l’eccellenza dell’Età dei Lumi, dell’Arcadia e del Neoclassicismo

Gli italiani primeggiavano nel Settecento anche nella musica sacra. Sono l’eccellenza dell’Età dei Lumi, dell’Arcadia e del Neoclassicismo.

Galuppi, che ha scritto questo magnifico Te Deum, non è citato neppure una volta da Charles Rosen in un libro “Lo Stile classico” che pretende di parlare di stile classico e che è preso come testo di riferimento nelle Università italiane. Che vergogna

Galuppi, Te Deum 

Concerti per violoncello di Cerri

Gli italiani, sopra tutti Cambini, Rauzzini, Giordani, Giardini e Boccherini oltre Cirri, Lorenziti, Traversa, Borghi e Pugnani “sono i più audaci e sperimentano senza posa, nuove combinazioni formali e nuovi atteggiamenti stilistici: in loro il Quartetto veramente vive: appunto perché si trasforma”. Quando Haydn e Mozart riprendono a scrivere Quartetti, “un nuovo compositore già è pronto all’orizzonte: il Viotti”.
 
PAUMGARTNER (1945, 437), tra i massimi musicologi del periodo nazista, non si vergognava a scrivere che “sia o no stata pronunciata questa crudissima frase, sta di fatto che Mozart fu sempre propenso ad attribuire i propri insuccessi ai subdoli intrighi dei ‘furfanti celtici’; e in questo caso probabilmente con ragione”
 

Beethoven non aveva molta ammirazione per la musica per pianoforte di Mozart

“Beethoven non possedeva nulla di Haydn o Cherubini; della musica di Mozart aveva una parziale partitura del Don Giovanni e molte Sonate. Quasi tutte le Sonate di Clementi gli erano familiari. Aveva la massima ammirazione per esse, considerandole le più belle, le più pianistiche delle opere, sia per le loro piacevoli, graziose melodie originali che per la coerenza e spontaneità della forma di ogni movimento. Beethoven non aveva molta ammirazione per la musica per pianoforte di Mozart, e l’educazione musicale del suo amato nipotino fu per molti anni limitata quasi esclusivamente allo studio delle Sonate di Clementi.”

Bianchini Trombetta #MozartLaCadutaDegliDei, I-II https://www.ibs.it/mozart-caduta-degli-dei-libro-luca-bianchini-anna-trombetta/e/9788892602755 Parte seconda https://www.ibs.it/mozart-caduta-degli-dei-parte-libro-luca-bianchini-anna-trombetta/e/9788892653399

Clementi, Sonata in sib interpretata da Arturo Benedetti Michelangeli

Clementi gioca con l’inno inglese

Con la terza Sinfonia in sol Clementi gioca con l’inno inglese.

Muzio Clementi è autore che dovrebbe essere presentato a dovere in tutte le scuole, e invece si ricordano di lui in genere solo i pianisti e di regola si citano solo le Sonatine

Com’è possibile, se Mozart lo considerava un cialtrone, che gli abbia plagiato il tema di una Sonata per l’Ouverture del Flauto magico?

Clementi, Sinfonia in sol

Il musicista che ha tentato tutte le corde dello strumento

Torrefranca metteva Baldassarre Galuppi (1706-1785) tra i classici. E anche noi lo consideriamo un classico, anzi un neoclassico.
 
“Lo spirito di questi musicisti tenta tutte le corde dello strumento, quasi fosse uno strumento nuovo, per riconoscere il suono di ciascuna, per rintracciare tutte le possibilità ritmiche che una struttura equilibrata, spontanea e naturale può permettere, per studiare persino la tenuta del suono, la rispondenza degli echi intensi, gli appigli a ogni più nuova libertà, ad ogni più libero corso e ricorso dell’ispirazione, mentre il senso dell’orchestra anima sempre più le composizioni.” (Torrefranca, 1930, p.138)
 

Inno di Luchesi in prima assoluta

Non è solo Platti ad essere stato dimenticato. Anche Andrea Luchesi ad esempio non è riconosciuto Maestro di Beethoven a Bonn. Affermarlo non causava problemi in epoca nazista, quand’eravamo alleati con la Germania. Ora è scandalo anche solo pensarlo.

Abbiamo trascritto un inno molto breve che proponiamo (in prima mondiale) in formato mp3.

Si tratta però di una simulazione a computer di quattro voci e di un’orchestra sinfonica, e bisogna immaginarsi l’effetto finale. Anche noi ci lamentiamo, ma non per la qualità audio, piuttosto per quei musicologi impressionisti stipendiati che non fanno nulla per valorizzare i nostri tesori musicali.

Questo è solo un piccolo assaggio di quei rari pezzi databili 1784 composto dal Maestro di Beethoven per le funzioni liturgiche.

Luchesi – Inno a 4 voci e orchestra (simulazione a computer)

 

Forme neoclassiche

Giovanni Battista Platti (1697-1763) è l’inventore della forma Sonata moderna, con esposizione e ripresa separate dallo sviluppo

anche se prima di lui i Concerti Sinfonia di Vivaldi già contengono alcuni interessanti secondi temi

Provate ad ascoltare questo Concerto per tastiera realizzato con il pianoforte. Già cambia aspetto, ci pare neoclassico, visto che siamo abituati ad associare il pianoforte questo tipo di musica.

Platti – Concerto in do minore

Chi ha inventato la forma Sonata?

Un quasi ignoto Giovanni Battista Platti (1697-1763)

Fausto Torrefranca per primo ha individuato nella struttura degli Allegri delle Sonate per clavicembalo la forma della Sonata moderna, con esposizione e ripresa separate da un sviluppo!

Ma le nostre scuole cosa insegnano? Possibile che nessuno sappia che Platti ha inventato la forma Sonata e che ha composto meraviglie come questo Concerto per oboe

Platti – Concerto in sol per oboe, archi e continuo