tedesco dell’Autore. Tradotte in italiano: Il Lombrico; il Mercante di Malintesi; L’Uomo-Lupo; Nuova Figurazione. Durata ca. 14,30 minuti. Edizioni EOT. Si veda anche la pag. 15.

Prima esecuzione: Radio Napoli, Marzo 1979. Direttore Samuel Friedman; mezzosoprano Viorica Cortez.

TRE EPISODI, DALLA “FIERA DELLE MERAVIGLIE”, per orchestra, soli e coro. Vedi pag. 3.

CORO SOLO  –  VOCI SOLE  –  VOCI E STRUMENTI

LE CANZONI NUZIALI (1942), per coro solo a tre voci femminili e tre voci maschili, su poesia di Saffo. Durata ca. 4 minuti. Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione: Italia, 1979. I Cantori di Assisi.

DREI FUNFSTIMMIGE GESANGE (1967), per quintetto vocale o coro, su tre poesie tedesche.  Schicksaalslied (Holderlin); Das Trunkene Lied (Nietzsche); Walpurgisgesang (Goethe).  Durata ca. 11 minuti. Edizioni ABICI.

Prima esecuzione: Roma, “Incontri musicali romani”, 24 Giugno 1968. Direttore: Quinzio Petrocchi.

ZWEI WEDEKIND LIEDER (1969), per otto cantori, contrabbasso e batteria.  Der Gefangene; Erdgeist.  Durata ca. 4,30 minuti. Edizioni ABICI.

Incisione fonografica (prima esecuzione): I Cantori Moderni, di Alessando Alessandroni, 1970.

NOTE ESSENZIALI: singolare trasposizione in musica di due irridenti poesie di F. Wedekind, noto autore “maledetto”, precursore dell’espressionismo tedesco di Strindberg e di Brecht. E’questa una specie di contaminazione tra musica “colta” e “leggera”, con qualcosa dei Beatles. I piccoli dischi in Vinile sono ancora oggi reperibili su eBay.

STREITLIED ZWISCHEN LEBEN UND TOD (1969), per coro e organo. Poesia di Anonimo del XVIII secolo. Durata ca. 7 minuti. Edizioni EOT, ora Ricordi.

Prima esecuzione in Germania, luogo e data sconosciuti.

DUE CORETTI A TRE VOCI FEMMINILI (1970), su testo di Vieri Tosatti. La Settimèra (= settimana nera); Giardini senza fine. Durata ca. 6 minuti.  Edizioni EOT, ora Ricordi. Probabilmente mai eseguiti.

VOCE E PIANOFORTE

TRE LIRICHE GRECHE (1944), per voce di donna e pf., su parole di canti popolari greci (tradotti da Pio Bondioli).  Ninna Nanna; Rimprovero; L’ Ancella di Caronte.  Durata ca. 6,30. Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione: Roma, sala Pio VI, 10 Marzo 1945. Pianoforte Vieri Tosatti; soprano Alba Anzellotti.

DUE LIRICHE DI PRIMAVERA (1944), per Baritono e pianoforte, su poesie di Vincenzo Cardarelli.  Aprile; Scherzo. Durata ca. 4 minuti. Edizioni EOT, ora Ricordi.

GABBIANI (1944), per Baritono (o Basso) e pianoforte, su poesia di Vincenzo Cardarelli.  Edizioni EOT.

IL RACCONTO DI MESSIEUR MAILLARD. Riduzione per Baritono e pianoforte dal “Sistema della Dolcezza”. Vedi Pag. 1.

IL GIOVANE WERTHER (1950), per Soprano (o Tenore) e pianoforte, su poesia di Ernesto Regazzoni. Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione: Londra. BBC, 23 Novembre 1950. Soprano Rosanna Giancola; pianoforte Ernest Lush.

HOMO INSIPIENS (“Parla il Critico”) 1969, per voce e pianoforte su testo di Vieri Tosatti.  Edizioni ABICI.

Prima esecuzione: Radio Italiana, 1970. Basso: Gian Nicola Gigliucci; pianoforte Elio Maestosi.

EINSAMKEITEN (= Solitudini), 1969, per voce e pianoforte. Plinie und Blitz (Nietzsche); Traumgesicht (Holtz); Der einsame Gott (Holtz); Werlorenheit (Holderlin).  Durata ca. 10 minuti. Edizioni EOT, ora Ricordi.

Prima esecuzione: Radio Italiana, 1987. Baritono: Furio Zanasi; pianoforte: Cristina Bachi.

DIE MUSIK KOMMT (1969), per voce di donna e pianoforte, su poesia di Detlev Von Liliencron.  Durata ca. 4 minuti. Edizioni EOT, ora Ricordi.

Prima esecuzione: Germania. Soprano Karin Schollhorn. Mancano altre indicazioni.

VENEDIG (= Venezia). 1969, per voce di donna e pianoforte, su poesia di Nietzsche.

Durata ca. 3 minuti. Edizioni EOT, ora Ricordi.

Prima esecuzione: Radio Italiana, 13 Ottobre 1990. Soprano Karin Schollhorn; pianoforte: Federico Biscione.

PIANOFORTE SOLO

TRE STUDI DA CONCERTO (1943). Allegro energico. Dolce e cullante, vivace, tempo I. Prestissimo.  Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione, Roma, in sede politica clandestina, 8 Aprile 1944. Pianoforte: Vieri Tosatti.

LA SONATA DEL SUD (1944). Tumultuoso popolaresco; Allegretto comodo, Andante lento, Tempo I; Grasso ed ebro.  Durata ca. 12 minuti. Edizioni EOT, ora Ricordi.

Prima esecuzione: Radio Italiana. Pianoforte: Vieri Tosatti.

ALLEGRO DA CONCERTO (1946).  Durata ca. 3,30 minuti. Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione: Roma, Villa Malta, 20 Aprile 1946. Pianoforte: Armando Renzi.

DEUTSCHE SONATE (1970). Sommerraise; Deutsche Walder und Wiesen; Nachtliche Gesichte. Durata ca. 19 minuti. Edizioni ABICI.

Incisione fonografica (prima esecuzione): Napoli, Studio Bideri, Marzo 1971. Pianoforte: Valeria Ravot-Licheri. I vecchi dischi in Vinile sono ancora reperibili su eBay.

SETTE PRELUDI E FUGHE (1977). Cromatico; Dorico; Su tema di J.S. Bach; in LA; con Fuga reale; Pentatonico; Su un tema del “Giudizio Universale”. Durata ca. 18 minuti.

Edizioni ABICI. Incisione fonografica (prima esecuzione): settembre 1978. Pianoforte: Cecilia De Dominicis. I vecchi dischi in Vinile sono ancora reperibili su eBay.

NOTE ESSENZIALI:  tutte le 5 opere pianistiche edite sono contenute in un recente CD TACTUS, per l’esecuzione di Daniele Adornetto, docente di pianoforte presso il Conservatorio di Frosinone.

Non potendoci qui dilungare con un’analisi dei singoli pezzi, ci limitiamo ad un’osservazione di portata generale. Cioè che – naturalmente a nostro personale giudizio – tutti i 5 brani sono divertenti, interessanti, notevoli per la tecnica richiesta e quant’altro. Gli ultimi due però, cioè la Deutsche Sonate e i Sette Preludi e Fughe stanno agli altri come le montagne stanno alle colline. La “Deutsche” non è solo un ultimo omaggio all’adorata Germania (quella delle leggende e delle favole; di Wagner, di Holderlin, di Novalis, di Goethe, di Mahler, di Strauss, ecc.); è anche la “supercompensazione” per un viaggio mancato, causa glaucoma ed altro. I Sette Preludi e Fughe (che, con il coevo Gedichtkonzert, interruppero il silenzio degli ultimi 20 anni) sono un’ultima ed enigmatica manifestazione del silenzio interiore, di un imprecisata esigenza metafisica che attende di essere colmata.

MUSICA STRUMENTALE DA CAMERA

INTRODUZIONE FIABESCA (1943), per pianoforte, violino e violoncello. Edizioni EOT, ora Ricordi.

Prima esecuzione: Roma, “Galleria del Secolo”, 20 Luglio 1944. Pianoforte: Vieri Tosatti; violino: Dino Asciolla; violoncello: Nerio Brunelli.

SONATA A DUE (1943/4), per due pianoforti in un tempo. Durata ca. 12,30. Edizioni EOT, ora Ricordi.

Prima esecuzione: Roma, concerto di “Musica Viva”. Palazzo Barberini. 10 Febbraio 1945. Pianisti: Vieri Tosatti, Massimo Bogiankino.

PICCOLA SONATA (1945) per Violino e Pianoforte. Neoclassico e Neoromantico; A proposito di una serie dodecafonica; Marcia militare. Durata ca. 9 minuti. Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione: Roma, salone del “Mondo Musicale”, 22 Gennaio 1946. Pianoforte: Vieri Tosatti; Violino: Fulvio Montanaro.

NOTE ESSENZIALI:  tra le molte opere giovanili questa si distingue in modo particolare per la “verve” indiavolata e l’ironia penetrante, nonché per il tecnicismo di molti passaggi.

DIVERTIMENTO (1948), NELLA FORMA ORIGINARIA DI QUINTETTO (clarinetto, fagotto, violino, viola e violoncello). Allegro alla Marcia; Presto; Lento nostalgico; Allegretto; Introduzione e Fuga. Edizioni Ricordi.

Prima esecuzione: Roma, Accademia Filarmonica, Teatro Eliseo, XXII Concerto di Musica Contemporanea, 4 Aprile 1949. Clarinetto: Giacomo Gandini; fagotto: Carlo Tentoni; violino: Franco Tamponi; viola: Ludovico Coccon; violoncello: Silvano Zuccarini. Si veda anche la Pag. 4.

QUARTETTO D’ARCHI (1968). Tranquillo – Con moto; Giocoso ma pesante; Lento.  Durata ca. 18 minuti. Edizioni ABICI

Incisione fonografica (prima esecuzione): Napoli, Studio Bideri, 1969. Quartetto Nuova Musica. Violini: Massimo Coen e Mario Buffa; viola: Fausto Anzelmo; violoncello: Luigi Lanzillotta.

NOTA ESSENZIALE:  nonostante le ridotte dimensioni questa è di certo una delle opere più importanti di Tosatti, alla pari con i due Concerti. I vecchi dischi in Vinile dovrebbero essere ancora presenti su eBay.

Recentemente è apparsa una versione per Piccola Orchestra, opera dell’ ex- allievo Andrea Riderelli.

SERENATA DA CAMERA, per orchestra. Contenuta in un vecchio disco in Vinile, con un mix di brani di vari autori. Non sono al momento disponibili altri dati.

II –  OPERE MUSICALI INEDITE

SUITE ROMANTICA (1936), per Orchestra. Notturno (scritto all’età di 12 anni); Viaggio Fantastico (sull’idea del poemetto “Nell’ Immensità”, di Ibsen); Scenario Romantico; Danza e Baccanale.  Durata: ca. 18 minuti. Ne esiste la riduzione pianistica.

IDILLIO–FANTASTICHERIA (1936). Poemetto per piccola orchestra. Durata ca. 10,30.

Ne esiste la riduzione per pianoforte.

SUITE NORDICA (1937), per Orchestra. Preludio; Danza incantata; Visione; Danza nella Grande Ombra; Ninna nanna e finale. Durata: ca. 33 minuti. Esiste la riduzione pianistica.

ANDANTE IN RE MAGGIORE (1938) per Violino e Pianoforte, successivamente orchestrato. Durata ca. 7 minuti. Esiste una registrazione (praticamente inascoltabile), tratta da un disco di cera fatto a Venezia nel 1939.

Prima esecuzione in forma orchestrale: Roma, EIAR, 21 Giugno 1940. Direttore: Ezio Carabella.

SONATA IN SI MINORE IN UN TEMPO (1940/1), per Violino e Pianoforte (composta a 13 anni). Ne esiste una registrazione (inascoltabile) tratta da un disco di cera fatto a Venezia nel  1938.

POEMETTO PER LE MANI DI MAURETTA (1938). “Fantasia per pianoforte in forma di sonata di facile stile”.

LE VARIAZIONI DI LIDIA, per Pianoforte.

IL CARNEVALE DEI MUSICISTI (1941/2), per pianoforte. Il Musicista; Scuola di Danza classica; Casella; Musichette; Intermezzo: i pianisti; Liviabella; I Musicisti politonali; Protesta; Lidia; Schumann; Ripresa…. e Finale.

Prima esecuzione: Bologna, Sala degli Specchi della Sede Sociale, 11 Aprile 1943. Pianista: Vieri Tosatti.

LA STORIA DELLA SIRENETTA (1942), per Pianoforte a quattro mani. Durata ca. 15 minuti.

OUVERTURE DA CONCERTO (1943) per orchestra. (DISTRUTTA).

SINFONIA CORALE (1944) per Coro e Orchestra, su rime del Poliziano.

SINFONIA IN UN TEMPO (1944) per Orchestra (DISTRUTTA).

CONCERTO PER PIANOFORTE E CINQUE FIATI (1945). Allegro moderato ma focoso; Presto agitato; Lento sognante.

Prima esecuzione: Sala dell’ Y.M.C.A, 6 Maggio 1947. Pianista: C.A. Marchi; complesso fiati della RAI: Salvatore Patti (flauto); Sidney Gallesi (oboe); Giacomo Gandini (clarinetto); Carlo Tentoni (fagotto); Domenico Ceccarossi (corno).

CONCERTO PER PIANOFORTE E PICCOLA ORCHESTRA (1945, DISTRUTTO. Ne restano alcuni frammenti).

Prima esecuzione: Palermo. Radio, 19 Dicembre 1945: Pianista: Vieri Tosatti; Direttore: Ottavio Ziino.

DIONISO (1946), Dramma musicale in tre atti. Testo e musica di Vieri Tosatti. DISTRUTTO; ne rimangono due frammenti (si veda a Pag. 4). Mai rappresentato.

IL CONCERTO DELLA DEMENZA (1946), per due pianoforti, voce recitante e “taluni esecutori aggiunti” (rumoristi). Parole e musica di Vieri Tosatti. Allegro giocoso e un poco neoclassico; Adagio astratto e alquanto dodecafonico; Esordio – Baccanale – Pandaemonium.

Prima (“ed unica”) esecuzione: Roma, Circolo Artistico in via Margutta, 3 Aprile 1948. Pianisti: Vieri Tosatti e Valeria Ravot. Rumoristi: Valentino Caracciolo, Alberto Savi e Carlo Franci. Recitante: Giorgio Santarelli.

NOTE ESSENZIALI: quest’opera singolare presenta ancor oggi molti motivi di interesse. E’ una grottesca parodia del Futurismo e delle “avanguardie” in genere, con un attore che, impassibile, deve recitare un lungo Poema completamente privo di senso, mentre due pianisti lo frastornano con la loro “suite” indiavolata e i tre rumoristi ne accompagnano il farnètico. Ma, ancor prima della…prima, Tosatti si accorse che quella che doveva essere una parodia veniva invece presa fin troppo sul serio, e che molti critici cominciavano a parlare di lui come di un “promettente musicista d’avanguardia”, e decise di consentire una sola esecuzione e poi di ritirarla a vita. Il che puntualmente fece, nonostante il clamoroso successo del brano, che provocò una vera e propria crisi di ilarità nel pubblico…. e negli stessi esecutori, che dovettero più volte fermarsi. Con la scomparsa del Maestro tutti i divieti sono caduti, e così nel 2005 il brano fu ripresentato al Festival di Spoleto, con il duo Brusco/Scolastra, il gruppo Tetraktis e il grande Elio Pandolfi. Il successo fu tale che seguirono molte altre esecuzioni, ed infine fu anche fatto un DVD, con il contributo dell’ IMAIE (può essere richiesta copia al figlio del Maestro, Valentino Tosatti:  tosattiv@gmail.com).

DANZE (“La Vetrina dei Giocattoli”), suite per pianoforte.

HINDEMITH (“Il Vecchio pezzo di H.”), per due pianoforti. Brano scritto per scherzo in stile hindemitiano, ed eseguito nel 1948 subito prima del “Concerto della Demenza”.

TRE VARIAZIONI, per pianoforte. Opera giovanile basata su un tema di Franck.

OLTRE LA SFINGE (primo viaggio alla Luna). Dramma radiofonico, RAI Milano, 1955. Musica e testo di Vieri Tosatti.

MUSICHE PER IL TEATRO DEI BURATTINI: “IL FLAUTO DELL’EREMITA”, per il Teatro di Maria Signorelli.

“LE NOZZE DI SANGUE”. Musiche di scena per l’omonimo dramma di G. Lorca.

TRASCRIZIONI E RIDUZIONI PER PIANOFORTE:

1): Finale della IV Sinfonia di Brahms.

2): Riduzioni della “Suite Nordica” (v. pag. 12), della “Suite Romantica” (v. pag. 11), dell’ “Idillio-Fantasticheria” (v. pag. 11), dei “Due Frammenti dal Diòniso” (v. pag. 4).

3):  Trascrizione per due pianoforti della “Campanella” di Liszt, per il film “Follie per l’ Opera” (1948, di Mario Costa, con G. Lollobrigida, A. Tieri, C. Campanini, M. Caniglia, B. Gigli, T. Schipa, T. Gobbi).

Orchestrazione di varie musiche importanti di F. Chopin per il balletto “LE DRIADI” di Massine (Teatro dell’ Opera di Roma, 1956).

III – MUSICHE PER FILM E DOCUMENTARI (sovente scritte in collaborazione con Elio Maestosi).

Circa 40 titoli sono disponibili presso Cinestore – Cineteca di Bologna. Si tratta per lo più di documentari della ex- Corona Cinematografica, nonché di cartoni animati e cortometraggi vari. Tra questi si possono citare per la loro originalità “La Fanciulla del Melo” (1975, film d’animazione di Bretislav Pojar, da un’antica favola boema); “Potr e la Sirena” (1975, di Jean Francois Laguionie, cartone animato) ed il cortometraggio “Aniello e Neleta”. Sono scaricabili da You Tube.

IV – LETTERATURA E POESIA

ALTRI PAESI (1973/4. Edizione EOT del 1980). Volumetto con 7 racconti di carattere assurdo, grottesco, paradossale, onirico/psicologico o introspettivo.

CAPITOLI SCOMPAGNI (1978/9. Ed. EOT del 1981). Volumetto contenente vari ricordi, considerazioni (anche assai negative) sullo stato della musica e divagazioni varie.

NOSTRE AVVENTURE (1980. Ed. EOT del 1981). Volumetto contenente altri 7 racconti di vario carattere, incluso il macabro e l’onirico/psicologico.

PRINCIPE AZZURRO (1983. Ed. EOT 1984). Breve romanzo fantastico, incentrato sulle peregrinazioni del personaggio di Perrault che – stanco di fare da tappezzeria dentro il suo libro illustrato – si proietta fuori e cade, assolutamente spaesato, in una società borghese di fine ‘800 dove già circolano i virus dell’odierna corruzione.

AUSGEWAHLTE GEDICHTE (POESIE SCELTE. Edizione EOT 1988). Selezione di 50 poesie scritte in Tedesco, con traduzione italiana contestuale dell’Autore. Quattro poesie (in italiano: Il Lombrico, il Mercante di Malintesi, l’ Uomo-Lupo e Nuova Figurazione) sono state anche musicate, formando così il GEDICHTKONZERT (si veda Pag. 6). Altre due poesie sono state splendidamente musicate dall’ ex- allievo Andrea Riderelli, e possono essere scaricate dal sito www.vieritosatti.org  oppure da You Tube, ed un’altra ancora da Federico Biscione.

NOTE ESSENZIALI:  Il breve romanzo fantastico “PRINCIPE AZZURRO” è l’unico lavoro letterario di Tosatti che sia stato recentemente rieditato (con Createspace). Si trova quindi, in cartaceo o in e-book, su tutte le principali “piattaforme”, da Amazon a Euronics, LaFeltrinelli, Mondadori, IBS, Hoepli, ecc.

Tutti gli altri volumetti invece sono tuttora reperibili su eBay nelle edizioni originali.

NOTE FINALI

Per ulteriori informazioni su Tosatti e la sua opera si possono consultare il sito www.vieritosatti.org e Wikipedia; buona parte delle sue musiche è scaricabile dallo stesso sito oppure da You Tube.

Le partiture originali e tutti i documenti e manoscritti di Tosatti sono in via di riordino presso la Bibliomediateca di Santa Cecilia (Città della Musica, Roma). Il figlio del Maestro, Valentino (tosattiv@gmail.com;  06/94749071) è comunque a disposizione – anche per inviare CD e materiali a mezzo We Trasfer – di chiunque per seri motivi di cultura, studio o esecuzioni voglia approfondire la conoscenza delle opere paterne.

La vita di Vieri Tosatti

BIOGRAFIA

Vieri Tosatti (1920-1999) è stato un importante musicista, autore del testo e della musica di opere liriche rappresentate nei più importanti Teatri italiani (Milano, Venezia, Trieste, Bologna, Bergamo, Roma, Cagliari, Palermo, ecc.) nonché all’estero e alla RAI. Ma egli apparteneva a quella schiera di musicisti convinti che – anche dopo gli sfaceli del ‘900 – la Musica fosse capace di risollevarsi da sola e trovare nuove e più moderne forme espressive pur senza rinnegare la sua grande tradizione ottocentesca. E questo ha finito per portarlo in rotta di collisione con quelle correnti musicali egemoni che – nei lontani anni ’50/60 – in Italia facevano capo alle ideologie marxiste e  promuovevano la dodecafonia, le “avanguardie” e gli sperimentalismi in genere. E alla fine Tosatti è stato travolto dal sistema, con l’aiuto della musicologia e dalla critica “allineate e contubernali”, e di fatto estromesso dai circuiti teatrali.

Occorre pur dire che, in parte, se la è anche voluta, con quell’intransigente rifiuto di ogni compromesso che sempre lo ha distinto. Basti dire che – considerando il suo miglior lavoro di gioventù (la “PARTITA A PUGNI”, feroce parodia di un incontro di boxe, definita da Franco Mannino come un’opera che in 15 minuti ha cambiato la musica e il Teatro del ‘900) come una “cantata profana” non rappresentabile in forma teatrale – solo per questo l’ha ritirata dalle scene mentre era contemporaneamente programmata da 6 Teatri e le repliche stavano superando quelle della “Lucia di Lammermoor”… Non contento, l’ha poi rifiutata ad una compagnia di negri che intendeva portarla nel mondo in abbinamento con “Porgy and Bess” di Gershwin ed infine…all’ Arena di Verona! Questi sono solo alcuni dei tanti “suicidi artistici” con i quali Tosatti è riuscito ad autoespellersi da tutti i circuiti musicali. Oggi i divieti sono caduti con la sua morte, e così nel 2005 a Spoleto il duo pianistico Brusco/Scolastra e il grande Elio Pandolfi hanno eseguito il “CONCERTO DELLA DEMENZA” (1943, folle parodia del Futurismo), e nel 2012 la “PARTITA A PUGNI” (di cui si è detto sopra) è stata finalmente eseguita a Roma Olimpico, Foligno e L’ Aquila. Il CD della TACTUS con le 5 opere pianistiche edite è apparso di recente, e  un convegno a Roma nel Dicembre 2015 ha fatto il punto sulla complessa “vicenda Scelsi/Tosatti” (di cui si dirà brevemente alla fine), seguito da un altro a Bari l’anno successivo, e interamente dedicato a Tosatti. Insomma, qualcosa oggi si muove, e l’auspicio è che tutto ciò possa contribuire alla riscoperta di un grande della musica ingiustamente dimenticato.

Le (poche) opere letterarie risalgono agli ultimi 20 anni di vita, allorquando il Maestro – disgustato dagli ambienti musicali in genere e reso cieco dal glaucoma – abbandonò la composizione, ritirandosi nella villa di Sacrofano. Oltre al romanzo fantastico “PRINCIPE AZZURRO” scrisse 2 volumetti di racconti (“ALTRI PAESI” e “NOSTRE AVVENTURE”), una raccolta di polemiche e pensieri sparsi (“CAPITOLI SCOMPAGNI”) e soprattutto UNA SELEZIONE DI 50 POESIE IN TEDESCO, con traduzione italiana a fronte. Ne musicò poi 4, rompendo il silenzio degli ultimi 20 anni e creando così il “GEDICHTKONZERT”. Altre 2 poesie (forse le più belle) furono splendidamente musicate dall’ex-allievo Andrea Riderelli, e si possono trovare su Internet alla voce “ZWEI TOSATTI LIEDER”.

Sul Tosatti uomo c’è poco da dire, essendo stata la sua vita quasi interamente dedicata alla musica. Fin dalla gioventù fu tormentato da gravi malattie polmonari, alle quali reagì sprezzantemente recandosi in Conservatorio con gli aghi addosso e rafforzando così probabilmente quel graffiante spirito paradossale e sarcastico che lo ha sempre difeso nei momenti peggiori. La sua stralunata propensione all’assurdo e al paradosso si manifestarono (in privato) con scherzi e giochetti che molti ricordano ancor oggi (ad es. Carlo Verdone, nel suo nuovo libro scaturito dall’abbandono della casa avita, ricorda ancora una serata in cui Tosatti, nauseato dalla banalità delle persone e delle musiche, mise in corto circuito l’impianto elettrico, fuggendo poi da una finestra…). Ma vi furono anche delle memorabili “cene delle beffe” a base di portate immangiabili, poi due  stanze trasformate in sale di supplizi per gli incauti che vi si avventuravano, sedute spiritiche parimenti beffarde, ecc. E vi fu anche la “fase cinematografica”, che produsse due memorabili opere in “passo ‘16”: “IL PUNTO” (assurda parodia dei Cinegiornali che affliggevano gli spettatori d’allora, con “servizi” tra i quali l’inaugurazione di una “modernissima” fabbrica di sugo di pomodoro dalle efferate modalità di preparazione. Memorabile fra tante il cane bavoso pronto a raccogliere i pomodori schizzati fuori della tinozza, durante la spremitura fatta con i piedi….) e “IL CIAMBELLONE” (una festicciola borghese funestata da un dolce che non si può tagliare neppure con la fiamma ossidrica. Ne seguono sempre più folli tentativi fino all’esplosione finale dell’intero palazzo, con il Ciambellone intatto fra le macerie che viene assunto in Cielo sulle note del “Crepuscolo degli Dei”…), Questi filmetti gli furono richiesti da vari cinema d’essai, e poi…dalla Biennale di Venezia, ma lui – sempre fiero nel discriminare tra lavoro serio e buffonate private – li rifiutò…

Va però riconosciuto – tornando indietro nel tempo – che tale propensione alle fughe dalla realtà non aveva impedito a Tosatti di aderire ad un gruppo politico clandestino antifascista, e questo proprio in quegli anni intorno al 1943 in cui anche il solo dissenso morale bastava per esporre a gravi pericoli. Con la sua proverbiale onestà Tosatti ammette di non aver mai pensato a compiere “atti eroici”. Ad impedirglielo non era tanto il disastroso stato di salute, quanto il fatto che mai e poi mai sarebbe stato capace di sparare o far saltare in aria un Tedesco. La Germania era per lui la seconda patria (ovviamente non quella di Hitler ma quella di Goethe, Holderlin, Novalis, dei Grimm, di Rilke, di Mahler, Brahms, R.Strauss, ecc.). Un “Paesaggio dell’ Anima” (certamente almeno in parte immaginario) nel quale ravvisava la sua vera Patria. Di certo, con tali presupposti anche i Nazisti più idrofobi erano per lui “fratelli che sbagliano”.… Sarebbe ingiusto farsi oggi beffe di tali scrupoli, se si pensa a cosa fu la guerra delle ideologie lungo tanta parte del ‘900, e come i paralleli crimini di Stalin e suoi emulatori furono per decenni coperti, negati e poi minimizzati o giustificati…. Due volte – salute a parte – Tosatti rischiò la vita durante la guerra: la prima quando una bomba d’aereo scavò un cratere a pochi metri dalla bella casa di Piazza Albania, e la seconda quando un bravo conducente fermò all’istante il tram ed esortò tutti a scappare poiché a pochi metri era in corso una retata dei Tedeschi per rifornire i campi di lavoro….

Nel 1948 sposò Valeria Ravot, compositrice, notevole pianista, poetessa ed attrice drammatica, con la quale aveva poco prima eseguito il Concerto della Demenza nell’unica rappresentazione consentita, avendo da lei due figli. Il matrimonio non bastò per riportare Tosatti alla ragione, che continuò a dilettarsi con il Meccano, gli scherzi e le serate all’insegna della follia, giungendo alle manipolazioni di nastri magnetici con suoni sconci (altro sberleffo alle avanguardie).

Last but not Least: una questione collaterale è quella impropriamente definita “caso Scelsi”. Scoppiò nel 1989, quando il Giornale della Musica divulgò un “segreto di Pulcinella”, noto a molti ma irriferibile: cioè che il “corpus” più importante delle musiche di Giacinto Scelsi (da noi poco noto, ma celebre in Francia e America, dove è considerato uno dei massimi maestri della “nuova musica”) era stato in realtà scritto interamente da Tosatti, a pagamento. Fu scandalo, con scambi di bordate tra le diverse parti che si accusarono vicendevolmente. Entrare nel merito di questa sofferta vicenda sarebbe  improbo. Basti dire che, ad una prima fase in cui le opposte parti (allievi di Tosatti da un lato, esegeti della “nuova musica” dall’ altro) fecero muro contro muro ne è seguita una di confronto, che ha indicato una soluzione. Essa si riassume nel concetto che Scelsi (dotato tra l’altro di saldissima cultura esoterica, specie sulle dottrine dell’India) ha indubbiamente fornito idee, intuizioni, abbozzi, schemi e quant’altro per rendere possibile la manifestazione delle proprie intenzioni, e che Tosatti ha dato forma a tali “intenzioni” in modo da renderle intelligibili ed eseguibili. Il tutto si potrebbe riassumere nel sofisma: “Se non fosse esistito Scelsi non esisterebbe la sua musica (non tanto perché Tosatti non sarebbe stato capace di comporla, bensì perché non avrebbe avuto alcuna ragione per farlo), e se non fosse esistito Tosatti non esisterebbe la musica di Scelsi, per mancanza di un magistero musicale bastante per tradurla in realtà eseguibili e ascoltabili”. Ai posteri l’ardua sentenza….

Valentino Tosatti

(altre notizie su Tosatti possono essere attinte da Wikipedia e dal sito:  www.vieritosatti.org). Buona parte della sua musica può essere scaricata da You Tube).

Vieri Tosatti

Vieri Tosatti
(Roma 2/11/1920 – Roma 22/3/1999)


Vieri Tosatti, fotografia di ignoto, pubblico dominio, Radiocorriere,
https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4761516

la vita di Vieri Tosatti
il catalogo di tutte le opere
articoli su Vieri Tosatti

LIBRETTI A STAMPA

La partita a pugni
dal poema di Luciano Conosciani (Roma 26/3/1923), buon dilettante di boxe, che volle così prendere in giro il suo stesso mondo. Dramma da concerto (ovvero opera brevissima che dura sedici minuti circa) in un’introduzione e tre round (Venezia, 8/9/1953)

PERSONAGGI :
Palletta (Baritono), l’avversario Canna Vòta (Tenore), l’arbitro (Recitante) ; pubblico

1-
FRONTESPIZIO
Partita a Pugni, Dramma da Concerto in un’introduzione a tre round
per Soli, Coro e Orchestra;
PUBBLICAZIONE
Roma : Edizioni Opere di Tosatti (1953), poi Ricordi;
testo in italiano (16 p. ; 19 cm) ;
AUTORI
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
librettista: Luciano Conosciani (1923);
SEGNATURA
una copia è a Reggio Emilia:
Biblioteca Dell’archivio del Teatro Municipale Romolo Valli

2-
FRONTESPIZIO
Partita a Pugni: Dramma da Concerto in un’introduzione a tre round
per Soli, Coro e Orchestra;
PUBBLICAZIONE
Roma : Edizioni Opere di Tosatti (1953), poi Ricordi;
testo in italiano (16 p. con illustrazioni; 22 cm);
AUTORI
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
librettista: Luciano Conosciani (1923);
SEGNATURA
una copia è a Venezia:
Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini : Rolandi, Tor, Toz

Il sistema della dolcezza
(Bergamo, 1951)

1-
FRONTESPIZIO
Il Sistema della Dolcezza: Dramma Musicale Assurdo
PUBBLICAZIONE
Milano: Ricordi G. e C.; testo in italiano (1 ; 22 x 16 cm);
AUTORI
antecedente bibliografico : Edgar Allan Poe (1809, 1849) ;
compositore : Vieri Tosatti (1920-1999);
editore: Giovanni Ricordi (1885-1953);
librettista: Vieri Tosatti (1920-1999);
SEGNATURA
una copia è a Venezia:
Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini : Rolandi, Na T, Z

2-
FRONTESPIZIO
Il Sistema della Dolcezza: Dramma Musicale Assurdo in due Quadri / Parole e Musica di Vieri Tosatti (da un Racconto di Edgar A. Poe);
PUBBLICAZIONE
Roma: A. De Sanctis (1951, tip. O. Rossi); testo in italiano (28 p.; 21 cm);
AUTORI
antecedente bibliografico: Edgar Allan Poe (1809, 1849);
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
librettista: Vieri Tosatti (1920-1999);
SEGNATURA
una copia è a Firenze:
Biblioteca Nazionale Centrale

3-
FRONTESPIZIO
Il Sistema della Dolcezza : Dramma Musicale Assurdo in 2 Quadri / Parole e Musica di Vieri Tosatti (da un Racconto di Edgar A. Poe);
PUBBLICAZIONE
Milano : Giovanni Ricordi (1954), Tip. Grafica; testo in italiano (24. p. 35) ;
AUTORI
antecedente bibliografico: Edgar Allan Poe (1809, 1849);
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
librettista: Vieri Tosatti (1920-1999);
SEGNATURA
una copia è a Firenze:
Biblioteca Nazionale Centrale

4-
FRONTESPIZIO
Il Sistema della Dolcezza : Dramma Musicale Assurdo in 2 Quadri / Parole e Musica di Vieri Tosatti (da un Racconto di Edgar A. Poe);
PUBBLICAZIONE
Milano : G. Ricordi & C, 1954 ; testo in italiano (35 p. ; 14 cm) ;
AUTORI
antecedente bibliografico: Edgar Allan Poe (1809, 1849);
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
librettista: Vieri Tosatti (1920-1999);
SEGNATURA
una copia è a Venezia:
Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini : Rolandi, Tor, Toz

Il paradiso e il poeta
(Torino, 1971)

1- FRONTESPIZIO
Il Paradiso e il Poeta: Dramma Musicale in tre Atti e quattro Quadri, 1964-65 / Dramma e Musica di Vieri Tosatti;
PUBBLICAZIONE
Roma : Edizione Opere di Tosatti (1966); poi Universal/Ricordi; testo in italiano (50 p. ; 21 cm) ;
AUTORI
Vieri Tosatti (1920-1999);
SEGNATURA
una copia è a Firenze:
Biblioteca Nazionale Centrale

2- FRONTESPIZIO
Il Paradiso e il Poeta: Dramma Musicale in tre Atti e quattro Quadri, 1964-65 / Dramma e Musica di Vieri Tosatti;
PUBBLICAZIONE
Roma: Edizioni Opere di Tosatti (1966) ; poi Universal/Ricordi; testo in italiano (50 p. ; 19 cm);
AUTORI
Vieri Tosatti (1920-1999);
SEGNATURA
una copia è a Reggio Emilia:
Biblioteca Dell’archivio del Teatro Municipale Romolo Valli

Il giudizio universale
(Milano, 1955)

1-
FRONTESPIZIO
Il Giudizio Universale : Dramma in tre Atti e quattro Quadri Dalla Commedia Omonima di Anna Bonacci. Testo di Cesare Vico Ludovici, Musica di Vieri Tosatti;
PUBBLICAZIONE
Milano: G. Ricordi e C. (1954) (tip. Maestri); testo in italiano (24. p. 59);
AUTORI
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
librettista: Cesare Vico Lodovici (1885-1968) ;
antecedente bibliografico (scrittrice): Anna Bonacci (1892-1981);
SEGNATURA
una copia è a Firenze:
Biblioteca Nazionale Centrale

2- FRONTESPIZIO
Il Giudizio Universale (Dalla Commedia Omonima di Anna Bonacci);
PUBBLICAZIONE
Milano: Ricordi (1954); testo in italiano (59 p.; 14 cm);
AUTORI
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
librettista: Cesare Vico Lodovici (1885-1968);
antecedente bibliografico (scrittrice): Anna Bonacci (1892-1981);
editore: Giovanni Ricordi (1785-1853);
SEGNATURA
una copia è a Venezia (Ve):
Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini : Rolandi, Tor, Toz

3- FRONTESPIZIO
Il Giudizio Universale : Dramma / Vieri Tosatti; Libretto : Cesare Vico Lodovici;
PUBBLICAZIONE
Milano : Ricordi (1954); testo in italiano (1 ; 13 x 20 cm);
AUTORI
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
librettista: Cesare Vico Lodovici (1885-1968);
antecedente bibliografico (scrittrice): Anna Bonacci (1892-1981);
editore: Giovanni Ricordi (1785-1853);
SEGNATURA
una copia è a Venezia:
Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini : Rolandi, Na T, Z

4- FRONTESPIZIO
Il Giudizio Universale : Dramma in tre Atti e quattro Quadri /(dalla Commedia Omonima di Anna Bonacci) ; Testo di Cesare Vico Lodovici ; Musica di Vieri Tosatti ;
PUBBLICAZIONE
Milano: Ricordi (1954); testo in italiano (59 p. ; 14 cm) ;
AUTORI
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
librettista: Cesare Vico Lodovici (1885-1968);
antecedente bibliografico (scrittrice): Anna Bonacci (1892-1981);
editore: Giovanni Ricordi (1785-1853);
SEGNATURA
una copia è a Milano:
Biblioteca del Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi : Libretti K. 92

L’isola del tesoro
(Bologna, 1958)

FRONTESPIZIO
L’ Isola del Tesoro : Dramma Musicale in tre Atti e Sette Quadri : da R. L. Stevenson : 1956-58 / Testo e Musica di Vieri Tosatti ;
PUBBLICAZIONE
Roma : Ediz. Opere di Tosatti (1958); poi Universal/Ricordi; testo in italiano (94 p.; 22 cm);
AUTORI
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
SEGNATURA
una copia è a Firenze (Fi) :
Biblioteca Nazionale Centrale

La fiera delle meraviglie
(Roma, 1963)

FRONTESPIZIO
La Fiera delle Meraviglie : Dramma Musicale in tre Atti : 1959-61 / Testo e Musica di Vieri Tosatti ;
PUBBLICAZIONE
Roma : Ed. Opere di Tosatti (1961); poi Universal/Ricordi; testo in italiano (62 p.; 22 cm) ;
AUTORI
compositore: Vieri Tosatti (1920-1999);
librettista: Vieri Tosatti (1920-1999);
SEGNATURA
una copia è a Firenze:
Biblioteca Nazionale Centrale

Dioniso
(1947)

Di quest’Opera rimangono solo due frammenti orchestrali, Preludio a Dioniso e Le nozze di Arianna